Nostalgia senza voce

Che ne sapete voi di cosa voglia dire stare su quello schermo; di cosa siano gli applausi della prima; di cosa siano le copertine ritagliate di chi è rimasto nella fattoria e non ti vorrebbe cambiata.

Che ne sapete voi dei party luccicanti e degli inviti galanti; che ne sapete dei compromessi degli inizi e di qualche foto per le quali dopo ho dovuto pagare.

Che ne sapete voi delle stanze lussuose e delle colazioni a letto, delle cento rose rosse e dello champagne, degli inviti a cena mentre la vita ti scorre via.

Che ne sapete voi degli sguardi delle mogli gelose negli ascensori e di quelle che fingevano di esserlo per poi raggiungerti in camera.

Che ne sapete delle macchine dalle quali uscire per i red carpet, per i flash, per le interviste dalle domande banali e le risposte preconfezionate.

Che ne sapete voi di cosa voglia dire un giorno l’arrivo del sonoro e il cinema non ti cerca più.

E tra poco, luci in sala! Solo per voi.

L’opera è di Edward Hopper (22 luglio 1882 – 15 maggio 1967), New York Movie, olio su tela 81.9 x 101.9 cm, 1939, MoMa New York

 

Fabio Muzzio

Fabio Muzzio

Comunica per passione o per deformazione, professionista in fermento e dj ormai mancato. Ironicamente umanista, mediamente fatalista.

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