Io resto a casa

Sono anni che porto avanti questa battaglia con mia moglie e adesso che “restare a casa a non fare un cazzo” è scritto in un decreto legge, dovrei uscire?

Fatemi capire, il Presidente del Consiglio in persona vi ha chiesto di rimanere sul divano e voi, invece, volete uscire? Nel weekend preferireste andare nei centri commerciali pieni di gente anziché spararvi una stagione intera di The Boys su Amazon Prime Video? Vorreste passare il sabato sera a fare una fila fuori una pizzeria piuttosto che starvene lì, con una birra ghiacciata e un secchio di popcorn a godervi tutta la filmografia di Massimo Troisi?

Sono anni che mi batto affinché il divano sia dichiarato patrimonio dell’umanità e adesso che, in piena emergenza Covid-19, la beatificazione dell’arredamento più amato dagli uomini è supportata a livello mondiale, io dovrei abbandonarlo?

Mi sembra assurdo che ci siano tanti maschi italiani desiderosi di tradire questo paradigma fondamentale della convivenza matrimoniale. Ci sono delle regole non scritte che disciplinano la vita in comune.  Una di queste è che all’uomo tocca il divano e alla donna il resto della casa.

Lo so che in questi casi subentra il fattore psicologico. Vi hanno vietato di uscire e adesso vi scoprite maratoneti di lungo corso che non possono vivere senza percorrere quei quarantadue chilometri al giorno di allenamento base. Avevate abituato il vostro cane a fare i bisogni una volta la settimana – ad Agosto anche una volta ogni due – e ora invece viene fuori che siete tra i soci fondatori della PETA, la più famosa organizzazione animalista del mondo.

Io invece ho pieno rispetto delle regole e da quindici giorni non esco da casa.  Sul mio amato divano mangio, dormo, leggo, lavoro, mi passo il rasoio elettrico, e mi alzo solo per andare in bagno. È bellissimo fare tutte quelle inutili riunioni di lavoro direttamente da qui, in pigiama, con la barba lunga come Tom Hanks in Cast Away, senza il rischio, tra l’altro, che qualcuno dei partecipanti sia in ritardo.

Del resto perché dovrei uscire? Sul cellulare ho l’App del mio supermercato e ricevo la spesa direttamente a casa.  La farmacia del quartiere effettua consegne a domicilio a ogni ora del giorno e il divano è talmente vicino alla finestra che posso partecipare ai vari flashmob sul balcone senza alzarmi.

«Io dovrei pulire il divano» mi dice all’improvviso mia moglie armata di Folletto. Ha passato gli ultimi quindici giorni a disinfettare casa e l’unica cosa che non è riuscita a sanificare è il mio divano.  Ha montato sull’aspirapolvere più famoso al mondo, l’accessorio per gli imbottiti: il temibile Picchio.

Mi ha colto di sorpresa l’infame e non ho potuto fingermi morto, come le altre volte. Sono geloso delle mie briciole, vorrei rispondere. Ci ho messo quindici anni a collezionarle.  Tra le pieghe di questo modello Travel della Musa potresti trovarci residui consumati durante la finale dei Mondiali di Calcio del 2006.  Reperti storici, mica semplici avanzi di cibo.

«Tu già eri mezzo uomo e mezzo divano, ci mancava solo il Corona Virus» insiste lei con il piede poggiato sul tasto di avvio della sua Folletto VB100.  Sembra un pistolero che gioca con il cane della sua Colt. «Alzati, fai presto» e avvia l’aspirapolvere.

«Non dovevi pulire prima la soffitta?» urlo per coprire quel suono assordante.

«Fatto!»

«Materassi?»

«Fatto!»

«Reti?»

«Fatto!»

Maledetto me e quando ho acconsentito a spendere 1000 euro per quell’aspirapolvere multifunzionale. Ho bisogno di un diversivo.

«Cristina ha pubblicato una foto di una lasagna» mento, mostrandole il profilo Instagram della sua amica del cuore.

