Reti da pesca

Dal concorso PoesieSuperbe#2 – Oro come Avarizia
di Francesco Balasso

Ai bordi della notte
vestito di marmo, dalle vertigini
della mia autorità voltandomi
moltiplico nel più torrido deserto
la sete degli altri, fatta
di richieste in sospeso, di minuti
con le mani a preghiera sopra
la mia scrivania, di sale sulle guance.
I solchi della matita sul volto
delle donne per le mie pupille
lunari sono solo un trucco slavato
dopo la sveglia, o sono
preludio di una schiavitù.
Prede tra le spire
del bisogno -questo poi
è ciò che so dell’amore-
il cielo stellato è una fitta rete
nell’angolo più buio dell’alba
e io sono il pescatore

Debora Borgognoni

Debora Borgognoni

Non si è ancora del tutto abituata a ossigeno e forza di gravità, ma non demorde. Morbosamente polemica, reagisce male agli sgrammaticati.

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