Agli Uffizi il ritorno dei manoscritti rubati

Corale, Salterio della Settimana Santa Matteo da Terranova, Iniziale istoriata I (In pace) con il Trasporto di Cristo nel sepolcro, salmo per il Sabato santo 1528 (doc.) Perugia, Abbazia San Pietro, Fondazione per l’Istruzione Agraria, galleria (cat. n. VII.2b)

Un tesoro di sapere, arte e devozione, prima rubato e poi ritrovato: sono libri antichi e preziosi come il minuscolo Ufficio dei Morti appartenuto a Papa Leone X de’ Medici, i grandissimi corali, le pergamene finemente illustrate e decorate dai alcuni dei più grandi maestri del Medioevo e del Rinascimento. La mostra Storie di pagine dipinte. Miniature recuperate dai Carabinieri organizzata dalle Gallerie degli Uffizi di Firenze sarà visitabile fino al 4 ottobre 2020 e comprende circa quaranta opere, recuperate dopo il furto da questo speciale comando dell’Arma.

Corale San Paolo CXIV. 90 Maestro di Sant’Alessio in Bigiano Antifonario Proprio del Tempo dalla Pentecoste alle calende di agosto e Proprio dei Santi da sant’Antonio alla Decollazione di san Giovanni Battista Iniziale D (Dum complerentur) con la Pentecoste, particolare tempera e oro su pergamena
1280-1290 circa Pistoia, Archivio diocesano, San Paolo CXIV. 90

I manoscritti e le singole pagine miniate in mostra attraversano la grande stagione di produzione libraria dell’Italia centrale dal Duecento al Cinquecento: provengono da Castelfiorentino, Colle di Val d’Elsa, Firenze, Perugia e Pistoia, e le miniature sono opera di artisti importantissimi come il Maestro di Sant’Alessio in Bigiano, che malgrado sia ancora anonimo era a capo della bottega più attiva in Toscana nell’ultimo quarto del XIII secolo; Pacino di Buonaguida (uno dei primi e più dotati tra i seguaci di Giotto); fino ad Attavante degli Attavanti e Gherardo e Monte di Giovanni, illustratori di libri di fama internazionale ai tempi di Lorenzo il Magnifico.

Oltre al valore delle opere c’è anche la storia del loro recupero: ci sono i corali provenienti dal convento dei Minori Osservanti di San Lucchese a Poggibonsi, oggetto di ben due furti, negli anni Trenta del ‘900 e poi di nuovo nel 1982; gli oltre venti volumi dell’abbazia benedettina di Montemorcino in Umbria che, trasferiti nell’abbazia di Monte Oliveto Maggiore ad Asciano, vennero rubati nel 1975; l’Ufficio dei Morti di Leone X de’ Medici, prezioso ed elegante come si conveniva a quel papa, raffinato intellettuale. La rassegna non esclude le opere sfregiate, le pagine da cui sono state ritagliate le miniature, i fogli strappati dai codici, ed è quindi un’occasione per pensare al furto di questi manufatti non solo come a una sottrazione di un bene comune, ma come una violenza che va dritta al cuore della nostra cultura e che attacca i testi, la nostra lingua, le pitture che la decoravano e la spiegavano.

 

INFORMAZIONI:

Storie di pagine dipinte. Miniature recuperate dai Carabinieri
Firenze, Palazzo Pitti, sala delle Nicchie

 

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Redazione

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