Il falso mito del Principe Azzurro

Per molti decenni noi donne siamo vissute nella convinzione errata che ad un certo punto della nostra esistenza avrebbe fatto capolino il tanto atteso “principe azzurro”. Quante illusioni e aspettative sono state create e fomentate attorno a questo personaggio che animava i nostri sogni! Nell’immaginario femminile il principe azzurro è sempre stato visto come un uomo bellissimo, dal carattere amabile, coraggioso, generoso e protettivo. Questo sogno ad occhi aperti si è sempre cibato del desiderio innato di noi donne di sentirci accettate per quello che siamo, protette e amate. Non potete immaginare quanto questo falso mito abbia creato tanti problemi alle nostre vite imperfette, cariche di dubbi ed incertezze.

Questa lunga attesa ha reso molte donne schizzinose, costantemente insoddisfatte sentimentalmente, incapaci di ascoltare e comprendere i bisogni del proprio partner. Accecate da questo falso mito molte donne si sono fatte male con le proprie mani tessendo relazioni malate con uomini che credevano “perfetti” e che poi si sono rivelati noiosi, narcisisti, egoisti, infantili e nei casi peggiori molesti e violenti.

Quello del “principe azzurro” è un mito che ha origini remote. Era già stigmatizzato nella fiaba più antica del mondo, Cenerentola. La ritroviamo anche in altre fiabe come Biancaneve, la Bella Addormentata nel Bosco e in molti romanzi d’amore. Sull’argomento lo psicoterapeuta Giulio Cesare Giacobbe ha scritto di recente un saggio interessante dal titolo “Il principe azzurro non esiste” (Roi Edizioni). Per la prima volta un uomo affronta in senso ironico questa tematica che ha rovinato la vita a tante fanciulle. Lo fa entrando in empatie con esse senza perdere il punto di vista maschile sull’argomento.

Giacobbe scrive la seguente verità su questo falso mito: “Il principe azzurro non esiste per il semplice motivo che non esiste un uomo di successo che dedichi la propria vita ad una donna. È una contraddizione di termini. Un uomo di successo, per essere uomo di successo deve dedicarsi al successo, non ad una donna. Da che mondo è mondo, gli uomini di successo hanno solo una cosa, in testa. Dominare il mondo che li circonda. Economicamente, politicamente, socialmente, intellettualmente, materialmente. L’importante è dominarlo”.

La società odierna fa da specchio a questa verità. Sono pochi gli uomini che sanno amare e sono disposti seriamente a costruire un rapporto sentimentale con una donna. Le relazioni umane odierne sono sempre più basate sull’ego, le apparenze, la falsità, il possesso. Un vero rapporto d’amore invece si ciba di reciprocità, rispetto reciproco, fiducia, complicità, comprensione, empatia. Le donne dovrebbero aspirare a questo quando vogliono costruire una relazione significativa e duratura con un uomo. Il maschio alfa, il riccone, il principe azzurro non esistono.

Siamo noi donne che dobbiamo acquisire maggiore autostima, saper riconoscere il talento che è insito dentro noi stesse e realizzarci umanamente e socialmente. Non esiste un uomo che ci darà la completa felicità se prima non ci conosciamo a fondo e non impariamo ad amare noi stesse, compresi i difetti e le sfaccettature che spesso e volentieri nascondiamo per primo a noi stesse.

Piuttosto che sprecare tempo ed energie ad aspettare il principe azzurro, rimbocchiamoci le maniche, agiamo, coltiviamo interessi e passioni. Solo così possiamo contribuire a creare la condizione giusta per amare qualcuno. E sappiate che questo qualcuno è un essere umano. Come noi ha difetti, fragilità e limiti. Un po’ di romanticismo nella vita ci vuole. Senza questa componente saremmo tutti dei robot privi di emozioni e sentimenti.

Come scrive Giacobbe: “Esistono due tipi di amore. Alla vita è necessario, l’amore, ma non l’amore fondato sula lussuria, la passione, la possessività, la discriminazione e il pregiudizio. C’è invece un altro amore, fondato sulla gentilezza e sulla compassione. L’amore fondato sulla compassione ci dà la forza di essere sensibili alla sofferenza altrui, mentre l’amore fondato sulla possessività crea soltanto ansia e sofferenza. L’amore deve portare pace e felicità a coloro che amiamo. L’amore è conoscenza. La conoscenza porta alla compassione”.

Spetta a noi decidere di continuare ad essere masochiste continuando ad inseguire un “fantasma” o piuttosto trasformarci da principesse a regine mature, consapevoli della propria esistenza perché in coerenza con noi stesse e quello che desideriamo.

 

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Mary Empatika

Mary Empatika

Ribelle e sognatrice, in giro per il mondo scruta ciò che è non visibile con la sua valigia di sogni e un taccuino viola.

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