Il Mont Blanc di Saverio Fallopponi e Tonino Rossani-Breschi

Perché la gola è molto politica

Gli Onorevoli, 1963, Sergio Corbucci (fonte YouTube).

Nel 1963, anno in cui il PSI di Pietro Nenni entra nell’Esecutivo guidato per la prima volta da Aldo Moro, segnando così la nascita del centrosinistra e lo strappo definitivo tra i socialisti e i comunisti, Sergio Corbucci  dirige un film che diviene ritratto impietoso, ironico e graffiante di una classe politica spesso rimpianta. Le elezioni, molto apprezzate dalle sceneggiature cinematografiche, sono sempre momenti di grandi contrasti e colpi bassi: la pellicola rivista oggi ci riporta una propaganda fatta di manifesti, volantini e comizi, di altoparlanti e galoppini: un mondo totalmente diverso dall’era Social dominata da algoritmi, boot, selfie, photoshop e fake news esasperate. Non che i toni fossero meno accesi, anzi, erano solo reali e non virtuali. Passato alla storia per il celeberrimo tormentone “Vota Antonio, vota Antonio…”  del candidato monarchico interpretato da Totò (a cui si deve la memorabile battuta  “A proposito di politica, cosa si mangia?”, Gli Onorevoli propone un cast davvero meraviglioso della storia del nostro cinema e del nostro teatro. Mi limiterò a ricordare i principali: la democristiana Bianca Sereni, donna troppo emancipata per lo scudo crociato democristiano e che dovrà prendere una decisione sul proprio futuro elettorale; nei panni di questa rivoluzionaria c’è la fantastica Franca Valeri. Di Antonio La Trippa e Totò abbiamo già detto, quindi passiamo agli altri candidati. C’è il missino Giuseppe Mollica, il Professore vittima di alcuni imprevisti e interpretato dall’insuperabile Peppino De Filippo, messo alla berlina da Walter Chiari, un regista televisivo che ne deve registrare la tribuna politica; l’editore dall’aristocratica “r moscia” Rossani-Breschi, che si vanta della qualità dei libri, ma che ha accumulato la sua ricchezza grazie nei giornaletti di basso valore, è il candidato del Partito Liberale e interpretato dal comunista per eccellenza del grande schermo di quegli anni, Gino Cervi, il guareschiano Sindaco Peppone. In realtà si dice che Cervi fosse veramente un liberale e nel film ha come più temibile avversario, che gli sabota persino i comizi, il figlio Tonino, capobanda di alcuni ragazzotti di Villa Borghese e se vogliamo anticipatore del figlio ribelle della borghesia, che animerà proprio il finire di quel decennio incarnando il prototipo dell’extraparlamentare o dell’anarchico. Infine, legato a Rossani-Breschi, c’è Saverio Fallopponi, l’intellettuale e  scrittore e candidato comunista che pubblica con lui e fortemente critico con gli Stati Uniti: a vestirne i panni un Maestro del nostro teatro, Aroldo Tieri. Fallopponi finirà per ottenere un passaporto per i criticati U.S.A. grazie a un parente Monsignore; e non solo: alle pubbliche virtù filosovietiche si opporranno i vizi privati a suon di dollari. La ricetta tratta dal film è quella del Mont Blanc, che Tonino offre a Fallopponi: i due, tra una forchettata di dolce e l’altra, discuteranno di politica, di U.R.S.S. e U.S.A.. Fallopponi etichetterà come “delfino” il buon Tonino ma verrà da questi freddato con: “Scommetto che sei comunista, per tutte le fregnacce che dici”. Alla fine i candidati, seppur distanti ideologicamente, sono uniti dalla repentina fine dei loro sogni di elezione: cosa che accade spesso pure oggi.

 

 

Ingredienti per un Mont Blanc:

  • Marroni 500 g
  • Panna da montare 300 ml
  • Latte intero 500 ml
  • Zucchero 50g
  • Vanillina busta 1
  • Cacao amaro 30g

 

 

 

Preparazione:

Gli Onorevoli, 1963, Sergio Corbucci (fonte YouTube).

Il Mont Blanc è apparso almeno un’altra volta nel cinema italiano: in Bianca è il dolce che porta per il pranzo Michele Apicella, raccomandandosi di non scavarlo perché altrimenti si rovina. Il film è diventato famoso soprattutto per l’enorme e consolatorio barattolo gigante di Nutella e per la Sacher torte di cui abbiamo già avuto modo di parlare. Torniamo al nostro Mont Blanc de Gli Onorevoli. Il dolce è tipicamente autunnale, perché è a base di castagne, meglio se viene utilizzata la varietà conosciuta come i marroni, che sono la base per un’altra delizia, i marron glacé.

Partiamo dall’ingrediente fondamentale: incidi la buccia dei marroni per il lungo con un coltello affilato e mettili in una pentola. Portali a ebollizione, dipende dalla loro grandezza, tuttavia in 20/25 minuti dovrebbero essere pronti. Una volta raffreddati privali non solo della buccia, ma anche della pellicina fino ad avere il marrone pulito. In una pentola versa il latte e quando inizia a essere tiepido sciogli prima la bustina di vanillina e poi metti a cuocere nuovamente i marroni per almeno 30 minuti, affinché tu li possa successivamente ridurre in purea con lo schiacciapatate. Metti la purea nel piatto da portata creando una piccola montagna. Monta la panna e se la preferisci ancora più dolce aggiungi lo zucchero, fino a quando avrà la consistenza giusta. Non ti resta che coprire i marroni fino a ottenere il tuo Mont Blanc. Per decorare puoi spolverare con il cacao.

Anche se Fallopponi e Tonino lo degustano con la forchetta, il Mont Blanc è un dolce a cucchiaio. Ne esistono alcune varianti, nel film, per esempio, le decorazioni sono state fatte con le fragole e questo significa che la base potrebbe essere una meringa. Volendo si può aggiungere un bicchierino di rum alla purea o utilizzare lo zucchero di canna al posto di quello bianco.

 

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Fabio Muzzio

Fabio Muzzio

Comunica per passione o per deformazione, professionista in fermento e dj ormai mancato. Ironicamente umanista, mediamente fatalista.

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