Quando l’infanzia si ciba di emozioni

Le nostre emozioni hanno un’importanza fondamentale per il proprio sviluppo evolutivo. Il loro ruolo è rilevante sin dalla prima infanzia. Tutto quello che facciamo infatti ha alla base un’emozione. Un’emozione è un insieme complesso di modificazioni caratterizzato da reazioni fisiologiche (accelerazione del battito cardiaco ad esempio), risposte espressive (come arrossire), processi cognitivi (pensieri, ricordi), reazioni comportamentali (scappare per paura ad esempio).  Le emozioni ci consentono di imparare, ricordare, stringere amicizie, relazionarci con l’ambiente circostante, imparare a cavarsela, crescere.

Nello sviluppo psicologico di ogni bambino la mamma e il papà devono insegnare ai propri figli a comprendere il significato delle emozioni, aiutare a riconoscerle e a gestirle efficacemente. Bisogna valorizzare il ruolo dell’intelligenza emotiva nella crescita dei bambini che va stimolata sin dai primi mesi d’età. I genitori devono lasciare da parte le proprie preoccupazioni, gli impegni lavorativi e le proprie ansie e dedicarsi in maniera qualitativa ai propri bambini donando loro momenti giocosi carichi di affetto.

Lo psicologo cognitivista Gardner elaborò sull’intelligenza una famosa teoria, “la teoria delle intelligenze multipli”. In essa evidenziò otto categorie di intelligenza in grado di definire la personalità di un individuo. Gli individui sono una miscela di queste categorie perché non dotati di una sola tipologia di intelligenza. Alle categorie di intelligenze elaborate da Gardner si aggiunse negli anni Novanta “l’intelligenza emotiva” oggetto di studio da parte dello psicoanalista Daniel Goleman.

L’intelligenza emotiva valorizza il mondo del “sentire” e consente di sviluppare capacità sociali (le social skills). Apprendere l’intelligenza emotiva permette di vivere al meglio la quotidianità e raggiungere un certo grado di benessere psico- fisico. Il primo passo è sospendere il giudizio e rispettare il proprio bambino. Bisogna acquisire la consapevolezza del fatto che non esistono emozioni giuste o sbagliate. Se siamo abili a trasmettere questa verità ai nostri figli essi per primi non si sentiranno a disagio nell’esprimere i propri sentimenti che devono essere vissuti in modo spontaneo e naturale. Reprimerli a lungo andare fa male sia a loro che a noi.

Il nostro modo di agire come genitori, è in grado di stimolare nel bambino la sensibilità e l’empatia, due componenti essenziali per l’intelligenza emotiva.

In questo percorso di apprendimento delle emozioni è importante che il bambino senta la presenza fisica della madre o del padre. L’abbraccio e il suono della loro voce sono importanti perché grazie ad essi il bambino si sente protetto e sviluppa sicurezza e autostima. Sin dai primi mesi di vita l’elemento narrativo è fondamentale per sviluppare le emozioni. Leggere ad alta voce storie e racconti, parlare guardandolo negli occhi, esprimere con la mimica facciale le proprie emozioni è il modo attraverso il quale consentiamo a nostro figlio di varcare la soglia dell’intenso e sorprendente mondo emozionale. Fornire al bambino questa consapevolezza è un viaggio inedito in cui gli si regala multi-sfaccettate interpretazioni della realtà.



Mary Empatika

Mary Empatika

Ribelle e sognatrice, in giro per il mondo scruta ciò che è non visibile con la sua valigia di sogni e un taccuino viola.

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