Over di Sabrynex

diari -10

E SE I MILLENNIALS DEPENNASSERO GLI ADULTI?

«Se hai amato After, la storia di Cher e Hunter ti travolgerà». Un chiaro messaggio, molto simile a un claim, si trova proprio in quarta di copertina del romanzo Over. Identifica senza alcun dubbio il target che va dai preadolescenti ai giovani adulti, identifica uno stile di vita, un uso dei social media – e di quello specifico social dove entrambi i romanzi sono nati – e crea una sorta di cerchio magico intorno a questo target, una vera e propria community dove gli adulti sono ineludibilmente esclusi. Questo claim è un gergo che un trentenne non può comprendere.

Over è stato scritto da una allora quattordicenne. Più che mai dentro quel cerchio magico: scritto e letto da chi ha la chiave di accesso, la parola d’ordine di un linguaggio duro e autentico, senza sconti e senza compromessi perché non ancora inquinato dalle logiche del bestseller.

I protagonisti sono liceali di diciotto e diciannove anni, Cher e Hunter, che alternano la voce narrante. Già i nomi rimandano a quel mito americano, ora diventato anglosassone, quella fuga dalla realtà italiana per trovare rifugio in Paesi dalle braccia più accoglienti. La trama scorre in modo pressoché lineare, e racconta le vicende di un gruppo di adolescenti come fosse il loro diario quotidiano. Non c’è un vero centro del romanzo, ma un insieme di avvenimenti che richiamano lo stile della soap opera: appuntamenti con il lettore di volta in volta vagamente autoreggenti e tenuti uniti dalla storia d’amore tra Cher e Hunter. Questi si incontrano per mano del migliore amico di Cher, Mitchell, anche lui segretamente innamorato della ragazza e migliore amico a suo tempo anche del fratello di questa, morto durante una corsa di auto. Hunter vive con Mitchell dopo essersi trasferito dagli Stati Uniti a Londra, città nella quale si svolge la narrazione. Tra storie di droga e incontri di boxe clandestini, tra giornate a scuola e party di liceali, tra sesso senza amore e amore inconfessato, ne emerge un quadro vivido delle paure degli adolescenti e, forse inconsapevolmente da parte della autrice, della società attuale.

Non posso valutare il valore stilistico del testo, essendo stato completamente rieditato dalla casa editrice Rizzoli prima della pubblicazione cartacea. Fino a quel momento, il romanzo è stato composto man mano dall’autrice in una serie di appuntamenti su Wattpad. Ecco il perché del discorso (in narratologia, la trama o plot, è il riassunto del contenuto nell’ordine in cui i fatti sono narrati; la storia riguarda gli stessi fatti nell’ordine di accadimento, quindi in un ordine logico e cronologico; il discorso è il racconto dalla prima parola all’ultima) di soap opera memoria. Proverò a evidenziare i tratti nascosti del nostro tempo, per spiegare perché posso affermare che Over rappresenta un testo-chiave della società dei millennials.

Il primo tema è: il mondo adulto. Nelle quattrocentoventi pagine di Over ho trovato adolescenti che si chiedono come affrontare la vita, non privi di una certa disillusione, e adulti assenti o non affidabili. I genitori di Cher vivono a Liverpool e hanno permesso alla figlia di affittare un appartamento a Londra in cui abita da sola. Sono forse i più stabili di tutti gli adulti accennati o presenti nel romanzo, eppure sempre meno adulti dei ragazzi, sempre velatamente ridicolizzati:

Entra in giardino, ti apro la porta del retro, sta’ attento a Rose e Jack.

Un attimo dopo ricevo il suo messaggio.

Rose e Jack?

Rido, entrando in cucina e fermandomi di fronte alla porta.

Sono le Cycas di mia madre, quelle piante che sembrano delle piccole palme. Ce ne sono alcune lungo il perimetro della casa.

[…] «Tua mamma ha chiamato delle palme Jack e Rose?» solleva un sopracciglio, abbassando la testa per poter entrare in casa.

Una nota: Jack e Rose sono i nomi dei protagonisti del film Titanic del 1997 per la regia di James Cameron, con Leonardo di Caprio e Kate Winslet. Roba da genitori, verrebbe da dire, giacché Sabrynex non era neppure nata quando il film ha avuto l’enorme successo mondiale che conosciamo.

Con i genitori di Hunter non va meglio. La madre è morta e il padre malato terminale. L’amica di Cher, Taylor, ha una madre definita psicopatica, e Mitchell non fa menzione della famiglia. Questi adolescenti troppo seriosi e spesso intransigenti sono lasciati soli a stabilire quale sia la differenza tra bene e male. E seppure il libro abbia in sé un’ostentata pretesa di mostrare una morale, è evidente che non possa avere la capacità di definire nettamente questa differenza.

