La scoperta del talento

Che cosa è il talento? Come si alimenta o riconosce? Sono domande che spesso assillano la nostra mente. Non esistono manuali di istruzioni per rispondere efficacemente a questa domanda. Sappiamo quanto sia difficile riconoscere il talento perché è parte di noi, è insito nella nostra natura che spesso fa fatica a emergere. C’è molta gente che cresce senza riconoscerlo o addirittura ignorandolo.

È tipico di quelle persone che conducono esistenze noiose, buie, prive di interessi e passioni. Ce ne stanno tante nella nostra società che predilige più l’accumulo di oggetti, beni, frivolezze piuttosto che il coltivare virtù. Nel tentativo di perdere questa cattiva abitudine abbiamo tanto da imparare dagli orientali che hanno capito il vero senso dell’esistenza. Hanno una visione più genuina, veritiera e trascendentale della realtà che ci circonda.

Il talento risiede in tutto quello che ci entusiasma, che ci fa vivere inediti momenti di beatitudine, in ciò che facciamo con passione. Ognuno di noi possiede doti nascoste, capacità e virtù che ci elevano, ci rendono originali e speciali. Essere consapevoli di ciò è il primo passo per riconoscere il proprio talento e darci la possibilità di essere parte fondamentale della nostra esistenza. Basterebbe ascoltarsi di più, sintonizzarsi a pieno con quello che siamo.

Quando siamo consapevoli al 100% di quello che siamo e facciamo? Dovremmo chiedercelo più spesso. Lo siamo concretamente solo quando smettiamo di pensare, rimuginare sul passato e lasciamo fluire la nostra linfa vitale senza limiti e paure. Ci sono dei nemici del talento e sono i pensieri negativi, l’ossessione per il futuro e i fantasmi del passato. Questi nemici impediscono alla volontà e all’azione, due ingredienti fondamentali del talento, di autorealizzarsi. Dovremmo sforzarci di vivere la dimensione del “qui e ora” in cui ciò che conta è esserci e basta.

Il mio è un invito a coltivare ogni singolo giorno la dimensione del “qui e ora” per acquisire serenità e pace interiore. Bisogna perdonarsi per tutti gli errori del passato, per ciò che non è andato come avremmo voluto e lasciarci andare alla vita e al talento che è dentro noi stessi. Solo se saremo presenti in quello che siamo, il talento si autoproclamerà e noi saremo capaci di riconoscerlo e coltivarlo come se fosse una pianta preziosa, capace di apportarci tanti frutti e benefici.

Scoprire il proprio talento significa riconciliarsi con la propria parte più autentica e veritiera. È un momento importante per l’esistenza di un individuo perché il talento rende più qualitativa la vita stessa. Questa tappa esistenziale ci cambia, ci fa sentire più vitali e coraggiosi. Se tutti riconoscessero il proprio talento l’umanità sarebbe più serena e ci sarebbero meno problemi e tensioni relazionali ed esistenziali.



Mary Empatika

Mary Empatika

Ribelle e sognatrice, in giro per il mondo scruta ciò che è non visibile con la sua valigia di sogni e un taccuino viola.

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