Amatorius Secretum . LUSSURIA
Trois femmes et le parnassien
In 18 Aprile 2026 da Debora BorgognoniL’aveva dedicato a Théophile Gautier, ma le pagine sono piene di loro. Gautier, per Charles Baudelaire, simboleggia l’inno al parnasse, à l’art pour l’art, come a rendere la bellezza impregnante, pervasiva e, in fondo, divina senza il peso di un dio da adorare. E cosa sono i Fiori del Male, se non questa nascita di bellezza assoluta direttamente dagli inferi -così caldi, passionali e di certo più divertenti dei cieli-?
Loro invece no. Loro sono l’imperfezione. Loro sono carne e sogno, mente e dolore, un paradiso artificiale come l’alcol e l’hashish. Sono la natura che sa di terra, il desiderio ripugnante, il petalo putrefatto del fiore reciso.
Jeanne Duval, la Venus noire, conserva però quella bellezza, la bellezza che non chiede il permesso di essere guardata, e pian piano consumata. Di un esotismo sensuale e magico, e, di contro, di un’intelligenza inesistente e villana, presenta le facce ben distinte della stessa medaglia, che per Charles sono come i suoi fiori, che nascono dagli abissi.
Per la donna dal bel corpo, dolce e amara, dagli occhi da cui nulla traspare, Charles scrive un blason dove tesse abilmente fili di immagini esotiche, di allusioni sensuali, e di antinomie apparentemente inconciliabili. Come lei.
Que j’aime voir, chère indolente,
De ton corps si beau,
Comme une étoffe vacillante,
Miroiter la peau !Sur ta chevelure profonde
Aux âcres parfums,
Mer odorante et vagabonde
Aux flots bleus et bruns,[…]
Tes yeux, où rien ne se révèle
De doux ni d’amer,
Sont deux bijoux froids où se mêle
L’or avec le fer.À te voir marcher en cadence,
Belle d’abandon,
On dirait un serpent qui danse
Au bout d’un bâton.[…]
Comme un flot grossi par la fonte
Des glaciers grondants,
Quand l’eau de ta bouche remonte
Au bord de tes dents,Je crois boire un vin de Bohême,
Amer et vainqueur,
Un ciel liquide qui parsème
D’étoiles mon cœur !(Quanto mi piace, cara indolente, | del tuo corpo splendido | veder, come stoffa ondeggiante, | brillar l’epidermide! | Sopra la tua chioma profonda, | pregna d’acri profumi, | mare d’odore forte e vagabondo, | flutti cerulei e bruni, […] | Dai tuoi occhi nulla traspare | né di dolce né d’amaro, | algide gioie ove son mischiati | il ferro e l’oro. | E nel vederti andare in cadenza, | splendida d’abbandono, | mi sembri un serpente che danza | in alto a un bastone. […] | Come fonte gonfia per l’alimento | di ghiacciai mugghianti | se la saliva in bocca ti rimonta | fino all’orlo dei denti, | mi sembra di bere un vino boemo, | amaro e vincitore, | liquido cielo che mi sparge seme | di stelle nel cuore.)
(XXVIII)
E poi c’è Mairie Daubrun, la seducente attrice dagli occhi verdi e “traditori, che brillano attraverso le loro lacrime”, la donna-bambina, dolce e sorniona, che somiglia a soli bagnati di cieli nebbiosi.
Lusso, calma e voluttà. Sono i tre nuclei dell’amore su cui si muove la vita stessa di Charles Baudelaire. Nuclei dal centro molle, che deve compensarsi con l’innesto degli altri due, continuamente, morbosamente. E la donna è occhi verdi e malinconia, navi ancora lontane dalla meta, in quell’orizzonte impossibile da vedere apertamente con la nebbia. Eppure, è casa, mobili nuovi e paesaggi fatti per amarsi. Amore e morte.
Mon enfant, ma soeur,
Songe à la douceur
D’aller là-bas vivre ensemble!
Aimer à loisir,
Aimer et mourir
Au pays qui te ressemble!
