Gambe per ballare e bocca per baciare

La donna di Luciano Ligabue

Una fotografia della vita – l’intera vita – di una donna in una canzone. Potrebbe essere la giusta sinossi di un testo che parla di una donna senza volto. Sì, sappiamo che ha occhi azzurri e bocca per baciare, ma sono le gambe a creare la sua immagine, la costruiscono lungo la linea lineare ma tortuosa della vita, delle esperienze, del cammino.

Quelle gambe sono tutt’altro che erotiche. Sono gambe che camminano, e solo a volte danzano, sono funzionali a reggere una valigia che si riempie sempre più. Ma di cosa? Perché è così pesante se contiene solo quattro farfalle?

[…] hai fatto tutta quella strada per arrivare fin qui, ma adesso forse ti puoi riposare. E un bagno caldo e qualcosa di fresco da bere e da mangiare. Ti apro io la valigia mentre tu resti lì e piano piano ti faccio vedere: c’erano solo quattro farfalle un po’ più dure a morire.

luciano-ligabue-fotoLuciano Ligabue in Il peso della valigia ci parla di un viaggio ineludibile, e lui, il cantante e testimone di tutto questo, solo alla fine entra nel racconto in prima persona, prende per mano la donna e la aiuta.

Simbolismo e metafore non sono elementi nuovi nella poetica di Ligabue. Si mischiano alla delicatezza e alla concretezza della vita, che poi in fondo è proprio lo scopo della poesia, e raccontano di qualcuno che è sempre un po’ noi eppure sempre inarrivabile.

E così sogniamo di dare un volto, il nostro, alla donna che è «partita da bambina per arrivare fin qui».

Hai fatto tutta quella strada per arrivare fin qui e ti è toccato partire bambina, con una piccola valigia di cartone che hai cominciato a riempire […]

Ma questo qui, questa deissi, cosa rappresenta? La nostra vita attuale? I nostri anni di racconti e immagini conservati in cassetti e nelle tante case che abbiamo abitato? Oppure solo le «due foglie della radura che non c’era già più», la completezza, la pienezza, la moltitudine?

Eppure la bambina diventa donna ed è sempre più sola. Cammina e si incurva, fatica, dà e prende, ma continua la sua strada solitaria.

[…] hai fatto tutta quella strada per arrivare fin qui e ad ogni sosta c’era sempre qualcuno, e quasi sempre tu hai provato a parlare, ma non sentiva nessuno.

E ti sei data e ti sei presa qualche cosa, chissà, ma le parole che ti sono avanzate sono finite tutte nella valigia, e lì ci sono restate […]

Il senso della vita è un racconto delicato nella sua forza empatica, e la donna che è-tutti-noi diventa l’immagine mitizzata di cui abbiamo bisogno per capire noi stessi dall’esterno, con oggettività ma anche con cuore. Di sicuro un’immagine di struggente bellezza non può smettere di venirci in mente pensando a due gambe che percorrono una strada con una valigia di cartone. E sono quegli occhi che hanno preso il colore del cielo, quei fianchi fatti per ballare e quella bocca che vuole baciare.

E sole pioggia neve e tempesta sulla valigia e nella tua testa, e gambe per andare e bocca per baciare.

Sole pioggia neve e tempesta sui tuoi capelli, su quello che hai visto, braccia per tenere e fianchi per ballare […]

Il Peso della Valigia – Ligabue

Debora Borgognoni

Debora Borgognoni

Non si è ancora del tutto abituata a ossigeno e forza di gravità, ma non demorde. Morbosamente polemica, reagisce male agli sgrammaticati.

Leave a Comment

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.