Oltre l’Eden

Palude biliosa che

attanagli l’anima

e tra verdastri giunchi

e acque limacciose

m’incateni

 

Si fortifica in te

l’albero da cui

desiderosa e pavida

donna colse

errando

la verde mela

del peccato

 

Il filo conduttore della lirica Oltre l’Eden è il capovolgimento del topos letterario del locus amoenus trasformato in locus terribilis, palude fangosa e intricata, in cui una diversa Eva coglie dall’albero del bene e del male il frutto proibito. La donna, definita desiderosa e pavida, perde la connotazione tipica della figura di Eva, considerata invidiosa e superba, per acquisire quella più dimessa di chi quasi fortuitamente compie l’atto terribile di violare il divieto divino. L’ambiguità dell’atto è sottolineato dal doppio valore semantico del gerundio errando (vagabondando/sbagliando).

Secondo i commenti tradizionali della Torah, la prima moglie di Adamo si chiamava Lilith. Le fu imposto di obbedire all’uomo, ma ella si rifiutò, poiché era stata creata dal fango come lui, e fuggì dal Paradiso Terreste e, con profonda superbia, rifiutando l’invito a tornare, scelse di vivere una vita ribelle, ma indipendente.

A questo punto Jahvè decise di creare la donna da una costola dell’uomo e nei commenti alla Genesi così si legge: “Non la creò dalla testa perché non si insuperbisse, non dall’occhio perché non fosse ansiosa di vedere, non dall’orecchio perché non fosse curiosa di sentire, non la fece dal cuore perché non fosse gelosa […] finché pensò di ricavarla da una costola, dalla parte, che in lui, è più protetta e nascosta: eppure ella è superba, curiosa di vedere e di sentire, invidiosa…”

Sin dalle origini, di fatto, viene proposto un modello femmineo diviso tra la figura della femme fatale, che anche a costo della propria dannazione decide di non assoggettarsi al maschio, e quello della donna moglie e madre sottomessa ad una figura maschile, che ne domina l’esistenza, a cui è concesso rispetto nella stessa misura della propria obbedienza.

Ancor oggi, purtroppo, quella femminile è una figura problematica alla ricerca chi una chiarificazione di identità e di ruolo.

 



 

Caterina Levato

Caterina Levato

Emotivamente razionale, curiosa per principio, sognatrice per scelta. Ama vagabondare tra le parole raccogliendo gocce di poesia.

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