I bombolotti alla romana per Andrea

La moglie in vacanza… l’amante in città (Fonte, Daily Motion)

 

Perché la gola è gelosia

Firmato da Sergio Martino nel 1980, La moglie in vacanza… l’amante in città è da annoverare tra i classici della commedia sexy italiana, un filone cinematografico davvero fortunato al botteghino e non esente da critiche da parte della critica. Il cast è tra i migliori che quegli anni potessero offrire per il genere e, qualunque giudizio se ne voglia dare, Renzo Montagnani e Lino Banfi, sono da considerarsi non solo veterani di questi ruoli ma attori di spessore. A loro, in questa occasione, si aggiunge Tullio Solenghi in una delle poche apparizioni sul grande schermo mentre le due protagoniste femminili, quelle per cui storicamente si attendeva o la doccia o lo spogliarello in camera, sono Edwige Fenech e Barbara Bouchet. Il cast si completa con Pippo Santonastaso e un’altra attrice storica del nostro cinema che nell’ultima parte della carriera ha spesso affrontato ruoli di madre o di moglie tradita: Marisa Merlini. In una piccola parte, quella di un’infermiera, c’è anche Maria Teresa Ruta mentre un altro caratterista abituale di queste pellicole, Renzo Ozzano, recita nel ruolo del violinista russo. Con tutta probabilità conoscerete quasi a memoria la storia che vede coinvolta la coppia di coniugi Andrea e Valeria (Montagnani-Bouchet) e i loro rispettivi amanti Giulia e Giovanni (Fenech e Solenghi). Banfi è invece il maggiordomo Peppino. Personaggi stereotipati, finale nel quale qualcuno ne subirà le conseguenze peggiori e in mezzo i soliti equivoci, contrattempi, sotterfugi e forme generose in bella evidenza. Certo non si grida al capolavoro ma qualche sorriso e qualche momento leggero, complice la simpatia dei protagonisti, la visione la regala. Per i cultori, ovviamente, il gioco consiste nell’anticipare le battute sentite più e più volte. Per quanto riguarda gli aspetti culinari, senza battute in linea con la sceneggiatura, vi ho prelevato uno solo dei piatti che Giulia, dopo aver attraversato alcuni tetti del centro storico di Parma, inizia a preparare nella cucina di Andrea mentre la moglie è partita per Cormayeur. Il menù prevede: arrosto, ravioli al sugo, spinaci alla turca, scampi in salsa colombiana, gulash e la saint-honoré che avrà anche una degustazione “alternativa” (insieme agli avanzi) “annaffiata” da un Brunello del 1973: la gelosia di Giulia in attesa del divorzio dell’amante è uno dei tratti caratteristici della storia. All’elenco dei piatti cucinati manca una portata: i bombolotti alla romana. Vi sono diverse ricette e ne ho scelta ed elaborata una un po’ particolare.

 

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

  • Bombolotti (rigatoni) 600g
  • Pomodori pelati o passata 500g
  • Rigaglie di pollo 150g
  • Carne macinata 250g
  • Cipolla 1
  • Carote 2
  • Sedano 1 gambo
  • Alloro 3 foglie
  • Vino rosso 1 bicchiere
  • Olio E.V.O.
  • Sale e pepe
  • Pecorino grattugiato

 

 

PROCEDIMENTO:

La moglie in vacanza… l’amante in città (Fonte, Daily Motion)

L’ingrediente sicuramente particolare, ma non certo alieno alla nostra cucina, è dato dalle rigaglie del pollo: i fegatini, il cuore, il ventriglio e le creste. Se riesci a trovarle tutte o in parte fattele pulire così dovrai solo cucinarle. Risciacquale bene, tagliale a dadini e lasciale riposare in un piatto. Affetta la cipolla, trita la carota e il sedano che servono per il soffritto: versa in una padella antiaderente un paio di cucchiai di olio di oliva e a seguire i tre ingredienti, così da creare la base del ragù. Procedi con la cottura per pochi minuti a fuoco medio e aggiungi sia la carne macinata che le rigaglie. Amalgama bene e mentre la carne inizia a cuocere versa il vino che farai evaporare a fuoco vivace. Quando la rosolatura sarà ultimata, aggiusta di sale e versa il pomodoro e gli aromi. Rimesta bene e abbassa la fiamma coprendo con un coperchio lasciando però lo spazio affinché il sugo possa evaporare. Se dovesse asciugarsi aggiungi un bicchiere di acqua che aiuterà la cottura e a evitare che il ragù bruci. La cottura lenta non deve essere meno di un’ora, meglio se ancora più abbondante: il fuoco basso permetterà di ottenere risultati migliori. Quanto il tuo ragù sarà pronto spegni e lascialo riposare tenendolo sempre coperto. Porta a ebollizione in abbondante acqua salata i bombolotti (o rigatoni) seguendo le indicazioni sui minuti di cottura. Cola la tua pasta e versala nella padella del ragù e dai l’ultimo colpo di fiamma per insaporirla e amalgamarla. Impiatta non dimenticando una corposa spolverata di pecorino romano. La scarpetta finale è vivamente consigliata e migliore della soluzione di Giulia.

 

Fabio Muzzio

Fabio Muzzio

Comunica per passione o per deformazione, professionista in fermento e dj ormai mancato. Ironicamente umanista, mediamente fatalista.

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