Così scorrono le tematiche puramente adolescenziali – sesso, droga, alcol, amore – affrontate di volta in volta senza l’occhio vigile dell’esperienza adulta e permeate da una benevolenza ristagnante, fatta di luoghi comuni e metri di misura poco attendibili. L’adolescenza è questo, mi si può obiettare, è prendersi estremamente sul serio credendo di imitare gli adulti. Ma è proprio la totale esclusione del mondo adulto la novità.

A dire il vero, si tratta di una novità già indagata da Bettetini e Fumagalli, riferendosi al capostipite dei teen drama moderni, Beverly Hills 90210, trasmesso negli Stati Uniti dal 1990 (in Italia dal 1993) al 2000.

La novità principale offerta da Beverly Hills era […] uno sguardo dall’interno sui temi dell’adolescenza, a cui corrispondeva – sul piano narrativo – l’enfasi sull’appartenenza al gruppo di amici e una generale attenuazione delle figure adulte, almeno come funzione educativa: caratteristiche che diventano fondative del teen drama, comparendo con sfumature diverse […] in tutti i successivi “eredi” di Beverly Hills, da Dawson’s Creek a The OC. (Bettetini, Fumagalli, Quel che resta dei media, 2008)

È proprio con questi nuovi teen drama, Dawson’s Creek (in onda dal 1998 al 2003) e The OC (2003-2007) che l’adulto comincia a perdere di importanza, diventando l’anello debole, l’elemento di intralcio alla giusta esperienza evolutiva, sociale ed emotiva dei ragazzi.

In queste serie ci sono molti adulti, ma nessun vero mentore: nei teen drama i “grandi” sono irrilevanti o caratterizzati come “finti giovani”, nelle sit-com alla Friends sono più infantili dei figli. Ma in questa “democrazia degli affetti” viene a mancare l’elemento fondamentale per la crescita di un ragazzo: il confronto dialettico con l’adulto. (Bettetini, Fumagalli, Quel che resta dei media, 2008)

Il rispetto verso l’altro sesso è un altro elemento che richiederebbe una riflessione importante e un mea culpa del mondo adulto che non è riuscito a trasmetterlo come valore alle generazioni dei millennials, di cui è inevitabilmente responsabile.

«Selena, ma puoi chiamarmi Selly». La ragazza ridacchia in modo isterico mettendo una mano sul ginocchio di Hunter. Classico comportamento da oca. «Ci siamo conosciuti alla festa», gli ricorda. Non sembra nemmeno essere offesa del fatto che i ragazzi non ricordassero il suo nome. «Insomma, Hunter, è quella a cui hai fatto una visita odontoiatrica nel bel mezzo della festa» gli ricordo parlando con la bocca piena. […] Selly ride nervosa e fa finta di niente, cominciando a toccarsi i capelli imbarazzata. Si guarda la scollatura, e cercando di renderla più profonda abbassa la camicetta. […] Hunter interrompe per l’ultima volta Selly. «Continua a parlare come se quel che dici potesse interessarmi. Levati dalle palle» alza le sopracciglia, «dico sul serio».

Al netto del giudizio sempre parziale, sempre severo degli adolescenti verso la parte di mondo adulto, Over può risultare, anche alla luce del successo ottenuto che denota la coerenza con il proprio target, un importante documento per capire la società dei millennials, e non solo. Lo userei anche per dare uno sguardo psicologico e sociologico alla debolezza dei nostri tempi, retta da una classe adulta ossessionata dal giovanilismo, tanto da competere con i veri giovani.

E i giovani non hanno mai mezzi termini: esattamente come in Over, noi adulti veniamo epurati, lasciando una traccia troppo limitata del nostro passaggio.

Note: Over è un romanzo di Sabrynex, edito da Rizzoli nel 2016. ISBN 9788817085809.

L’OpinioneSuperba qui proposta è un estratto del saggio critico Lo scrittore emergente in Italia. Analisi di una subcultura nella comunicazione mediale: VUOI LEGGERE TUTTA L’ANALISI? IL LIBRO È EDITO DA LIBRERIA UNIVERSITARIA EDIZIONI

Debora Borgognoni

Debora Borgognoni

Non si è ancora del tutto abituata a ossigeno e forza di gravità, ma non demorde. Morbosamente polemica, reagisce male agli sgrammaticati.

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