Le pappardelle per Maria e Giorgio

Perché la gola è una parentesi

La Polizia accusa il servizio segreto uccide, 1975, Sergio Martino (fonte DailyMotion)

Rivedere un poliziottesco oggi è anche operazione nostalgia: non tanto per i fatti che ripercorrono talvolta in modo esasperato una stagione particolarmente pericolosa delle nostre città, quanto per ritrovare uno spaccato sociale e culturale. Almeno a me capita così: ho vissuto quel decennio, gli anni Settanta, come quelli dell’infanzia. Le Giulette dell’Alfa Romeo (e non solo), le insegne storiche, gli autobus, le volanti della Polizia ancora verdi militare e qualche volta già blu come oggi, le periferie, le minigonne, le sigarette fumate da tutti e ovunque, cinema compresi. Questi film si portavano dietro l’accusa di essere fortemente politici e giustizialisti e si ispiravano al filone hollywoodiano con protagonista in particolare Charles Bronson con il suo Giustiziere e Clint Eastwood con Callaghan, senza dimenticare il Serpico di Al Pacino più nelle corde talvolta edulcorate in commedia di Tomas Miliam. Tomas Miliam presente anche in questo La Polizia accusa: il servizio segreto uccide, che nel 1975 viene diretto da Sergio Martino, ispirato a uno dei tentativi di golpe di matrice neofascista avvenuti in Italia, quello del Generale Junio Valerio Borghese del dicembre 1970. Le stragi e gli attentati danno il là a una storia di depistaggi e segreti, di autobombe e finali tragici, dove i morti sono a ogni livello. Il genere poliziottesco ha vissuto soprattutto su due attori: Maurizio Merli e il francese Luc Merenda impegnato in questa pellicola nel ruolo del Commissario Giorgio Solmi. Il film ha un cast tutto di rilievo, in particolare per quegli anni: Delia Boccardo, Maria la fidanzata giornalista di Solmi, Tomas Miliam, Mel Ferrer, Claudio Gora, una giovane Paola Tedesco e Michele Gammino, che approderà successivamente ai film più leggeri con Edwige Fenech o Michela Miti e diventerà uno dei grandi del nostro doppiaggio. Una curiosità è data da un piccolo ruolo di Maurizio Mattioli. La ricetta è tratta da un pranzo tra Giorgio e Maria, in uno dei rari momenti che la coppia riesce a ritagliarsi, seppur il lavoro incomba sempre anche nei dialoghi.

 

Ingredienti per 2 persone:

  • Pasta fresca pappardelle 2o0g
  • Pomodori perino 300g
  • Olio E.V.O.
  • Pecorino 50g
  • Cipolla
  • Sale

 

Procedimento:

 

La Polizia accusa il servizio segreto uccide, 1975, Sergio Martino (fonte DailyMotion)

Per questa primo piatto semplice ma saporito sarebbe meglio utilizzare la pasta fresca ma prima dobbiamo partire dal sugo. Utilizzare la qualità di pomodori che preferisci e i San Marzano sono tra i più saporiti. Se li trovi belli maturi ti daranno soddisfazione al palato, altrimenti ripiega su quelli pelati e inscatolati. Se parti dalla materia prima fresca li dovrai tagliare e privare della polpa e dei semi. Falli appassire poi in una pentola a fuoco molto basso per poter eliminare anche facilmente la buccia, dopodiché li ridurrai in sugo crudo utilizzando o un passaverdure o un mixer a immersione. A questo punto prepara in una pentola antiaderente il soffritto di cipolla (o aglio ma la cipolla è più delicata) e appena si sparge il profumo versa la polpa di pomodoro, aggiusta di sale e cuoci fino a quando non avrà raggiunto una buona densità. In un’altra pentola porta ebollizione l’acqua salata per la pasta: colala e versala nei due piatti. Nel frattempo avrai grattugiato il pecorino. Versa il sugo sulle pappardelle, se ami il pomodoro non esitare ad abbondare, e spolvera con il formaggio. Se poi avrai un panorama come quello di Maria e Giorgio, le tue pappardelle avranno un tocco romantico in più.

 


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Fabio Muzzio

Fabio Muzzio

Comunica per passione o per deformazione, professionista in fermento e dj ormai mancato. Ironicamente umanista, mediamente fatalista.

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