Il caviar d’aubergine di Un’ottima annata

Perché la gola è un viaggio nel passato

Un’ottima annata – A Good Year, Ridley Scott, 2006, frame del film (Fonte YouTube)

Nel 2006 Ridley Scott torna a dirigere Russel Crowe dopo il binomio vincente del 1999 con Il gladiatore. Il sedicesimo film del cineasta inglese è una commedia di ambientazione francese un po’ differente dall’azione, violenza e suspense che contraddistingue la produzione di uno tra i più grandi registi del cinema. Crowe sembra trovarsi a suo agio nei panni del cinico broker londinese Max, scorbutico ma in fondo piacione; con il dipanarsi della storia poi diviene sempre meno impacciato e burbero nei confronti anche dei ricordi dell’infanzia tanto dolci quanto dolorosi e densi dei profumi, in particolare quelli del vino. Un’ottima annata, traduzione fedele del A Good Year originale, si svolge tra Gordes e Bonnieux e, in particolare, nel Château La Canorgue, nella zona di Luberon, diventato anche meta di turismo per la bellezza del luogo. Tratto dall’omonimo romanzo di Peter Mayle, uscito in libreria due anni prima della trasposizione cinematografica, Un’ottima annata si dipana tra i ricordi, l’amore del protagonista per Fanny (Marion Cottillard) una bella proprietaria di bistrot e la comparsa di Christie (Abbie Cornish) l’attraente concorrente all’eredità che si spaccia per la figlia dello zio Henry (Albert Finney), colui che si occupò di crescere Max rimasto orfano. La mancanza di testamento complica la situazione che avrà una soluzione; personaggi di contorno ma non meno rilevanti sono Ludivine e soprattutto Francis, che si occupano della proprietà contesa, e sono gli organizzatori della cena dalla quale abbiamo tratto la ricetta, una cena ricca di piatti sui quali torneremo prossimamente. Abbiamo già raccontato troppo a chi non ha ancora visto il film ma aggiungiamo solo che nel ruolo di una Maitre, c’è Giannina Facio, spesso presente nelle pellicole del marito Ridley e, per chi ha buona memoria, vista spesso sul piccolo e grande schermo italiano, in particolare nella trasmissione televisiva Emilio. Dalla cena abbiamo estratto il caviar d’aubergine.

 

 

 

Ingredienti per 6 persone:

  • Melanzane 3
  • Aglio 3 spicchi
  • Cumino 1 cucchiaino
  • Maggiorana 1 cucchiaino
  • Sale e pepe
  • Olio E.V.O. 10 cl

 

 

 

Preparazione:

Un’ottima annata – A Good Year, Ridley Scott, 2006, frame del film (Fonte YouTube)

Una ricetta che sa di Provenza e che i patiti di questa regione della Francia e delle melanzane potranno riunire con i sapori che accompagneranno sia una cena, come accade nel film, ma anche per un pranzo e, perché no, un aperitivo con pane tostato e un bicchiere di Pastis. Mentre la nostalgia per la lavanda e i paesaggi di questa terra aumenta, occupiamoci della preparazione: scegli tre melanzane di media misura che avrai cura di sbucciare, tagliare a fette non troppo sottili e di cuocere, o scottare, per una decina di minuti in un forno a 200°. In alternativa poi immergerle in acqua bollente sempre per una decina di minuti in acqua salata. Mentre si raffreddano sbuccia 3 spicchi d’aglio che taglierai per la lunghezza. Se le melanzane si sono raffreddate è il momento di tagliarle con un coltello cercando di sminuzzarle il più possibile. In una padella antiaderente versa l’olio di oliva che inizierai a insaporire con l’aglio senza farlo bruciare. Butta le melanzane e a fuoco basso inizia a lavorarle con un cucchiaio di legno perché dovranno diventare una purea. Aggiungi il cumino e la maggiorana, puoi aggiungere o sostituire con altre erbe provenzali che sapranno dare un tocco profumato al tuo caviar. Aggiusta di sale e di pepe fino a quando non si sarà tutto ammorbidito e l’aglio si sarà sciolto e amalgamato alle melanzane e agli aromi. Quando si parla di Francia non può non entrare in gioco la Divine Comtesse: gelosissima di una casa in Alta Provenza di cui pochi sono a conoscenza, ama il caviar perché le melanzane sono tra le verdure che predilige. Non manca mai di far preparare ad Ambrojo le tartine accompagnate da olive nere, ottime, dice al tramonto, quando dal terrazzo ammira il panorama degustando il Pastis sempre in buona e seducente compagnia.

 

 



Fabio Muzzio

Fabio Muzzio

Comunica per passione o per deformazione, professionista in fermento e dj ormai mancato. Ironicamente umanista, mediamente fatalista.

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