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Mario Raciti. opere 1952-2025
In 27 Giugno 2026 da Redazione Seven BlogPalazzo Reale di Milano propone dal 1° luglio al 20 settembre 2026 con ingresso gratuito Mario Raciti. opere 1952-2025 che si inserisce nel progetto “Maestri a Milano”.
I visitatori potranno ripercorrere l’intero itinerario artistico di Mario Raciti, celebrando il legame profondo tra l’artista e il capoluogo lombardo, città in cui è nato e con cui ha intrecciato una relazione culturale e umana lunga oltre mezzo secolo.

Mario Raciti, Why, 2011, collezione privata, foto Riccardo Molino
L’esposizione, promossa da Comune di Milano – Cultura e prodotta da Palazzo Reale e Silvana Editoriale, è curata da Luca Pietro Nicoletti.
Con circa cento opere provenienti dalle collezioni del Museo del Novecento di Milano, dal Mart di Rovereto e da collezioni private, la mostra a Palazzo Reale riavvolge idealmente il nastro della lunga avventura artistica di Mario Raciti, dai primi passi mossi negli anni Cinquanta fino alle produzioni più recenti, offrendo uno sguardo d’insieme sulla statura di uno dei protagonisti più sensibili della pittura italiana contemporanea.

Mario Raciti, Senza titolo, 1959-1960, collezione privata, foto Riccardo Molino

Mario Raciti, Presenze, 1963, Milano Museo del Novecento, foto, Riccardo Molino
Nato a Milano nel 1934, Raciti è considerato un maestro del post-informale. Dopo la laurea in giurisprudenza e l’avvio dell’attività legale, nei primi anni Sessanta decide di dedicarsi interamente alla pittura: una scelta radicale, sostenuta da una ricerca incessante che attraversa tutta la sua opera e che si traduce nel tentativo di dare forma a una dimensione ulteriore, sospesa tra realtà, memoria e visione.
Per comprendere le origini del suo linguaggio è necessario tornare alla Milano degli anni Cinquanta, città attraversata da fermenti internazionali e da un intenso dibattito culturale. Raciti muove i primi passi in questo contesto, in cui nascono anche gli incontri decisivi con alcune figure centrali della cultura milanese, come il poeta Roberto Sanesi e l’editore Vanni Scheiwiller. Sarà proprio Scheiwiller a pubblicare nel 1970 la prima monografia dedicata all’artista, mentre il rapporto con Sanesi aprì la sua pittura a suggestioni poetiche e letterarie che ne avrebbero profondamente arricchito la dimensione concettuale.

Mario Raciti, Fonti 2022, collezione privata foto Riccardo Molino
Frattanto, la sua pittura si alimenta di intense letture, da Rainer Maria Rilke a Hölderlin, da Goethe a Musil, e di una profonda affinità con il mondo musicale, da Wagner a Mahler e Schubert, che influenzano la temperatura e il tono della sua tensione verso l’altrove e la dimensione trascendente.
A partire dagli anni Settanta, Raciti entra a far parte del gruppo della Galleria Morone di Enzo Spadon, accanto ad artisti come Claudio Olivieri, Valentino Vago ed Enrico Della Torre, diventando uno dei protagonisti della Galleria.
Il suo lavoro viene progressivamente accolto in importanti collezioni pubbliche e private: dalle raccolte di Intesa Sanpaolo, oggi conservate alle Gallerie d’Italia, al MART di Rovereto e allo CSAC di Parma, fino alle storiche collezioni Pallini e Jucker.
Il percorso espositivo accompagna dunque il pubblico attraverso le diverse stagioni della ricerca di Raciti: dalle figurazioni emblematiche degli anni Sessanta alle atmosfere sospese delle Presenze-assenze degli anni Settanta, dai cicli delle Mitologie degli anni Ottanta ai Misteri degli anni Novanta. Negli anni Duemila la pittura di Raciti approda a esiti sempre più complessi e drammatici, spingendo l’immagine verso la dissoluzione. Tra i cicli più recenti figurano le opere dedicate alla crocifissione e Why, parte de I fiori del Profondo, in cui il mito di Proserpina diventa metafora del bisogno umano di comunicazione. Nelle ultime serie, Una o due figure e Fonti, i fiori si trasformano in dardi e la pittura evoca l’impossibilità dell’incontro e la distanza tra gli esseri umani.

Mario Raciti, Fabbrica di spiritelli 1967, collezione privata, foto Riccardo Molino
Il catalogo edito da Silvana Editoriale è realizzato con il contributo di OltreArte Galleria Contemporanea.
INFORMAZIONI
Palazzo Reale
Piazza del Duomo, 12 – Milano
1° luglio – 20 settembre 2026
Ingresso gratuito
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