L’affaire du collier insieme a Élise de Bérger

Il 30 aprile 2016 usciva in libreria Tu non spegnere le luci, romanzo storico che è anche un viaggio in quattro epoche e in quattro luoghi del globo terrestre. E nell’intreccio epoca-luogo c’è un mondo in cui l’occhio della scrittrice esplora e registra ogni particolare: c’è la scoperta di una terra nuova.

C’è per esempio Parigi, immersa in una decina di giorni appena dopo il 5 maggio 1789. Appena dopo gli Stati Generali, quindi, gli ultimi dell’Ancien Régime, spartiacque di quel prima e di quel dopo che cambiarono per sempre il mondo.

Regno di Francia e Navarra

Nel prima la Francia è una monarchia, sorretta da regnanti troppo giovani e poco amati, che non sanno bene con quali mani toccare una città allo sbando e pronta alla rivoluzione, o con quali occhi guardare un’aristocrazia capricciosa, scontenta delle poche attenzioni. Il terreno paludoso su cui si muovono le troppe e instabili pedine frana con un fatto in particolare.

Ne hanno parlato libri, film, serie tv. Ne parliamo anche noi di SevenBlog prendendo spunto dalla vita della contessa Élise de Bérger, donna onirica che vive nell’epoca delle tentazioni e frequenta Versailles per essere alla moda, che tra le pagine di Tu non spegnere le luci racconta la prima delle quattro storie che si intersecano fino a rincorrere il terzo millennio.

Eravamo rimasti al fatto. L’avrete capito che stiamo parlando dell’affare della collana, o meglio, de L’Affaire du collier. No? Per chi non lo sapesse, questa lussuosa collana d’oro e diamanti è la goccia che fa traboccare un vaso già pericolosamente all’orlo. Ironia della sorte, in questo unico caso la Regina Maria Antonietta si prende una colpa che non la riguarda minimamente. Eppure in questa storia i protagonisti sono molti, ci sembra di guardarli con gli occhi verdi di Élise de Bérgermentre ci conduce in quegli intrecci che sanno di potere e di ricchezza.

I primi protagonisti sono i due gioiellieri di corte, Charles Auguste Bohemer e Paul Bassenge. Ambiziosi e pure un tantino insistenti, cominciano a collezionare diamanti con l’intento di farne un meraviglioso collier. Ma per chi?

Per la seconda protagonista, la Du Barry. Marie-Jeanne Bécu, contessa Du Barry, considerata volgarotta e impudica da Maria Antonietta, è l’amante di Luigi XV, o meglio, la sua favorita, dopo la morte di Madame de Pompadour nell’aprile del 1764.  Siamo certi che la contessa Du Barry non avrebbe rifiutato un regalo così importante, se non fosse che il Re muore prima che i gioiellieri possano presentargli la creazione.

Pastello di Joseph Ducreux, 1769

Nel 1774 il Regno di Francia e Navarra ha così una nuova coppia di regnanti, il ventenne Luigi XVI di Borbone e la diciannovenne Maria Antonia Giuseppa Giovanna d’Asburgo-Lorena. E Bohmer e Bassenge hanno un solo obiettivo: vendere la collana alla giovane regina.

Il re la vorrebbe, Maria Antonietta la rifiuta. Sente già la pressione della corte: è odiata perché poco diplomatica, i pettegolezzi sulla sua vita sessuale si sprecano, le amicizie che intrattiene con le dame di compagnia la fanno addirittura apparire tendente all’omosessualità, e poi c’è quella specie di consigliere, il cognato imperatore Giuseppe II, che si prende persino la briga di arrivare dall’Austria per farle la ramanzina. Non che Maria Antonietta sia poco incline agli acquisti visto che tra gli abiti di Rose Bertin e le acconciature di quel pazzo di Léonard spende una fortuna. Probabilmente Boehmer e Bassange proprio non le vanno giù, o forse deve aver saputo che la collana era dapprima destinata alla Du Barry: fatto sta che di quel collier di diamanti non vuole sapere oltre.

