Le poesie superbe . SUPERBIA
Qual è il perno dell’instabilità?
In 3 Marzo 2019 da Debora BorgognoniDal concorso PoesieSuperbe#5 – Nero come Ira
di Matteo Trono
Fui, mai stato, ora, nemmeno sono.
Pervaso e assiderato
da un’innata voglia di possesso
d’altrui virtù,
reiterata in ogni dove
su chiunque.
Finché un lampo m’investì infame
e superbo per quant’ero
guatai con disprezzo perenne
i perigliosi ricchi
e i perniciosi poveri,
con l’unico becero scopo
di prevaricarli.
Mi spogliai persino della carne
fino a desinar col guano
e rifiutai cure
da chi per pena mi tendeva la mano.
Schifo.
Ma capivo. Anzi vivevo
ciò che per una misera vita
pensai di aver compreso.
E venne pure il giorno
in cui ostentai l’opulenza
a suon d’ignoranza
rincarata dalla saccenza
di una suprema burbanza.
Fossi la vita,
al fin della mia,
m’avrei privato di un vivere
che mi trascina
ma che non fa nulla
per trascinarmi senza scia.
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