Sirene

mi scaldo la pasta di ieri
e immagino giornate parallele
un carillon di acari mi passa davanti
va di luce in luce, se ne sta per conto suo
forse aspetto una rivoluzione
che dovrei cominciare per primo
fisso i quadretti di una vita
appesi alla parete giallognola
nelle foto della prima comunione
avevo già imparato a fare il felice

una cimice sbatte sul muro
ritorna di minuto in minuto
mi ricorda quel passo di Ulisse
legato all’albero della nave
non so se basterà a svegliarmi
ma niente richiama così tanto
gli angoli di muffa in cucina

 

Francesco Balasso

Francesco Balasso

Spreme la lirica, sparge parole a coriandoli, amalgama le ombre del salotto, taglia l’aria alla julienne, aggiunge amori invisibili q.b.

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