I rotolini alla cannella per Margaret e Andrew

Ricatto d’amore, 2009, Anne Fletcher (frame dal film, fonte YouTube)

Perché la gola è anche un po’ ricatto

Non si può dire che Ricatto d’amore non sia stato un grande successo al botteghino con gli oltre 300 milioni di dollari incassati, e non si può negare che sia una commedia divertente, perfettamente cucita addosso a Sandra Bullock. Lei, la Bullock, è Margaret Tate, l’editrice “stronza” di origini canadesi che rischia l’espulsione dagli Stati Uniti. Lui, Ryan Reynolds, è Andrew Paxton, l’assistente  e aspirante editor. La regista Anne Fletcher e lo sceneggiatore Peter Chiarelli nel 2009 hanno proposto questo film che gioca sul ricatto di un matrimonio ai fini dell’acquisizione della cittadinanza, che diventa poi amore vero. Il finale te lo aspetti (c’è anche una versione alternativa proposta all’epoca nella versione in D.V.D.) ma in fondo è ciò che chiederesti. Se New York rappresenta spesso il luogo ideale della commedia romantica, di meno lo può essere l’inospitale Alaska (in realtà le scene sono state girate Manchester-by-the-Sea, in Massachusetts) che appare invece molto più a misura d’uomo in opposto alla Grande Mela, e dove Margaret scopre la ricchezza – non solo finanziaria – della famiglia di Andrew. Cerco sempre di svelare molto poco del film e forse sono già andato oltre, questo a beneficio di chi lo avesse perso e intendesse recuperarlo per una serata all’insegna del relax. Segnalo solo i due personaggi non protagonisti particolarmente azzeccati: la nonna Annie, interpretata dalla storica attrice di serie TV Betty White, e l’onnipresente Ramone, interpretato da Oscar Nuñez. Aggiungo una piccola curiosità: nel film c’è la prima scena di nudo (nulla di eclatante) della Bullock. La ricetta che ho estrapolato questa volta è quella di dolcetti alla cannella, che vengono preparati per la colazione di Margaret e Andrew. La cannella, evidentemente molto amata dagli autori, compare anche all’inizio del film, quando Andrew, da buon assistente, si presenta ogni mattina con il caffè con latte alla soia aromatizzato alla cannella  – di una famosa catena (il product placement non guasta mai) – per la capa Margaret.

Ingredienti per  10 dolcetti:

  • 500 g di Farina 00
  • 50 g di Zucchero di canna
  • 100 g di Zucchero bianco
  • 5 g di Lievito
  • 150 cl di Latte intero
  • 90 g Burro
  • 1 Uovo
  • 15 g di Cannella in polvere
  • Un pizzico di Sale

Preparazione:

Di questa ricetta, come spesso accade, esistono alcune versioni con qualche sfumatura di ingrediente. Ci siamo ispirati in questo caso sia ai Cinnamon Rolls prettamente statunitensi sia ai Kanelbulle svedesi.

Setaccia la farina e mettila in una bacinella insieme al lievito, allo zucchero bianco e aggiungi un pizzico di sale. Sciogli 70 g di burro a fuoco basso e mettilo in un’altra bacinella insieme al latte e all’uovo che avrai sbattuto con una frusta e amalgama i tre composti liquidi ai quali aggiungerai quelli della prima bacinella. Inizia a lavorare tutti gli ingredienti con un cucchiaio di legno e poi inizia a impastare fino a quando non hai ottenuto una palla morbida ma consistente. Chiudi la tua bacinella coprendola con della pellicola e lascia riposare il composto almeno 20 minuti a temperatura ambiente.

Nel frattempo mescola lo zucchero di canna alla cannella in polvere e tienili da parte. Riprendi la tua palla di pasta e spianala fino a ottenere un rettangolo non troppo sottile. Sciogli il burro rimanente e spennella la pasta. Cospargi in maniera uniforme di zucchero e cannella mescolati in precedenza tenendone da parte circa un quarto. Arrotola il composto fino a ottenere un cilindro di circa 50cm che dividi in 10 parti. Ungi una teglia e spolvera con la parte rimanente dello zucchero di canna e la cannella e adagia i tuoi rotolini distanziandoli l’uno dall’altro. Metti la teglia in forno a 180° per 25/30 minuti e preparati a gustarteli, non necessariamente a colazione.



Fabio Muzzio

Fabio Muzzio

Comunica per passione o per deformazione, professionista in fermento e dj ormai mancato. Ironicamente umanista, mediamente fatalista.

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