IRA . Racconti da Kepler
Vi dovrei raccontare tantissimi episodi, orchestre, canzoni, tour mondiali, mentre le note si fondono nei diversi strumenti ma mi voglio godere lo spettacolo. Posso solo aggiungere ai miei appunti che Ellington era nato nel 1899 e si era sposato nel 1918 con Edna Thompson, dalla quale era nato Mercer, a sua volta musicista. Lascerà la moglie, non lo sa ancora, ma qui incontrerà una giovane ballerina, Mildred Dixon con la quale l’anno prossimo inizierà una relazione che durerà oltre dieci anni.
Sono emozionato e rapito da questa musica. So che proprio Ellington nei prossimi anni farà in modo che il Cotton Club accolga anche clienti neri, che quindi non saranno più solo gli artisti. Un vostro cineasta, Francis Ford Coppola realizzerà un film su questo locale, vi consiglio di guardarlo se non lo avete fatto.
Duke Ellington al Cotton Club
In 4 Dicembre 2015 da Il ViaggiatoreSono nel cuore di Harlem tra la 142 Street e Lenox Avenue. Sono arrivato al Cotton Club al volante di una Ford T, rigorosamente nera. La sera del 4 dicembre è storica, per questo sono qui. In realtà il nome di Cotton Club risale solo allo scorso anno, quando Owney Madden, un gangster appena uscito da Sing Sing se ne appropria, togliendolo a Jack Johnson, il primo campione del mondo dei massimi di colore che, nel 1920, aveva aperto il Club Deluxe.
Il locale è per soli bianchi, anche se a esibirsi sono spessissimo jazzisti e ballerine di colore. Ho riservato un tavolo, il 19, molto vicino al palco, che è leggermente rialzato e con i tendoni che scendono. Conto 13 strumenti, che tra poco inizieranno a regalare emozioni ai presenti e a qualcuno che sempre di più si è appassionato alla vostra storia.
Sono gli anni dell’attrice Louise Brooks, una vera Flapper! Le Flapper… finalmente, finalmente! Vedo da vicino le Flapper! Che fascino queste donne degli anni Venti. Sigaretta, cappellino con la piuma, collana di perle lunghissima, vestito che mostra le spalle e gonna appena sotto il ginocchio. E che fascino che ha il Cotton Club. Ero già stato in un Saloon, ma l’aria di questo 1927 mi piace moltissimo. Solo poche settimane fa, era il 27 ottobre, è stato proiettato il primo film nel quale si può ascoltare la voce degli attori, Il cantante di Jazz.
The Jazz Singer (1127) Alan Crosland - (extract)
Siamo in pieno proibizionismo ma qui non si vede… E poi, che figurino che sono. Smoking nero, farfallino bianco, camicia bianca. La signorina delle sigarette ha già fatto due giri verso di me e mi ha convinto. Non fumo, fingerò. L’aria è abbastanza satura, ma qui ad Harlem quanta vita! C’è voglia di divertirsi senza troppi freni. La grande depressione è ancora lontana. Sono proprio anni di gangster, di mafia italoamericana, ma è un decennio disinvolto e leggero.
E che dire della musica, fantastico questo Jazz! Questa sera debutta un grandissimo: Duke Ellington. Questa è la sua prima volta qui e non vedo l’ora di ascoltarlo. Si presenta con 12 musicisti: lui è al piano, poi ci sono tre sassofonisti, un clarinetto, tre trombe, due tromboni, un banjo, un contrabbasso e una batteria. Se non erro lo stile attuale viene definito jungle, perché la musica deve ricordare le suggestione esotiche per gli spettacoli in stile africano del locale. Le ragazze sul palco devono essere tall, tan and terrific: minimo 160 cm di altezza, di carnagione non troppo scura, dall’aspetto seducente e rigorosamente sotto i 21 anni. Le connotazioni degli spettacoli sono abbastanza razzisti, non c’è che dire.
Le luci si spengono e parte East St. Louis Toodle-Oo: fantastica!!! Quanto genio e che atmosfera tra il fumo che sale, i bicchieri che tintinnano e le luci soffuse.
Duke Ellington & His Orchestra: East Saint Louis Toodle-Oo (1927)
Adoro questo jazzista che segnerà come pochi la storia della musica: figlio di James Edward Ellington, un maggiordomo della Casa Bianca e di Daisy Kennedy, è cresciuto in un ambiente che gli ha permesso di studiare pianoforte fin dall’età di sette anni. Una carriera di tante esibizioni e poi qui, dove con la band sarà l’orchestra di punta per ben quattro anni. Mentre attacca Black and Tan Fantasy ripenso a quanto ho letto: ha attraversato la musica fino a metà degli anni Settanta, molti dicono come lui mai per interpretazioni, vena artistica, riprese e stile. Nel 1974 morirà di cancro, chiudendo una carriera di sessanta anni.
Duke Ellington - Black and Tan Fantasy
Vi dovrei raccontare tantissimi episodi, orchestre, canzoni, tour mondiali, mentre le note si fondono nei diversi strumenti ma mi voglio godere lo spettacolo. Posso solo aggiungere ai miei appunti che Ellington era nato nel 1899 e si era sposato nel 1918 con Edna Thompson, dalla quale era nato Mercer, a sua volta musicista. Lascerà la moglie, non lo sa ancora, ma qui incontrerà una giovane ballerina, Mildred Dixon con la quale l’anno prossimo inizierà una relazione che durerà oltre dieci anni.
Sono emozionato e rapito da questa musica. So che proprio Ellington nei prossimi anni farà in modo che il Cotton Club accolga anche clienti neri, che quindi non saranno più solo gli artisti. Un vostro cineasta, Francis Ford Coppola realizzerà un film su questo locale, vi consiglio di guardarlo se non lo avete fatto.
Adesso basta però, mi godo Duke.
Ecco La formazione del debutto
Piano: Duke Ellington
Sassofono: Otto Hardwick, Harry Carney, Johnny Hodges
Clarinetto: Barney Bigard
Tromba: Cootie Williams, Freddie Jenkins, Arthur Whetsol
Trombone: “Tricky Sam” Nanton, Juan Tizol
Banjo: Freddy Guy
Basso: Wellman Braud
Batteria: Sonny Greer
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