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Donc, ta vie sera un festin
In 16 Aprile 2026 da La ComtesseBonjour, ma Comtesse,
non so se mi riconoscerai, non so neanche se ti ricorderai di me, e non vorrei mai che questa diventasse una lettera d’amore. Non la è. È forse, invece, una mera richiesta d’aiuto nel periodo più critico della vita di un uomo. Ho perso tutto perché ho voluto troppo. Credevo nell’eterna giovinezza, pur sapendo che c’è un tempo per ogni cosa. Avevo una moglie, una grande casa, un lavoro da dirigente, figli mandati a studiare all’estero, una giovanissima amante e qualche altra occasionale, contatti politici importanti -o che credevo tali-, viaggi spesati, cene, alcool, droghe e festini nell’ombelico di città desiderose di passione, di eroi, di vittime e di soldi.
E poi il tribunale, la causa, la sentenza, la vita finita.
Come posso ora riprendere a camminare nel mondo, essere ancora felice?
Ai nostri bei tempi.
Je
Je sarebbe il tuo nome, caro amico? Non posso dire “caro vecchio amico”, perché sono certa che tu mi stia confondendo con un’altra, una donna che non mi somiglia per niente, perché mai avrei potuto essere una delle amanti di un dirigente, politicamente compromesso, che vive di serate al veleno e posa ses fesses su poltrone odoranti di fumo e Champagne fino a perdere il senso della vita intorno a sé.
Non è un giudizio, mon cher, ma, anzi, è la mia risposta alla difficilissima domanda -forse retorica- che mi poni. Non puoi tornare a essere felice perché non lo sei mai stato.
La joie de vivre è uno stato dell’arte, un godimento costante, che non va ricercato attraverso i mezzi di un piacere momentaneo, ma che, al contrario, fa uso di questi mezzi, estaticamente, per permetterci di trovare una profondità intima, viscerale. Altrimenti, il sesso, le sostanze alteranti, la notte stessa, rischiano di diventare la nostra cifra, che non si stacca dalla superficie epidermica e ci avvolge come una gabbia troppo stretta.
Cher Je, forse con questo Io nel quale ti identifichi, hai compreso che il cammino è solo tuo. La tua nuova stagione è lì in attesa di darti il benvenuto, e ci sarà sesso vero, ci saranno gioie durature, ci saranno viaggi di osservazione, di te e dell’altro, cene con cibi da scoprire e assaporare sulla lingua desiderosa di leccare nuovi sapori. Et donc, citando Rimbaud: ta vie sera un festin où s’ouvriront tous les coeurs, où tous les vins couleront.
L’immagine AI è realizzata con Gemini
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