Il civet di cinghiale di Un’ottima annata

Perché la gola è un viaggio nel passato

Un’ottima annata – A Good Year, Ridley Scott, 2006, frame del film (Fonte YouTube)

Di Un’ottima annata – A Good Year di Ridley Scott abbiamo già avuto modo di parlare con la ricetta del caviar d’aubergine che rappresenta una delle delizie di una cena che Ludivine e Francis organizzano nella tenuta dello zio Henry portando in tavola anche i funghi della regione, gli asparagi e le allodole senza testa. Il piatto forte però è il civet di cinghiale che Max sottolinea che giustamente è stato cucinato nell’unico modo, vale a dire con la marinatura che vuole anche il sangue dell’animale. Russel Crowe  e Ridley Scott si sono incontrati quattro volte sul set: dopo Il Gladiatore del 1999 e Un’ottima annata del 2006 gireranno insieme Robin Hood del 2010 ed Exodus – Dei e re nel 2014. Se Scott ha ricevuto quattro nomination agli Oscar® senza mai ritirare la statuetta, Crowe, che di candidature ne ha ricevute tre, è salito sul palco dell’Academy proprio per il ruolo di Maximus de Il gladiatore. Avendo già raccontato molto del film in occasione della precedente ricetta, per quanto riguarda Un’ottima annata possiamo aggiungere che al botteghino è stato un flop: 35 milioni di dollari di budget per un incasso in sala solo oltre i 42 milioni, insomma questa storia provenzale dai paesaggi comunque suggestivi non ha riscaldato non solo i cuori ma nemmeno troppo le poltrone dei cinema.
 

 

 

Ingredienti per 6/8 persone:

  • Cinghiale 1,5 kg
  • Vino rosso 2 l
  • Sangue di cinghiale 1 bicchiere
  • Cipolle 2
  • Sedano 1 gambo
  • Carote 2
  • Ginepro 3 bacche
  • Aglio 3 spicchi
  • Alloro 4 foglie
  • Salvia 4 foglie
  • Pepe in grani 10
  • Burro 50 g
  • Farina 2 cucchiai
  • Olio E.V.O.
  • Sale

 

 

Preparazione:

Un’ottima annata – A Good Year, Ridley Scott, 2006, frame del film (Fonte YouTube)

La carne di cinghiale appartiene da sempre nell’alimentazione dell’uomo e ha attraversato i millenni con diversi modi di cucinarlo. Persino Goscinny e Uderzo hanno dato ad Obelix la predilezione per questo animale selvatico dalla carne dal sapore caratteristico e forte. Intanto partiamo dal contenitore con chiusura ermetica che ospiterà la marinatura: mi raccomando adeguato, perché i pezzi piuttosto grossi in cui taglierai la carne dovranno essere coperti completamente dal vino e insaporirsi anche con gli aromi e le diverse verdure che avrai ripuliti, sbucciato e tagliato: le cipolle, il sedano, le carote, l’aglio, le bacche di ginepro, la salvia, l’alloro (se vuoi anche un rametto di rosmarino) e il pepe in grani riposeranno in frigorifero con la carne per almeno 24 ore, anche se è possibile (e consigliato dai francesi) attendere anche due o tre giorni. Deciso quanto tempo devi marinare il cinghiale, recupera i pezzi e le verdure mettendole in due piatti differenti.

Un’ottima annata – A Good Year, Ridley Scott, 2006, frame del film (Fonte YouTube)

Il liquido di marinatura, ti servirà per la cottura. In una padella antiaderente capiente, sciogli il burro e aggiungi l’olio di oliva (puoi anche optare per uno solo dei due) e versa la carne che inizierai a cuocere a fuoco basso. Se lo hai, ma è un ingrediente davvero opzionale, versa il bicchiere di sangue. Aggiungi due cucchiai di farina, mescolando il cinghiale. Versa circa metà della marinatura e le verdure che hai lasciato nell’altro piatto. Cuoci a fuoco basso, così la carne rimarrà morbida, per circa tre ore. Se il sughetto si asciuga aggiungi qualche mestolo di marinatura. Come si vede nel film, la carne è sommersa nel liquido di cottura. Contrariamente a quanto di vede in Un’ottima annata, puoi optare per servirlo con la polenta, un binomio che fa tanto inverno, camino e pennica per digerire il tutto. Il quarto marito della Divine Comtesse era solito andare a caccia con il fattore della tenuta in Borgogna. Fonte di continui litigi con il Conte, la nostra Divine non disdegnava però poi una cena robusta e, i più maligni, aggiungono, che non disdegnasse nemmeno il belloccio fattore.

Fabio Muzzio

Fabio Muzzio

Comunica per passione o per deformazione, professionista in fermento e dj ormai mancato. Ironicamente umanista, mediamente fatalista.

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