Perché sono anarchico… perché sono italiano…

Nel 1971, per la regia di Giuliano Montaldo uscì il film Sacco e Vanzetti, pellicola che ripercorreva la vicenda dei due emigrati Bartolomeo Vanzetti e Nicola Sacco, italiani e dichiaratamente anarchici e pacifisti. Il film ha come protagonisti nei due ruoli, rispettivamente Gian Maria Volonté e Riccardo Cucciolla (premiato come Miglior attore al Festival di Cannes) e si avvale anche di una tra le colonne sonore più celebri di Ennio Morricone.

Il processo evidenziò, come più volte ribadito, lacune e la scelta precisa di punire in maniera simbolica due emigranti considerati sovversivi negli anni in cui veniva considerata pericolosa l’ascesa del Comunismo anche negli U.S.A.. Dall’accusa di rapina e di duplice omicidio del 1920 all’esecuzione sulla sedia elettrica nel carcere di Charleston passarono 7 anni (vennero giustiziati il 23 agosto del 1927) e a nulla valse nemmeno la confessione scagionante di Celestino Madeiros, che si accusò indicando anche i suoi complici. A nulla valsero le pressioni dell’opinione pubblica nel mondo e anche l’intervento di Benito Mussolini. I nostri due emigranti vennero riabilitati come estranei ai fatti solo nel 1977 dal Governatore del Massachusetts e futuro candidato sconfitto alla Casa bianca nel 1988 Michael Dukakis.

Nel monologo che precede la sentenza e come avvenne nella realtà processuale a parlare è solo Vanzetti e nei vari passaggi si evidenziano aspetti politico/sociali:

Sì, ho da dire che sono innocente. In tutta la mia vita non ho mai rubato, non ho mai ammazzato, non ho mai versato sangue umano, io… e ho combattutto per eliminare lo sfruttamento dell’uomo da parte dell’uomo…

Emblematico, per chi appartiene a una nazionalità considerata inferiore e che incarna pregiudizi, è l’accusa di cercare guadagni facili:

… lei signor Vanzetti è venuto nel paese del Bengodi per arricchire… io non ho mai pensato di arricchire, non è questa la ragione per cui sto soffrendo e pagando, sto soffrendo e pagando per colpe che effettivamente ho commesso… perché sono anarchico… perché sono italiano…

L’essere capri espiatori per evidenziare la fermezza dello Stato che evidenzia timori verso nuove ideologie o rischi di sovvertimento politico rischiano di far diventare martiri e quindi simboli i condannati

… quando le sue ossa signor Thayer non saranno che polvere… le istituzioni saranno il ricordo di un passato maledetto! … il nome di Nicola Sacco sarà ancora vivo nel cuore della gente… saremmo morti come due poveri sfruttati, un buon calzolaio e un bravo pescivendolo… voi avete dato un senso alla vita di due poveri sfruttati.

 

Fabio Muzzio

Fabio Muzzio

Comunica per passione o per deformazione, professionista in fermento e dj ormai mancato. Ironicamente umanista, mediamente fatalista.

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