GOLA . RicetteColte
Il Boršč di Margo per Sergei
In 19 Maggio 2021 da Fabio MuzzioNella mia religione, quando qualcuno muore, è tradizione che il primo pasto che mangi sia una ciotola di quello che si potrebbe chiamare Boršč del rituale. Abbiamo una credenza: il suo vapore porterà l’anima del defunto in cielo.
Sergei Orestovic Nikulov
Perché la gola è diplomatico aiuto
For All Mankind è una serie televisiva che possiamo inserire nel genere ucronico. La premessa è intrigante, soprattutto per appassionati di imprese spaziali e di fantascienza: se fossero stati i sovietici, tra l’altro i primi a mandare un uomo nella spazio con Jurij Alekseevič Gagarin, a posare il primo piede sulla Luna?
La storia cambia e la Guerra fredda dalla Terra si sposta ancor di più sull’affannosa rincorsa a colonizzare fuori dal nostro pianeta: gli statunitensi vogliono arrivare a costruire la prima base spaziale sul suolo lunare e tentare l’avventura verso Marte. Cosa accadrà? Tra astronauti e personaggi storici veri e alcuni invece fittizi si dipanano gli episodi di questa serie molto interessante. Non essendo questa una recensione ma una ricetta mi sposto subito focalizzando quella: ma gli scienziati, in fondo, da che parte stanno? L’appartenenza alla Patria è sacrosanta ma la stima e il progresso non si possono mettere da parte e così capita a Margo Madison (Wrenn Schmidt) la direttrice del John Fitzgerald Kennedy Center, quindi la NASA, e a Sergei Orestovic Nikulov (Piotr Adamczyk) che guida la delegazione degli astronauti sovietici per una missione di incontro di emblematico saluto nello spazio.
Un incidente diplomatico tra le due superpotenze rischia però di compromettere collaborazioni e sicurezza del mondo, quindi meglio passare ai contatti personali. Già non spoilero nelle recensioni, figuriamoci qui: cosa è meglio di un cibo di casa per entrare in sintonia, sempre ammesso non vi sia già a livello personale oltre che professionale? E allora si bussa alla porta con due razioni di Boršč.
Un piccolo consiglio per For All Mankind al momento giunta alla seconda stagione: non perdetela!
Ingredienti per due zuppe:
- Barbabietole rosse 4

- Cavolo bianco 1/2
- Patate 2
- Carote 2
- Cipolla 1
- Brodo di carne l1
- Aneto
- Sale
- Pepe
- Panna acida
Procedimento:
La carne: ho scelto il manzo da bollito o, in alternativa, lo stinco. Basterebbe un brodo concentrato ma meglio utilizzare l’ingrediente originale. Cerca di averne almeno un litro per far cuocere gli ingredienti della zuppa.
Taglia a dadini le barbabietole e le patate. A listarelle il cavolo e la cipolla mentre le carote le farai alla julienne e l’aneto (o il prezzemolo) dovrai tritarlo con la mezzaluna. Porta a ebollizione il brodo e versa gli ingredienti che hai preparato e mescola. Fai cuocere per 45 minuti aggiustando di sale e aggiungendo una bella macinata di pepe. Puoi regolarti con il cavolo: quando sarà diventato bello tenero vuol dire che la zuppa è pronta. Versala in una ciotola con un cucchiaio di panna acida come vediamo fare anche a Margo.
Questa ricetta, così diffusa, giunta in ogni angolo del mondo con le emigrazioni è tipica dell’Est europeo anche se viene spesso identificata con la Russia anche se viene rivendicata anche dall’Ucraina. I diversi paesi hanno anche qualche ingrediente che varia magari con l’aggiunta di legumi, dei pomodori o diversità nell’utilizzo delle carni, come pollo o maiale, che possono anche trovare spazio nella zuppa trasformandola in un piatto completo.
La Divine Comtesse racconta spesso dell’inverno moscovita passato con un’amica e che il Boršč del lunedì sera fosse uno dei due modi per riscaldarsi.
(ADV)
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