Il teatro della vita: Protagonisti vs Spettatori

La vita è inevitabilmente caratterizzata da cicli vitali che si susseguono uno dopo l’altro. Essi ci modellano, ci cambiano, ci consentono di evolverci per diventare ciò che desideriamo e vogliamo. In questi cicli vitali siamo Noi che decidiamo se interpretare il ruolo da “Protagonista” della propria esistenza oppure se accontentarsi di fare lo “Spettatore”.

Nel caso decidiamo di essere i protagonisti, siamo noi che conduciamo il “gioco della vita”, la nostra “performance nel mondo” facendo delle scelte con coraggio e determinazione esponendoci inevitabilmente a determinati rischi e difficoltà. Se al contrario si sceglie di restare spettatori, ci si lascia andare agli eventi e a ciò che ci dovrebbe coinvolgere in prima persona in maniera passiva, seguendo il suo corso, senza intervenire.

L’importante è essere pienamente consapevoli di ricoprire un determinato ruolo e di assumersi le responsabilità connesse ad esso. Prendere una posizione che ci faccia essere coerenti con se stessi e ciò che si è, è estremamente vitale! Se non lo si fa, se si cercano troppi compromessi, se si agisce solo per quieto vivere e non si ascolta la voce interiore che ci sprona ad agire come vorremmo, a lungo andare, stiamo male. Si vive in uno stato di sospensione indefinito che ci rende instabili e destabilizzati. Ciò si traduce nel condurre una vita non autentica in cui il nostro vero io viene inabissato.

Il rischio a cui si va incontro è quello di ritrovarsi non liberi di esprimersi. Ci si sente così quasi ingabbiati, sotto controllo e perennemente sotto-esame, ricoperti di sovrastrutture a cui nemmeno si riesce a dare nome o definizione. Prendere in giro se stessi non ci permette di relazionarci al meglio con gli altri. Ciò è altamente limitante e logorante.

Ciò che è estremamente inaccettabile è l’omertà di “gente smidollata” che non è capace di esprimere le proprie vere intenzioni per paura, inerzia, inettitudine. Seguire la massa per sentirsi accettati, forti è estenuante.

Non bisogna smettere di lottare contro l’omertà di “formiche“, di molteplici spettatori che per mascherare la propria piccolezza si fanno scudo degli altri, del numero di persone piuttosto che della qualità di esse. C’è chi fraintende l’atteggiamento di chi lotta e dice le cose in faccia come il voler farsi grandi. Chi la pensa così non ha capito nulla della vita e degli altri!

Invito molta gente a farsi un esame di coscienza prima di sentirsi offesa o colpita in prima persona. La verità fa male soprattutto quando si è abituati ad avere a che fare con la gente falsa e ipocrita a cui non conviene dire le cose come stanno davvero e cosa pensano realmente del proprio interlocutore. Ognuno è libero di pensare come vuole, di condurre la propria vita da protagonista o spettatore. Ognuno dovrebbe prendersi le proprie responsabilità senza rimandare, senza crearsi stupidi e infondati alibi quando non si vuol fare una scelta, prendere una decisione. Quanti danni in meno si farebbero a se stessi e agli altri… ci avete mai pensato?

 

Mary Empatika

Mary Empatika

Ribelle e sognatrice, in giro per il mondo scruta ciò che è non visibile con la sua valigia di sogni e un taccuino viola.

Leave a Comment

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.