Les soleils mouillés
De ces ciels brouillés
Pour mon esprit ont les charmes
Si mystérieux
De tes traîtres yeux,
Brillant à travers leurs larmes.[…]
— Les soleils couchants
Revêtent les champs,
Les canaux, la ville entière,
D’hyacinthe et d’or;
Le monde s’endort
Dans une chaude lumière.Là, tout n’est qu’ordre et beauté,
Luxe, calme et volupté.(Figlia mia, sorella mia, | Pensa alla dolcezza | Di andare là a vivere insieme! | Amare a piacimento, | Amare e morire | Nel paese che ti assomiglia! | I soli bagnati | Di quei cieli nebbiosi | Hanno per la mia anima il fascino | Così misterioso | Dei tuoi occhi traditori, | Che brillano attraverso le loro lacrime. | […] — I soli al tramonto | Rivestono i campi, | I canali, l’intera città, | Di giacinto e d’oro; | Il mondo si addormenta | In una calda luce. | Lì, tutto è solo ordine e bellezza, | Lusso, calma e voluttà.)
(LIII)
Apollonie Sabatier è la Présidente, l’amore di una vita rimasto platonico, tranne che per una notte. Il y a quelques jours, tu était une divinité, ce qui est si commode, ce qui est si beau, si inviolable. Te voilà femme maintenant…
Colta e raffinata, disposta a intercedere per lui attraverso le conoscenze altolocate, ma non a diventare la sua amante, Charles la idealizza, la divinizza, in un universo luminoso, nella quintessenza del parnasse. E lì diventa l’Angelo custode, la Musa, la Madonna. L’amica, l’arte, la divinità.
Que diras-tu ce soir, pauvre âme solitaire,
Que diras-tu, mon cœur, cœur autrefois flétri,
À la très-belle, à la très-bonne, à la très-chère,
Dont le regard divin t’a soudain refleuri ?— Nous mettrons notre orgueil à chanter ses louanges :
Rien ne vaut la douceur de son autorité ;
Sa chair spirituelle a le parfum des Anges,
Et son œil nous revêt d’un habit de clarté.Que ce soit dans la nuit et dans la solitude,
Que ce soit dans la rue et dans la multitude,
Son fantôme dans l’air danse comme un flambeau.Parfois il parle et dit : « Je suis belle, et j’ordonne
Que pour l’amour de moi vous n’aimiez que le Beau ;
Je suis l’Ange gardien, la Muse et la Madone. »(Cosa dirai stasera, povera anima solitaria, | Cosa dirai, cuore mio, cuore un tempo appassito, | Alla bellissima, alla buonissima, alla carissima, | Il cui sguardo divino ti ha improvvisamente fatto rifiorire? | — Metteremo il nostro orgoglio nel cantare le sue lodi: | Nulla vale la dolcezza della sua autorità; | La sua carne spirituale ha il profumo degli Angeli, | E il suo occhio ci riveste di un abito di chiarezza. | Che sia nella notte e nella solitudine, | Che sia per strada e nella moltitudine, | Il suo fantasma danza nell’aria come una fiaccola. | A volte parla e dice: «Sono bella, e ordino | Che per amore mio amiate solo il Bello; | Sono l’Angelo custode, la Musa e la Madonna.»)
(XLII)
Il libro…

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Titolo: Les fleurs du mal
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Autore: Charles Baudelaire
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Prima edizione: Auguste Poulet-Malassis, 1857 | Seconda edizione 1861| Terza edizione 1866
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Descrizione: L’opera, giudicata immorale, viene immediatamente perseguita per «offesa alla morale religiosa e oltraggio alla morale pubblica e al buon costume». Insieme al suo editore, Baudelaire deve pagare una pesante multa e vede la sua raccolta ridotta delle poesie ritenute particolarmente scandalose. Compreso solo da alcuni dei suoi contemporanei, Baudelaire ha cercato in quest’opera di mettere in luce la dualità tra il bene e il male, la voluttà e la violenza, la bellezza e le nefandezze del mondo e dell’umano…
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