La torta di castagne di Carlotta ed Edoardo

Perché la gola è anche un po’ erotismo

«E adesso il dolce. Questa sera due sole portate: il secondo e il dolce».
«E due soli vini», rispose Edoardo che prese il cavatappi e la bottiglia di moscato passito che aveva lasciato sul divano. Già che era in piedi, mise nel caminetto, aggiustandoli sugli alari, un paio di grossi pezzi di legna, poi risistemò la protezione antifuoco.
Carlotta tagliò due belle fette dalla torta di castagne e le appoggiò su due piattini. Estrasse la panna semi-montata dal frigo e con un cucchiaio ne prelevò due generose porzioni che depose in modo da coprire le fette a metà.
Ritornò, i due piattini nelle mani, con il passo leggero e con il sorriso delle donne che amano.
«Che vino hai preso?» gli chiese, sedendosi sul tappeto e appoggiando i piattini sul tavolino.
«Come avevi comandato, un prezioso moscato passito». Edoardo, che intanto aveva stappato la bottiglia, riempì a metà i due bicchieri. «Ecco il meraviglioso risultato di quelle viti: è come mettere un poco di sole nel bicchiere».
Carlotta si era accoccolata vicino a lui. Avevano messo i cuscini del divano come una sorta di spalliera. «Alla nostra avventura», disse Carlotta.

Ingredienti:

  • 200 g Farina di castagne
  • 100g Farina bianca
  • 50 g Zucchero
  • 1 bustina di Lievito per dolci
  • 2 cucchiai di Cacao amaro in polvere
  • 50 g Cioccolato fondente
  • Uvetta sultanina
  • Pinoli
  • 3 Uova
  • 100 g Olio di semi
  • Latte
  • Burro per la teglia
  • Zucchero al velo

Procedimento:

Carlotta pesò due etti di farina di castagne e uno di farina bianca. Li miscelò in un recipiente unendo cinquanta grammi di zucchero e una bustina di lievito per dolci. Aggiunse due cucchiai di cacao amaro in polvere e cinquanta grammi di cioccolata fondente ridotta a pezzettini. Scolò l’uvetta sultanina che aveva messo ad ammollare in acqua tiepida e la unì al composto. Anche una manciata di pinoli finì nel contenitore. A questo punto vi ruppe tre uova intere e vi versò cento grammi di olio di semi. Con il cucchiaio mescolò con pazienza aggiungendo latte fino a quando il composto non ebbe una consistenza tale che, rovesciando il recipiente, ne sarebbe colato fuori lentamente. Come il viscoso materiale: “Blob – Fluido mortale” di cinematografica memoria che le veniva in mente quando lo preparava.

Potremmo aprire una vendita diretta dei nostri prodotti e proporre anche le crostate e i dolci. Ma forse ci saranno delle altre regole da rispettare… devo chiedere cosa ne pensa Edoardo.

Aiutandosi con il cucchiaio, mise il composto in una teglia imburrata di capacità tale da non fargli superare lo spessore di tre centimetri, tre centimetri e mezzo e di avere ancora sponda per la lievitazione. Introdusse nel forno, che aveva riscaldato a centottanta gradi.

Altrimenti le preparerò in esclusiva per il mio amore.

Prese dal frigo una bottiglia di panna fresca e ne versò centoventicinque centilitri in una ciotola. La lavorò con la frusta, che era stata messa anch’essa a raffreddare, aggiungendo un cucchiaino di zucchero a velo. Smise quando la consistenza fu quella di una montatura densa. La ripose nel frigorifero.

Il profumo della torta scivolò fuori dal forno e arrivò a bussare ai recettori dell’olfatto di Edoardo, che a loro volta attivarono le ghiandole salivari.

«Cosa mi prepara la mia cuocherina?» chiese entrando in cucina «Una tortina per riscaldare la giornata?»

«Niente che tu possa arraffare adesso» rispose Carlotta spingendolo fuori dalla stanza. «Forse stasera una fettina te la farò assaggiare.»

«Ci conto.»

«Contaci, e adesso vai a fare le tue cose e ricordati del vino.»

«Vado. Tornerò nel pomeriggio.»

Carlotta lo baciò e ritornò a porre attenzione alla cucina.

Dopo quaranta minuti infilò uno stuzzicadenti nel centro della torta per controllarne la cottura. Spense il forno e lasciò la torta a raffreddare.


Il libro:

  • Titolo: È caduto un pilota nel giardino
  • Autore, editore, anno: Giovanni Odino, Streetlib, 2014
  • Sinossi: Edoardo sta volando sui vigneti dell’Oltrepò Pavese spargendo un fitofarmaco quando, per una distrazione in manovra, precipita con il suo elicottero nel giardino della casa di Carlotta. Tra il pilota e la donna inizia un rapporto intriso di passione ed erotismo, ma dalle fasi alterne. Carlotta, reduce da un matrimonio infelice, si affida a delle pratiche magiche dall’efficacia non chiara per legare a sé quello che sente come un “dono caduto dal cielo”. Edoardo scopre che le maldicenze e le superstizioni dei paesani attribuiscono alla donna la colpa di aver causato due fatti di sangue avvenuti nel passato e decide di indagare su di lei. La storia si intreccia con le vicende erotiche, passionali e culinarie del protagonista e degli altri personaggi, in un’ambientazione popolare e contadina. 
Giovanni Odino

Giovanni Odino

Pilota di elicotteri in pensione, spigolatore errante in campi reali o immaginari della vita, dipinge e scrive storie, poesie, haiku e favole.

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