Mater Malum

Dal concorso PoesieSuperbe#7 – Viola come Superbia

Altero m’idoleggio come nume
tracotante in nessun caso chinato
con lo sdegno verso l’altrui casato
sono pavone che stende le piume

Con iattanza vanto il mio costume
maggiore più di quel che sono nato
padrone della vita me innalzato
violento mi discerno dal marciume

Vanesio con la cravatta di more
come aconito bello e velenoso
bramo d’essere dal cielo mirante

Su tele di ragno cresco in albore
ma nel baratro tracollo impietoso
dove attende il Cerbero divorante

Perdono favella specchi e livore
sul dorso mi grava un peso copioso
curvo nell’Averno non più gigante.

Antonino Impellizzeri

Antonino Impellizzeri

Ama la sua Leonforte e vive la vita scrivendola. Poesie e racconti inondano le sue notti scure, quando sul bianco si cimenta a verdeggiare.

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