E qui entra in scena la quarta protagonista: la misteriosa Jeanne de Saint-Rémy de Valois, contessa de La Motte. Contessa o no, la Valois è una donna scaltra che riesce a infiltrarsi nell’alta aristocrazia e prova a estorcere denaro al cardinale de Rohan facendogli credere di essere intima confidente della regina.

A questo punto l’intreccio è vertiginoso, e ce ne rendiamo conto. Allora presentiamo il Cardinale.

Lady Oscar, personaggio di Jeanne de Valois

È tutt’altro che un santo. Maria Antonietta non lo sopporta per due motivi: il primo riguarda la madre, Maria Teresa d’Austria. Il cardinale non è tenero con lei, e anzi, le sue maldicenze poco lungimiranti verso la suocera del nuovo re non sono affatto gradite dalla coppia reale. E vogliamo parlare della sua amicizia con la Du Barry? Eh, sì, sempre lei, che per essere una che non vuole interferire nella vita politica dell’amante ha una cerchia parecchio ampia di protetti. In questa, chiamata dei barristes, vi è anche il caro cardinale.

Ma ecco che quando Maria Antonietta diventa regina, il cardinale ha bisogno di essere accettato a corte. Nel frattempo si prende anche una bella cotta per la diciannovenne, e, insomma, si affida a quella che crede la dama di compagnia della regina, Jeanne de Valois.

La Valois e l’amante, Rétaux de Villette, scrivono e firmano lettere destinate al cardinale, il quale risponde gongolante. Il tono si fa sempre più caldo e il cardinale chiede un rendez-vouz con Maria Antonietta. Incontra la sua sosia, la prostituta Nicole Leguay D’Oliva, in una calda notte dell’estate del 1784, nei giardini di Versailles.

Lettere falsificate, Getty images

Sono i gioiellieri a importunare la Valois e a servirle la collana su un piatto d’argento. Con la faccenda del cardinale, aspirante Primo Ministro, la Valois acquista sempre maggiore autorevolezza, tanto che per la corte francese lei è davvero la confidente della regina. Bohemer e Bassenge non si fanno scappare l’occasione di chiedere il suo aiuto per piazzare la collana, ormai diventata un debito incolmabile per le tasche dei due soci, che rischiano la bancarotta. Jeanne de Valois accetta, e coinvolge anche il cardinale. Racconta infatti che la regina è costretta ad avvalersi dell’aiuto di quest’ultimo per l’acquisto del collier: non può permettersi una cifra così alta alla luce del sole, è un rispetto che deve al suo popolo. L’esorbitante prezzo di 1.600.000 livres, pagabili a rate, viene quindi affidato al cardinale, che non può tirarsi indietro (vorrebbe tanto!) di fronte a una richiesta della ritrovata regina. Siamo nel gennaio 1785. Ed Élise de Bérger cosa avrà pensato di questa storia non del tutto mai chiarita?

Sappiamo cosa ha pensato la regina quando scopre il malaffare. Non vede l’ora di fare incarcerare il cardinale, ma l’unica a pagare le conseguenze dell’imbroglio è la Valois. La sosia e l’amante vengono scarcerati, il marito, il conte de La Motte, riesce misteriosamente a scappare con i diamanti. Non lo cattureranno mai.

E la regina? Élise de Bérger ce ne parla sommessamente, ma non può svelarci le sorti del regno e di Parigi. È la Storia che ce lo dice, la Storia che spesso ha intrecci da romanzo, che presenta i personaggi in ordine sparso, che crea eroi e vittime e grandi sogni sul futuro.


 Il libro…

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  • Titolo: Tu non spegnere le luci
  • Autore: Debora Borgognoni
  • Editore: Temperino Rosso Edizioni, 2016


Fabio Muzzio

Fabio Muzzio

Comunica per passione o per deformazione, professionista in fermento e dj ormai mancato. Ironicamente umanista, mediamente fatalista.

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