«Ne ho fatte tre. Una bianca, una rossa e quella verde al pesto» risponde lei gonfiandosi il petto di puro patriottismo. Ha ordinato un kit per la coltivazione della marijuana su Ebay, solo che lei lo usa per avere il basilico fresco tutto l’anno.

«I bambini volevano un dolce» esclamo cercando di stimolare il suo istinto materno.

«Ho fatto il tiramisù, la torta Pan di stelle e le zeppole di San Giuseppe» risponde spazientita.

Maledetto Bimbi. Altri soldi sottratti al bilancio familiare.  «Un’altra crostata alle prugne?».

«L’hai già finita tutta?» mi chiede lei seriamente preoccupata. Si vede che è interessata alla mia linea, soprattutto in questi giorni di prigionia forzata.  Effettivamente forse ho esagerato con la crostata mi sento la pancia piena d’aria.

«Mary ha trovato il lievito alla Conad» le dico fingendo di leggere un messaggio di mia cugina su WhatsApp.   Sento l’intestino contorcersi.

«Ne ho un panetto da due chili e mezzo nel pozzetto congelatore».

Mia moglie ha costruito una Linea Maginot con gli elettrodomestici per difendere la sua leadership in questa casa e niente le farà cambiare idea. Accende l’aspirapolvere e allunga il braccio armato verso di me decisa a sterilizzarmi insieme al divano.

«Conte farà un annuncio tra quindici minuti» dico e mia moglie spegne l’aspirapolvere.  Forse il mio divano è salvo grazie al Presidente del Consiglio. Per essere uno che si trova lì per caso, devo ammettere che sta gestendo l’emergenza alla grande. Conte sarà ricordato per sempre come uno dei politici più importanti della storia italiana.   Nella crisi più difficile dal secondo dopoguerra a oggi, ha dimostrato di avere le palle per fronteggiarla.

«Un altro? È un mese che va avanti questa storia. Ogni decreto non aggiunge nulla di nuovo» dice mia moglie con duro cinismo.  Nemmeno i capelli vaporosi del Premier sono riusciti a dissuaderla dal suo desiderio di detronizzarmi.

«C’è un nuovo video di De Luca. Ha detto che se ci alziamo dal divano, arriva con il napalm» dico sforzandomi di ridere. Il nostro governatore sta usando la comicità al posto dello charme e sta facendo anche lui un sacco di proseliti.  Sento un bisogno urgente di correre in bagno.

«Lo vedo dopo» risponde la mia dolce metà e riaccende l’aspirapolvere e porta il Picchio a due centimetri dalla mia faccia.

Non ho più nessun argomento da usare e devo correre in bagno.  Riesco a sedermi sul water giusto in tempo. Una cascata maleodorante mi esce dalle viscere mentre sento mia moglie che canta a squarciagola la canzone Abbracciame di Andrea Sannino che è diventato l’inno di questa quarantena. La sua voce gioiosa sovrasta il rumore infernale dell’aspirapolvere. Ha raggiunto il suo scopo ed è felice di aspirare tutte le briciole dal mio divano.

Devo smetterla di mangiare la crostata alle prugne, per quest’attacco di dissenteria chiederò a mia moglie di usare la sua delicatissima marmellata di limoni.

Nella fretta ho pure lasciato il cellulare in salotto e, visto che il flusso fetido non si esaurisce, mi dedico alla lettura delle etichette dei medicinali contenuti nel mobiletto posto di fronte alla tazza.  Conosco a memoria i principi attivi, le posologie, le indicazioni e le controindicazioni dei farmaci contenuti in quel mobile e sono contento di trovarne uno nuovo: Guttalax 7,5 ml gocce orali.


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Gianluca Papadia

Gianluca Papadia

A quarant’anni ha sostituito il poster ai piedi del suo letto: al posto di Che Guevara ora c’è Don Matteo.

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