Sul filo del rasoio

Merda! È tardi!

“Betta, Betta, tesoro, dobbiamo andare, dai, la tv, spengiamo la tv!”

Alle 9.00 devo sbattere sulla scrivania del mio capo quella pratica cretina che mi ha chiesto.

“Betta, non piangere, lo sai, Masha e Orso lo guarderemo stasera, la maestra ci aspetta!”

E mi dice sempre che sono disattenta, disordinata, quel bastardo! Solo perché non gli lecco il culo come fanno Piero e Luca, sempre lì, pronti a sbavare!

“Lo zainetto, amore, prendiamo lo zainetto… oh, lo so che vuoi papà! Papà torna stasera!”

Marco, quando pensi di stare un po’ con tua figlia? Non è solo mia, la scusa di fare i turni, come se non lavorassi anche io! Merda!

Accidenti, che afa oggi!

“Betta, amore, attenta alle dita quando si chiude la porta!”

Non è una macchina questa, è un magazzino… carte, pacchetti di caramelle, giocattoli, fazzoletti, tutto alla rinfusa, che casino, che casino!

“Ecco, adesso accendiamo un po’ il clima, vedrai che si sta meglio”

“Brava, seduta, allacciamo le cinturine del seggiolino!”

“Oh, no, amore, l’orsetto l’abbiamo lasciato a casa, tesoro, non possiamo portarlo all’asilo, non piangere!”

 “Amore, mamma sta guidando, non posso girarmi… ecco arriva la canzone che ci piace, ascolta, amore, la ascolti?”

Mi sorride, che carina!

Oddio, che devo fare per stasera… non mi ricordo più… ah ecco, accompagnare Betta a nuoto. Il frigo è vuoto! Marco s’arrangia, prendo un pollo in rosticceria, ma Betta? Qualcosa deve mangiare… verdure… Betta non sta mangiando verdure… devo comprare verdure, per lei!

Cazzo, è tardissimo, pure un autobus davanti mi ci voleva!

Appena arrivo, lo faccio! Portare quella maledetta pratica sulla sua scrivania, poi saranno cavoli di Luca e Piero!

Il casino l’hanno fatto loro, non io!

Io distratta, ci vuole il suo coraggio a dirlo, che stronzo!

E pensare che non gli ho mai risposto male, mai una lamentela, sempre sì signore. Sempre a testa bassa, davanti al capo…

Questa macchina che deve fare? Ecco, bye bye vecchio, non ti incazzare pure te, solo perché t’ho sorpassato!

Dai, accelera, accelera…

Arrivata in ufficio.

Subito un parcheggio! Almeno questo.

Borsa, chiavi, cellulare! A posto!  8.25, bene.

Corri, corri.

Oddio, le solite scale. Manca il respiro.

Diavolo, il portapranzo! Sarò costretta a mangiarmi un panino.

Via dall’ufficio. Di corsa.

Ahi, che storta, maledetti tacchi… prima o poi mi farò male sul serio su e giù per queste scale!

Che faccia che ha fatto Piero! Luca, un vigliacco!

E il capo… tutto rosso in viso!

Avrei voluto filmarli… la colpa non è mai stata mia!

Oggi, senza fiato. Fa caldo qui fuori.

La macchina…! Ma che… che…

“BETTA! BETTA!”



Manuela Capotombolo

Manuela Capotombolo

I personaggi che inventa sono essenziali come le tasche di certi pantaloni. In fin dei conti è solo una mamma che scarabocchia.

2 commenti

Leave a Comment

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.