Le date superbe giugno 2017

Inaugurato per il centenario dell’istituzione del premio, il Nobel Museum è ospitato in un palazzo settecentesco, la sede dell’antica borsa svedese di Stoccolma. Il sito, invece, si propone in 10 lingue in modo da agevolare i visitatori di tutto il mondo. Alfred Nobel, ideatore del prestigioso premio che porta il suo nome non vide nemmeno la prima edizione, in quanto morì cinque anni proma che il le sue volontà testamentarie dessero il via libera a un riconoscimento così ambito e talvolta discusso in sede di assegnazione. Nobel, che è stato l’inventore della dinamite, volle a tutti i costi che venisse riconosciuto lo scienziato che di volta in volta si fosse distinto in cinque ambiti: chimica, fisica, medicina, letteratura ed economia a cui si aggiunge quello per la pace (nella foto qui a fianco Marie Curie nel suo laboratorio; la Curie è un delle poche scienziate ad aver ricevuto due premi Nobel, uno per la fisica e uno per la chimica). Il museo si presenta molto ricco sia per i documenti (tra cui il testamento dello stesso Nobel) i cimeli e le ricostruzioni sia dal punto di vista multimediale con  filmati e postazioni messe a disposizione dei visitatori coinvolti sia nelle fasce scolari che in quelle più adulte. Un viaggio nelle scoperte scientifiche che hanno segnato il progresso della nostra civiltà e chi si è distinto a vario titolo nel conseguire un risultato significativo per la pace.

  • LUOGO: Nobel Museum
  • QUANDO: fino al 4 settembre 2017
  • INFO: Stortorget 2, 103 16 Stockholm, Svezia
  • TELEFONO: +46 8 534 818 00
  • E-MAIL:
  • BIGLIETTO: intero 120 Sek (12,30€), ridotto 80 Sek (8,20€)
  • ORARI: tutti i giorni dalle 9.00 alle 20.00 (chiuso il 23 giugno)

Dalla capitale svedese ci spostiamo nella nostra per entrare al Museo dell’Ara Pacis che ospita fino al prossimo 17 settembre la mostra Spartaco. Schiavi e padroni a Roma. L’antica Roma aveva fatto della schiavitù una vera e propria economia che riguardava quasi 10 milioni di individui ai quali erano stati tolti tutti i diritti e venivano trattati come semplice merce. Lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo lo viviamo anche ai nostri giorni e all’Ara Pacis sono presenti 10 scatti realizzati da Lewis Hine, Philip Jones Griffith, Patrick Zachmann, Gordon Parks, Fulvio Roiter, Francesco Cocco, Peter Magubane, Mark Peterson, Selvaprakash Lakshmanansi che denunciano le forme di schiavismo moderno. La mostra è focalizzata sulla rivolta guidata da Spartaco tra il 73 e il 71 a.C. che raccolse attorno a sé i gladiatori della scuola di Capua e numerosi schiavi, poveri e disperati trasformandoli in un esercito che tenne testa a quello romano affrontando le legioni di Crasso, Pompeo e Lucillo. Caduto in battaglia non si trovò mai il suo corpo ma la vendetta contro i suoi 6000 compagni catturati fu feroce: vennero crocifissi lungo la via Appia. Le 11 sezioni raccolgono oltre 250 reperti archeologici e provengono da diversi musei italiani e stranieri che li hanno prestati per questa mostra tematica. Lo schiavo comprato nei mercati del Mediterraneo o a Roma come forza lavoro in agricoltura o nella produzione tessile o nelle costruzioni, nelle miniere e nell’intrattenimento come nei circhi, terme o teatri. Gli schiavi domestici e gli schiavi bambini. le prostitute e le professioni più nobili come quella del medico esercitato dai greci catturati e portati nelle diverse zone dell’Impero. Non mancano documenti sul manumissio, la possibilità di comprarsi la propria libertà e diventare cittadino a tutti gli effetti  e una parte dedicata alla religione e di quanto il Cristianesimo si sia diffuso proprio tra chi era costretto allo sfruttamento e alla privazione della libertà.

