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La verità secondo Mariangela Cutrone
In 26 Aprile 2026 da Redazione Seven BlogUn’intervista di Alexandra Romano a Mariangela Cutrone
Ci sono verità scomode che vengono taciute per lungo tempo perché celano crepe e fragilità difficili da accettare e gestire. La fine della storia d’amore tra Merida, giornalista e grande appassionata di musica e Orlando, affermato chitarrista rock, ha lasciato dietro di sé una scia di dubbi e questioni irrisolte. […] Come in un “effetto domino” una verità dopo l’altra verrà a galla.
La leggi e la respiri, questa storia come tante, che sembra pescata dalla vita vera, destini e personalità, vigliaccherie e noncuranza, e poi slanci di vita, come noi esseri umani sappiamo inscenare in questo magico teatro che sembra infinito ma dura un soffio. Alexandra Romano ha incontrato Mariangela Cutrone per parlare del suo romanzo, La verità non è figlia unica, edito PAV edizioni.

La verità non è figlia unica, copertina romanzo di Mariangela Cutrone
1. La scelta di dividere ogni capitolo secondo i differenti punti di vista dei tre personaggi principali è molto interessante. Aiuta il lettore a immergersi meglio nel libro e a riflettere sulla storia personale dei personaggi. Se il libro fosse stato scritto in maniera differente e il narratore fosse stato solamente uno, quale personaggio avresti scelto e perché?
Avrei scelto senza dubbio Flavio, perché narrare tutta la vicenda dal suo punto di vista potrebbe far emergere al meglio tutte le verità sulle quali la trama si basa e che danno vita a tanti colpi di scena e allusioni a un passato che si fatica a metabolizzare, ma che influenza ancora il presente di tutti e tre i personaggi. È un “passato fantasma” che, se da una parte impedisce di evolvere, dall’altra parte è foriero di spunti di riflessione ed energie creative preziose di cui cibarsi e rendere “alleate preziose”.
2. E infatti il narratore che racconta l’epilogo del libro è Flavio, che conquista sempre più importanza nel corso della lettura. Perché è proprio lui a concludere il libro e non Merida o Orlando, che al contrario lo aprono, essendo i narratori dei primi capitoli?
Flavio è un personaggio emblematico per l’evoluzione dal punto di vista umano e sentimentale di Merida e Orlando. Grazie a lui, la loro storia d’amore potrà superare quella fase di stallo e di attesa che Merida e Orlando vivono da sette anni a causa di incomprensioni, parole non dette e omissioni di verità che hanno contribuito a elevare un muro incontrastato tra loro. Nell’ultimo capitolo, inoltre, il lettore avrà modo di avere delucidazioni sul ruolo di Flavio, soprattutto nel passato di Merida. Credo che sia un finale inaspettato e nel quale vale la pena immergersi!
3. Il ruolo della verità nel corso del libro costituisce una parte fondamentale nelle storie dei vari personaggi che ci accompagnano durante la lettura. Ma cosa sarebbe successo se i protagonisti non avessero mai scoperto le loro rispettive verità?
Senza le verità che emergono durante la tournée dei Mani of Horror, Orlando e Merida si sarebbero sentiti incompleti come se mancasse loro un frammento emblematico e prezioso del proprio mosaico chiamato “vita”. Ci dimostrano quanto la verità sia preziosa e funzionale per condurre esistenze autentiche in piena coerenza con ciò che si è e ciò che si desidera davvero. Senza di esse è come vivere a metà e tradire una parte di sé che scalpita per essere espressa al meglio.
4. Torniamo a Flavio, che, come già suggerito, riveste un ruolo cruciale soprattutto nel proseguimento della lettura. Infatti, all’inizio può essere considerato un personaggio secondario, finché non viene approfondita la sua storia personale. In quel momento il lettore sente il bisogno di dargli maggiore importanza, che prende sempre più parte alla vicenda. Dunque, secondo la tua opinione, Flavio può essere considerato il vero protagonista del libro?
Sì, indubbiamente è Flavio il vero protagonista di questo romanzo, perché il suo ruolo è di fondamentale importanza e perché dietro la sua maschera di finta superficialità e da “uomo tutto d’un pezzo” si nasconde una personalità complessa e multisfaccettata, tutta da esplorare e che vale la pena conoscere, così come Merida si accorge e quando lo fa comincia a interagire con lui in maniera diversa rispetto al passato. Flavio ci dimostra che nulla è come sembra e che al di là del proprio ruolo sociale, dei filtri e delle maschere che si indossano per convenienza o perché alcune esperienze della vita ci hanno segnato c’è molto di più. E questa parte autentica è riservata solo a pochi, a chi sa scavare in profondità al di là della facciata, a chi crede nell’altro e nella sensibilità come punto di forza.
5. L’invidia è una caratteristica che domina alcune parti del racconto e che, in diversi punti, accompagna le anime dei personaggi per ragioni differenti. Credi che alla fine del libro tutti i personaggi si siano liberati completamente del peccato dell’invidia?
Credo proprio di sì, perché grazie prima di tutto all’accettazione di essa finalmente tutti e tre protagonisti si sentono liberi di essere sé stessi, di perdonarsi a vicenda e soprattutto di investire le proprie energie creative, (quelle che l’invidia assorbe tanto!) in qualcosa che è coerente coi propri sogni e desideri più autentici.
6. Il finale aperto del libro offre al lettore la possibilità di immaginare, lasciandolo libero di interpretare il destino dei protagonisti. Secondo la tua opinione, come proseguirebbe la storia? Quale sarebbe il destino amoroso dei personaggi?
Secondo me il destino dei personaggi sarebbe all’insegna del cambiamento e delle seconde possibilità da cogliere a pieno. