Segreto di signora

Il tramonto emana un sentore di pace.

E questo silenzio ha la stessa essenza

del sole che stilla l’ultimo calore.

Sembra scomparso anche il dolore,

alle ossa.

Che respiro di sollievo!

Guarda, guarda le mie mani:

hanno dita adunche, come i rametti nodosi di alberi spogli.

Un tempo erano gigli, dai petali bianchi.

Esalavano quel profumo di miele smosso dall’amore.

Fu per un uomo.

Oh, no, non mio marito!

L’altro.

Ho ancora il ricordo…

La calda fragranza della sua bocca:

una magnolia, lievemente liquorosa

che gocciava,

ad ogni bacio,

sulle mie labbra.

Poi venne la malattia.

Infine l’odore fresco

e dissonante

di quella rosa

posata sulla sua bara.

L’opera di copertina è di Ludovico Carracci, Ritratto di vecchia, circa 1590, collezione Palazzo d’Accursio (fonte Wikimedia)


 

Manuela Capotombolo

Manuela Capotombolo

I personaggi che inventa sono essenziali come le tasche di certi pantaloni. In fin dei conti è solo una mamma che scarabocchia.

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