Sopravvivere alla quarantena

Lezione numero #1 : imparare ad essere resilienti

Non è facile vedersi sottrarre quella libertà che per noi sembrava “normale” e che spesso e volentieri davamo per scontata. Farci un caffè al bar con gli amici o colleghi, trovarsi nel bel mezzo di una folla ad un concerto, abbracciare un amico che non si vedeva da tanto tempo, sono situazioni molto lontane da quella che è la nostra quotidianità da quando siamo in quarantena. In questi giorni mi capita di rivedere foto che mi ritraggono in posti e situazioni che mi mancano. Ci manca ciò che non abbiamo nell’immediato. Ciò che ci sembra un miraggio. Assume un valore e un significato diverso quando non lo abbiamo più a disposizione. È proprio in una condizione del genere che capiamo veramente qual era la sua importanza per noi. È quello che succede  anche con le persone che non ci sono più o che sono distanti da noi.

C’è chi si ritrova a stilare liste di cose da fare quando tutto sarà finito. Di certo nulla sarà come prima. Cambierà il modo in cui ci approcceremo al mondo perché ci ritroveremo cambiati nel profondo. In questi giorni è inevitabile ritrovarsi “a tu per tu” con la propria anima e riflettere come non si è fatto prima. Ci si mette in discussione e ciò che è di vitale importanza perché ci fa acquisire consapevolezze inedite di cui nemmeno aspettavamo ci appartenessero. È questo il periodo per conoscerci meglio, farsi domande e riscoprirci più forti di prima, più coraggiosi e resilienti.

È questo il tempo della resilienza in cui delineiamo spazi vitali per modellare il nostro “io” e definire le tante sfaccettature di cui siamo composti. Grazie alla resilienza impareremo a tracciare nuovi percorsi di vita nei quali faremo posto soprattutto all’essenza delle cose che ci appartengono, a ciò che ci fa stare davvero bene e in pace con noi stessi. È il tempo per prendersi cura della nostra anima per conferirle nuova essenza e colore.

Nel periodo che stiamo vivendo è benefico riuscire a dimenticarsi della cognizione del tempo per poter essere “qui e ora” senza lasciarsi condizionare da esso. Diamo sfogo ai nostri pensieri e alla nostra creatività dedicandoci alle passioni che ci fanno sentire vivi e se crediamo di non averle, scoviamole pure, facciamole emergere. Non procrastiniamo e soprattutto non sottovalutiamole.

Dedichiamoci alle persone che meritano davvero la nostra considerazione. Non rimandiamo la telefonata ai nostri genitori. Non autoconvinciamoci di non avere tempo per giocare coi nostri figli. Ripeschiamo quel libro che avevamo messo da parte per leggerlo indisturbati ed entrare in empatia coi personaggi e le situazioni che non sono poi tanto distanti da noi. Nel tempo della resilienza possiamo imparare nuove cose e nuove attività per riscoprirci abili e creativi. Solo così ci sentiremo appagati e pieni di vita in questo periodo delicato e difficile che ha tanto da donarci. Dipende da noi come coglierlo e sfruttarlo al meglio. Non smettiamo mai di rimboccarci le maniche e ricercare nuovi modi e significati di vivere a pieno la nostra esistenza.

La vita è una sola e non va sprecata nemmeno e soprattutto ora. Tutto può rivelarsi utile e prezioso. Dipende tutto dalla prospettiva dalla quale la guardiamo. Bisogna imparare ad indossare le lenti della resilienza che ci fanno vedere le cose e le situazioni più vivibili e colorate laddove tutto ci sembra monotono e grigio. Indossiamo queste lenti e vestiamoci di colori vivaci perché è primavera anche nella nostra anima e tutto può rinascere più splendente e vitale di prima.

 

Mary Empatika

Mary Empatika

Ribelle e sognatrice, in giro per il mondo scruta ciò che è non visibile con la sua valigia di sogni e un taccuino viola.

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