Le costolette alla Roger Mayfield Murtaugh

Lethal Weapon, episodio Danni collaterali (fonte YouTube)

Perché la gola è letale

Se la realizzazione di una versione cinematografica di una serie TV di grande successo può essere quasi un obbligo, appare più raro, se non pericoloso, il percorso inverso. Questo è il caso di Lethal Weapon, che porta in versione seriale un cult del cinema anni Ottanta e Novanta. Arma letale, così era stato tradotto in Italia, è stato una grandissimo successo, anche grazie alla coppia Mel Gibson/Danny Glover nei panni di Martin Riggs e Roger Murtaugh. Già il quarto film aveva evidenziato, nel desiderio di chiudere le storie personali, il fiato corto, e la serie TV, seppur sorretta soprattutto da Damon Wayans nel ruolo che fu di Danny Glover non convince pienamente. Per chi lo avesse dimenticato Wayans è l’indimenticabile Jimmy Dix con i suoi pantaloni in pelle da 650 dollari ne L’ultimo Boy Scout, dove è spalla brillante e di spessore di Bruce Willis. Tornando alla serie tv si potrebbe definire un discreto poliziesco con qualche riferimento per i cultori della saga cinematografica ma le storie appaiono talvolta abbastanza esili: la contrapposizione poliziotto nero e poliziotto bianco non è certo un’idea originale ma spesso paga a livello di ascolti. Clayne Crawford, invece, si è studiato bene il Martin originale ma personalmente non appare sugli stessi livelli di Gibson, anzi più che a ridargli vita sembra imitarlo. La storia comunque riprende molti aspetti con qualche variante: il dolore di Riggs per la morte della moglie rimane un argomento forte e caratterizzante ma la Victoria Lynn del cinema diventa ora Amanda, figlia, tra l’altro del Procuratore capo di Los Angeles; il ruolo di “vittima” della coppia è sempre Roger, che dopo una carriera relativamente tranquilla si trova a essere più spericolato, malgrado sia, questa è una novità, reduce da un infarto; non mancano nemmeno, sparsi qua e là, episodi simili a quelli visti durante le indagini sul grande schermo. Trish, poi, non è più solo la casalinga madre di tre ragazzi  ma una brillante avvocata, molto più seducente rispetto al personaggio originale. I figli rimangono tre ma cambiano i nomi e le loro età. Non aggiungo molto altro, comprese le sorprese della terza stagione più che altro dovute alle intemperanze di Crawford. Dal secondo episodio, Danni collaterali in originale  Surf N Turf, andato in onda per la prima volta negli U.S.A. il 28 settembre 2016, mentre in Italia è stato trasmesso insieme al primo e al terzo, il 5 dicembre 2016, ho estrapolato un classico della cucina a stelle e strisce: le costolette di maiale.

Ingredienti per lo Spice Rub:

  • Paprika dolce 3 cucchiai
  • Aglio in polvere 1 cucchiaio
  • Cipolla in polvere 1 cucchiaio
  • Sale 2 cucchiaini
  • Pepe nero macinato 1 cucchiaino
  • Zucchero di canna in polvere 1 cucchiaio
  • Rosmarino in polvere 1 cucchiaio

La preparazione è molto semplice, perché devi mescolare man mano tutti gli ingredienti ottenendo il tuo Spice Rub con cui aromatizzerai le costolette. Il mix può variare a seconda delle preferenze personali aggiungendo, per esempio, il cumino, il finocchio, la salvia ecc.

Ingredienti per la salsa Barbecue:

  • Cipolla 1
  • Aglio 4 spicchi
  • Pomodoro passata 750 ml
  • Zucchero di canna 50 g
  • Paprika piccante 1 cucchiaio
  • Pepe macinato 1 cucchiaino
  • Sale 1 cucchiaino
  • Senape 2 cucchiai
  • Aceto bianco 2 cucchiai
  • Salsa Worchestershire 80 ml
  • Limone 1
  • Miele 2 cucchiai
  • Tabasco 1 cucchiaino
  • Olio di oliva

Prepara in una scodella il mix con il pepe, il sale e la paprika. Aggiungi il succo del limone, l’aceto, il tabasco e la salsa Worchestershire; in questo modo potrai diluire meglio il miele e la senape. Lascia riposare qualche minuto. In un tegame versa l’olio e inizia a riscaldarlo a fuoco medio e inizia a soffriggere la cipolla e l’aglio che avrai provveduto a tritare in precedenza. Quando il soffritto comincia a regalare il suo inconfondibile profumo aggiungi la passata di pomodoro e lo zucchero. Porta a ebollizione sempre a fuoco medio e quando avrà raggiunto questa condizione è l’ora di aggiungere il composto preparato. Fai in modo che la salsa si amalgami bene e cuoci a fuoco medio fino a quando non avrà raggiunto una consistenza più densa (caramellata) tipica della salsa barbecue. Se ne hai cucinata troppa la puoi anche conservare in barattoli di vetro sterilizzandoli come accade per le conserve.

Procedimento:

Lethal Weapon, episodio Danni collaterali (fonte YouTube)

Intanto abbiamo scoperto che Roger si diletta in cucina, mentre nei film si parlava di Trish come cuoca non eccelsa. Solo una volta si è visto Murtaugh provare a preparare con cura un hamburgher. Nell’episodio lo vediamo all’opera con le costolette di maiale, che esalta al partner Martin, che proviene dal Texas, quindi stato dove la carne non è certo sottovalutata, perché vengono massaggiate per tre giorni, affinché “la carne si stacchi dall’osso”.

Se ti vuoi cimentare con questa ricetta partiamo dalla carne: puoi provvedere a tagliare direttamente tu o prenderle già pronte per essere cucinate; e per quanto riguarda la cottura al tradizionale barbecue puoi optare per il forno: molto dipende dalle possibilità casalinghe. Almeno sei ore prima di essere cucinate spolverale bene con lo Spice Rub, così le costolette hanno tutto il tempo per assorbire gli aromi che restituirà una volta cucinata. Se non fa troppo caldo lasciale a temperatura ambiente almeno un’ora. Se utilizzate il barbecue saprete come regolarvi per temperatura e cottura, di quelle che viene chiamata cottura indiretta realizzata con la brace e tanta pazienza, comprese le spennellature con la salsa barbecue così da cuocerle insaporirle. Se opti per una cottura in forno ci vuole altrettanta pazienza e una cottura a bassa temperatura: tra i 100° e i 120°. Ci vorranno circa tre ore, dipende dallo spessore della carne, ma non dimenticare di spennellare ogni tanto così da creare quella laccatura così gustosa e che premieranno i tuoi sforzi. Il numero di costine? Dipende dagli spazi per cucinare e dal numero degli ospiti. E ovviamente dalla fame.


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Fabio Muzzio

Fabio Muzzio

Comunica per passione o per deformazione, professionista in fermento e dj ormai mancato. Ironicamente umanista, mediamente fatalista.

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