L’amore senza lettere

Ci chiediamo quale sentimento possa chiamarsi amore e ci imbattiamo perlopiù in momenti di grande confusione. L’infatuazione ci incendia e poi appassisce.

Il caminetto con un fuoco lento e continuo è solido, ma può diventare noioso se non giustamente alimentato. Anche se non è perfetto può essere comunque amore.

Quanti amori ci sono in una vita? Chi non ne attraversa nessuno, vive di momenti mancati che in qualche modo trapassano ferendo. Chi invece ne vive innumerevoli e poi si scaglia contro due vie e ha paura di proseguire oppure lo fa con coraggio restando impigliato per sempre nella via non scelta.

Succede? I romanzi di amori impossibili sono centinaia e sono quelli che amiamo maggiormente.

Perché? Semplice.

La conclusione sta a noi. Le scrittrici e gli scrittori ripercorrono una parte della loro vita. La scrittura non è originalità, ma imitazione. Come l’arte. Tutto ciò che ci sorprende e ci affascina per chi è dotato di un particolare talento diventa un’opera.

Gli artisti sono tormentati? Gli artisti vivono di un’aura che attira inesorabilmente? Sì, succede. Perché gli artisti invocano all’amore e lo trattengono nelle menti di chi ascolta o vede. Lo spettatore ne è incantato e si fa trascinare senza paura su un palco sconosciuto fino a restarci per molto tempo.

Ma la reazione non è univoca. Anche l’artista si fa corrompere dallo spettatore e ne resta innamorato per tutto il periodo in cui si deve affamare.

Una volta sfamato lascia lo spettatore per poi riprenderlo dopo in una relazione d’amore infinita e dolorosa.

Abbiate paura dell’arte, mi dico. Ma no. Amatela. Amate chi scrive. Chi dipinge. Chi crea. Amateli tutti anche se la vostra vita ne risulterà parzialmente distrutta. Sarete colmi fino a poco più dell’85%. Il resto lo cercherete altrove. Ma immagino che non vi basterà mai.

I figli, anche questi sono una rappresentazione dell’arte e chi più di una madre lo può capire. Ma anch’essi sono un’ostentazione delle nostre più infime paure.

Loro sono creati anche da noi che in qualche modo siamo artisti e spettatori. E per questo non finiremo mai di starci dentro.

È un amore che ti lega e per il quale non puoi e non vuoi provarne altri. Se ne provi altri non tradisci il padre o la madre una volta, ma ogni volta che guardi il figlio lo o la tradisci milioni di volte.

I figli sono il frutto dell’arte più difficile da conoscere perché nella loro carne c’e tutta la nostra esistenza.

E allora, cuori affini e incerti che vi lasciate imbambolare, fatevi circondare da quello che vi spinge a credere possa essere amore… Entrerai nel club e sempre dirai: io non sono così. Io non sarò mai così. Mentendo come quando ascolti una nota e sei altrove.

Chi ama sarà ovunque.

I sogni come i ricordi sono illusioni che intatte resteranno nei nostri cuori. Non facciamole fuggire, non le uccidiamo perché il vero amore non ha un contenuto definito è ignoto e inquieto e lo si prova per tutti.

Chi è capace di amare non conosce le lettere di cui è composta la parola.

Nausicaa Baldasso

Nausicaa Baldasso

Laurea in scienze statistiche, finalista al concorso Emozioni in bianco e nero nel 2016 e al concorso L’aviatore delle fiabe nel 2017

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