L’Appiattimento Culturale dei Millennials

I millennials in nome del “dio denaro” conducono vite frenetiche e forsennate e prive di significato autentico. Si illudono che il denaro possa concedere loro la felicità e la tanto ricercata Libertà. Vivono esistenze prive di colore e valore nell’illusione di poter possedere tutto ciò che garba loro. Il solo pensiero di entrare in un negozio a comprare tutto quello che considerano “bello” (o che si autoconvincono che sia tale) basta ai millennials per sentirsi potenti e soddisfatti. Tutto questo serve per compensare il vuoto interiore e la mancanza di ideali, passioni, punti di riferimento nei quali identificarsi e soprattutto “credere”, lottare per qualcosa, conquistare ciò che ci fa stare bene?

La maggior parte dei ventenni d’oggi nonostante vada all’Università e abbia più possibilità per documentarsi su argomenti, ricerche, prodotti culturali, è ignorante o analfabeta funzionale. Te li vedi in giro con smarthphone alla mano come se fosse un prolungamento del loro corpo. Sono così distratti, viziati e superficiali. Tendono a semplificare tutto (ahimè persino il linguaggio!) piuttosto che porsi delle domande, interrogarsi su se stessi, affrontare le sfaccettature e la complessità dell’essere e di certe situazioni. Sono interessati solo alle cose futili, al nuovo modello di cellulare, alla nuova serie tv scontata, allo spoiler dell’ultimo film di fantascienza ricco di effetti speciali e privo di trama su cui riflettere o cogliere imput creativi.

C’è troppo appiattimento culturale tra le nuove generazioni e mancanza di entusiasmo, creatività e soprattutto curiosità. Un mio docente di Storia Moderna all’Università mi raccontò che durante le sue lezioni le nuove generazioni ascoltano passivamente senza fare domande o collegamenti su eventi o fatti storici. Da ciò si deduce il vero e proprio disinteresse nei confronti del passato.

Le nuove generazioni appartengono al tempo del “qui e subito”. Non si interrogano su ciò che è stato e perché siamo arrivati a questo punto. Non sono nemmeno interessati a costruire un futuro che se per noi trentenni è così incerto e difficile, per loro è addirittura surreale per come potranno delegare al proprio smarthphone qualsiasi azione, scelta, decisione, progetto. Manca la fame di conoscenza, quella che fa la differenza e che ti fa trascorrere notti insonni pur di curiosare, scoprire, sentirti ricco di stimoli e novità. La fame di conoscenza si ciba di curiosità, entusiasmo nei confronti della vita, passione. Andrebbe risvegliata perché è insita in noi stessi e non deve essere lasciata sopire. Bisogna attivarsi, svegliarsi, mettersi in gioco.

Prendere in mano la propria esistenza e condurre il suo gioco in prima persona senza delegare a nessun oggetto o persona diversa da noi stessi.

 

Mary Empatika

Mary Empatika

Ribelle e sognatrice, in giro per il mondo scruta ciò che è non visibile con la sua valigia di sogni e un taccuino viola.

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