Il 7 and 7 di Jimmy Conway


Perché la gola è da bravi ragazzi

Quei bravi ragazzi, 1990, Martin Scorsese (fonte YouTube)

Nel 1990 Martin Scorsese firma il suo tredicesimo film e sesto con Robert De Niro (questa volta nei panni di Jimmy Conway): Goodfellas, tradotto in Italia con Quei bravi ragazzi. Ispirato a una storia vera e tratta dal libro di Nicholas Pileggi co- autore della sceneggiatura, racconta la vita di Henry Hill (Ray Liotta) che parte da ragazzo tuttofare per il boss Paul Cicero (Paul Sorvino) e diventa un malavitoso a tutti gli effetti. Il mondo della mafia, le sue regole, la purezza della sicilianità come requisito per diventare affiliato a tutti gli effetti, l’intreccio tra le comunità di immigrati, irlandesi e italiani accomunati dai buoni rapporti dovuti alla comune fede cattolica, la ferocia violenza e i vizi della droga, dell’alcol e dei tradimenti, in particolare alle regole della “famiglia” conducono lo spettatore in questo film memorabile. La crescita di Henry si intreccia con quella di Tommy De Vito, un superbo Joe Pesci l’unico che si portò a casa l’Oscar® tra le cinque candidature. Il cast davvero stellare, compresa una quasi comparsata di Samuel L. Jackson, si completa con Lorraine Bracco nel ruolo di Karen, la moglie di Henry. La velocità con la quale ci si arricchisce si accompagna alla tanto repentina perdita di tutto, quando non interviene direttamente la morte a chiudere i conti. Il film ha tra i momenti memorabili il racconto di Tommy e il “Buffo come” che evidenzia una fotografia superba, un dialogo magistrale con Henry e fa capire il perché Pesci abbia ritirato la statuetta dell’Academy. Se si sorride anche per tutti i Peter e Paul presentati durante il matrimonio, oppure per il trattamento privilegiato in carcere dove in cella si cucina aragosta e si degusta vino pregiato, da segnalare nel cast due presenze abituali: Charles e Catherine Scorsese, i genitori del cineasta che spesso hanno interpretato ruoli di contorno ma caratterizzanti. La colonna sonora che supporta con alcuni grandi successi il trascorrere degli anni, si chiude con una versione fantastica di My Way nella versione cantata da Sid Vicious  dei Sex Pistols, che conduce lo spettatore sui titoli di coda e che giunge subito dopo che Henry, l’io narrante, uscendo dalla sua casa dove l’FBI lo ha portato sotto copertura, chiosa l’intera vicenda con l’amara considerazione che quando sei uno come gli altri perdi tutti i privilegi. Tra i prelibati cibi della cella e le gustose ricette italiane ho estrapolato qualcosa di molto semplice: da una pellicola dove si beve molto, un cocktail semplice con il quale non intendo far rientrare nessun product placement visti gli ingredienti utilizzati ma perché molto “Seven”: il Seven and Seven. Il cocktail viene chiesto da Jimmy al giovane Henry, per la prima volta presentato da Pauli all’amico nella bisca.

 

  • Seagram’s Seven Crown 3 cl
  • 7Up  18 cl
  • Ghiaccio

 

Preparazione

Per la preparazione di questo cocktail siete vincolati dai prodotti che lo compongono e ne danno poi il nome. Intanto il Seagram’s Seven Crown, chiamato anche Seagram’s Seven, è un whisky di origine canadese da un marchio oggi di proprietà di una grande multinazionale delle bibite. L’altro ingrediente è la bibita 7Up, una gassosa prodotta da un’altra multinazionale delle bibite. La curiosità è che queste due multinazionali sono concorrenti in particolare sulla cola. L’ultimo ingrediente è il ghiaccio da mettere in un Highball. Nel bicchiere tipico versate prima il whisky e poi la gassosa dal gusto aromatizzato al lime e al limone. Girate il contenuto e siete pronti a gustare il cocktail ordinato da da Jimmy.



Fabio Muzzio

Fabio Muzzio

Comunica per passione o per deformazione, professionista in fermento e dj ormai mancato. Ironicamente umanista, mediamente fatalista.

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