 

  • LUOGO: Museo dell’Ara Pacis
  • QUANDO: fino al 17 settembre 2017
  • INFO: Lungotevere in Augusta (angolo via Tomacelli) – 00100 Roma (RM)
  • TELEFONO: 06 0608
  • E-MAIL: info.arapacis@comune.roma.it
  • BIGLIETTO: intero 11 €, ridotto 9€
  • ORARI: tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30

Ci trasferiamo in Slovacchia a Medzilaborce dove si trova il museo d’arte moderna di Andy Warhol (MMUAW) fondato nel 1991 e che è stato il primo al mondo dedicato al re della pop-art. Il museo propone anche una mostra  permanente dedicata agli artisti che si sono ispirati o ne hanno raccolto l’eredità: Keith Haring, Roy Lichtenstein, Robert Indiana, Jean-Michel Basquiat, Bambi, Poppy e altri. Il museo oltre alle opere di proprietà, vive anche da quelle prestate a questo Museo dalla Fondazione Andy Warhol per le Arti Visive di New York, dalle collezioni di collezionisti privati. L’esposizione è progettata per rappresentare tutti i momenti creativi dell’artista, inclusi i suoi temi visivi dominanti: la morte americana, l’arte dell’arte, ritratti di personaggi famosi. Non mancano le Soup di Cambell, Marilyn, il camouflage, ma anche le opere  del periodo di pre-pop art. L’esposizione è completa di autentici abbigliamento di Andy Warhol – come il suo giacca di pelle di serpente, una giacca, una camicia e una cravatta e da altri oggetti personali: la macchina fotografica, un lettore di cassette, occhiali da sole. Il percorso si addentra anche nella vita dell’artista nato a Pittsburgh nel 1928 e ma figlio di una famiglia di immigrati ruteni originari del villaggio di Miková vicino a Medzilaborce.

  • LUOGO: The Andy Warhol museum of Modern Art
  • QUANDO: permanente
  • INFO: Andyho Warhola 748/36068 01 Medzilaborce Slovak Republic
  • TELEFONO: +421 57 74 800 72
  • E-MAIL: utilizzate questo form
  • BIGLIETTO: intero 4€, ridotto 2€
  • ORARI: tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00, sabato e domenica dalle 13:00 alle 18:00

Tra le mete più gettonate per gli italiani che vogliono emigrare c’è la Costa Rica, soprattutto per un discorso di tassazione. Non per emigrazione, chissà, quanto per turismo vi portiamo a San José, la capitale, dove possiamo visitare il Museo Nacional, appena rinnovato. Per chi volesse conoscere meglio questo Paese consigliamo Storia della Costa Rica, XVI secolo permanente, un progetto durato cinque anni. La multimedialità e il 3D diventano una modalità imprescinbile per il coinvolgimento del visitatore che potrà conoscere la storia di questo Stato dell’America centrale: dalle civiltà precolombiane alla conquista dalla scoperta da parte di Cristoforo Colombo nel 1505 alla conquista coloniale degli spagnoli. Un Paese dsi racconta anche attraverso l’evoluzione politica, l’istruzione, la cultura, il commercio e l’agricoltura. E non solo: l’emigrazione, il ruolo delle donne sino all’arte e allo sport. 

 

  • LUOGO: Museo Nacional de Costa Rica
  • QUANDO: permanente
  • INFO: Finca 6, Osa- Puntarenas 749-1000 San José, Costa Rica.
  • TELEFONO: +1 303-279-4591
  • E-MAIL:+506 2257-1433
  • BIGLIETTO: intero 2000 C (3€), per gli stranieri 9$ (10€)
  • ORARI: da martedì a domenica dalle 8:00 alle 16:00, chiuso il lunedì

Su Seven parliamo spesso sia di Parigi che di Salvador Dalí: per unire le due cose vi portiamo al numero 11 di rue Poulbot. All’Espace Dalí si trova una grande parte della produzione del maestro: dalle opere in cristallo, nate dall’incontro con Jacques Daum, alle sculture per il teatro a quelle in bronzo , dai disegni erotici ai mobili, dai famosi orologi alle opere ispirate da Freud. Poco da aggiungere e molto da vedere.

