La cena per il Gandi: il flan di spinaci con patate alla duchessa

Perché la gola è trasgressione…. non va bene

La patata bollente, Steno, 1979 (fonte DailyMotion)

La patata bollente è un film diretto da Steno nel 1979. Commedia gradevole e azzeccata intreccia tematiche come la lotta operaia, tra rivendicazioni e la fatica del lavoro in fabbrica e l’omosessualità, tra pregiudizi e accettazione con un chiave ironica ma non per questo banale. Il duo Renato Pozzetto, all’apice della carriera, e Massimo Ranieri, in una delle non frequenti apparizioni sul grande schermo, riesce a dare al personaggio la giusta sensibilità senza cadere nel luogo comune e risulta per questo molto azzeccato. A loro si aggiunge Edwige Fenech (doppiata dalla sua voce storica Vittoria Febbi) che offre una buona interpretazione e in un paio di occasioni regala inquadrature indimenticabili in piena linea con le pellicole di quegli anni. Bernardo Mambelli, detto il Gandi, attivista sindacale e boxeur per passione, salva Claudio, un giovane omosessuale, da un pestaggio di un gruppo di fascisti, motivazione di soccorso in più per un comunista tutto di un pezzo. Viste le condizioni del giovane aggredito lo ospita nella sua casa ignorandone l’omosessualità. Da qui partiranno equivoci, preoccupazioni, dubbi frutto dei pregiudizi degli amici e la gelosia di Maria, che teme di non piacere più al fidanzato apparentemente più interessato a un uomo. Vi ho già raccontato troppo, perché il film è davvero conosciuto e, nel caso, da riscoprire o scoprire per chi invece non lo avesse mai visto. Ho preso spunto dalla cena che Claudio prepara in onore del Gandi appena tornato da un viaggio U.R.S.S. per estrapolare una ricetta di un corposo menù: flan di spinaci e patate duchessa.

 

 

Ingredienti per 8 flan spinaci:

  • Spinaci 600g
  • Uova 3
  • Latte 50cl
  • Farina 50g
  • Burro 90g
  • Grana 50g
  • sale
  • pepe

 

 

 

Procedimento:

Intanto prepara una pentola di acqua con una manciata di sale per lessare gli spinaci: per la quantità si intende pulita, in alternativa puoi utilizzare quelli congelati. Terminata la breve cottura colali, lasciali raffreddare e appena possibile schiacciali per eliminare l’acqua in eccesso. In una pentola antiaderente fai sciogliere almeno 30 grammi di burro, regolati se li vuoi più calorici ma più saporiti, e versa gli spinaci, che cuocerai qualche minuto aggiustando di sale. C’è da preparare la besciamella: sciogli i 50 grammi di burro e versa la farina e man mano il latte mescolando facendo in modo che non si formino grumi; non dimenticare, se piace, una grattugiata di noce moscata. La tua besciamella sarà pronta in dieci minuti. Versa le uova sugli spinaci e mescola; aggiungi il grana e la besciamella, amalgamando il tuo composto. Aggiusta se serve di sale e dai una macinata di pepe. Riempi gli 8 stampini di alluminio che prima avrai imburrato. Cuoci circa 40 minuti in forno ventilato a 180°. Se vuoi avere la stessa portata che Claudio prepara al Gandi puoi utilizzare una sac à poche, prestando attenzione alla cottura.

La patata bollente, Steno, 1979 (fonte DailyMotion)

 

Ingredienti per 4 persone:

  • Patate 400g
  • Uova 2
  • Burro 40g
  • Grana 40g
  • Noce moscata
  • Sale

 

Procedimento:

Lava le patate perché andranno cotte in acqua salata con la loro buccia. Lasciale raffreddare e prima di sbucciarle e di ridurle in purea con lo schiacciapatate in una ciotola capiente, sciogli il burro in un pentolino e sbatti le due uova aggiungendo un pizzico di sale. Aggiungi alle patate il burro, le uova e il grana mescolando bene. Aggiungi la noce moscata a piacere, ma non esagerare, e aggiusta di sale. Per avere la classica forma delle pommes de terre duchesse puoi utilizzare una sac à poche che utilizzerai formando la tipica forma su un foglio di carta forno con cui coprirai la teglia. Inforna a 180° per una quindicina di minuti e aggiungi un paio di minuti di grill per ottenere la croccantezza in superficie.

 

 


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Fabio Muzzio

Fabio Muzzio

Comunica per passione o per deformazione, professionista in fermento e dj ormai mancato. Ironicamente umanista, mediamente fatalista.

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