 

  • LUOGO: Espace Dalí Paris
  • QUANDO: permanente 
  • INFO: 11 rue Poulbot 75018 Paris
  • TELEFONO: +33 (0)1 42 64 40 10
  • E-MAIL: galerie@daliparis.com
  • BIGLIETTO: intero 11,50€, ridotto 7€
  • ORARI: tutti i giorni dalle 10.00 alle 18.00

Paramento da altare, Cina 1750, seta e canapa

Attraversiamo l’oceano Atlantico e ci trasferiamo a Toronto in Ontario per il Museo tessile del Canada (TMC). Il museo canadese propone sia una collezione permanente che alcuni eventi temporanei e può vantare oltre 13mila manufatti provenienti da tutti i continenti e che coprono un arco temporale di 2000 anni. Vestiti, paramenti, ornamenti, arredamento e qualsiasi uso si è fatto e si fa con il tessuto. Il percorso propone anche i materiali di origine, siano essi vegetali, animali o minerali.

Tra gli eventi in corso vi segnaliamo Huicholes – A People Walking Towards the Light Huicholes – che ripercorre la vita degli Huicholes, un gruppo indigeno del Messico occidentale, la cui storia risale a 15.000 anni fa. La mostra comprende oggetti cerimoniali, tessuti fatti a mano e fotografie che documentano la loro storia e la loro vita. Questa mostra è prestata da Artes de México con il sostegno del Consolato Generale del Messico e del Ministero degli Affari Esteri del Messico, attraverso l’Agenzia Messicana per la Cooperazione Internazionale di Sviluppo.

José Benítez Sánchez, “Nierika
 and
 Tukari (The Gifts of Vision and Life)”

 

  • LUOGO: Textile Museum of Canada
  • QUANDO: fino al 4 settembre 2017
  • INFO: 55 Centre Avenue, Toronto, Ontario, M5G 2H5
  • TELEFONO: (416) 599-5321
  • E-MAIL: info@textilemuseum.ca
  • BIGLIETTO: intero 15$ (10€), ridotto 6$ (4€)
  • ORARI: tutti i giorni dalle 11:00 alle 17:00, mercoledì dalle 11:00 alle 20:00

Per l’ultima data superba andiamo in San Pietroburgo al F.M.Dostoevsky Literary-Memorial Museum: inaugurato nel 1971 presso la casa nella quale lo scrittore ha vissuto nel 1846 e dal 1878 sino al 28 gennaio 1881 quando è morto. In pratica le due date racchiudono l’inizio e fine della produzione di Fëdor Michajlovič Dostoevskij. Qui ha scritto Il sosia, il suo primo racconto, e l’ultimo romanzo, I fratelli Karmazov. L’appartamento è stato ricostruito grazie alle memorie lasciate dalla moglie Anna Grigor’evna e dai suoi discendenti. Se la letteratura russa vi affascina se non avete resistito alle pagine di Delitto e castigo e de L’idiota la visita sarà l’occasione per toccare per entrare nella vita e nella produzione di questo grande scrittore dell’Ottocento nato a Mosca ma che ha legato la sua vita all’altra grande città russa spesso scenario dei suoi romanzi.

 

  • LUOGO: F.M.Dostoevsky Literary-Memorial Museum
  • QUANDO: permanente
  • INFO: Russia, 191002, Saint Petersburg, Kuznechny Lane, 5/2
  • TELEFONO: +7 921 977-43-00
  • E-MAIL: info@md.spb.ru
  • BIGLIETTO: intero 250 Rub (4€), ridotto 100 Rub (1,60€)
  • ORARI: tutti i giorni dalle 11.00 alle 18.00, tranne il mercoledì con la chiusura alle 20.00. Chiuso il lunedì.



Fabio Muzzio

Fabio Muzzio

Comunica per passione o per deformazione, professionista in fermento e dj ormai mancato. Ironicamente umanista, mediamente fatalista.

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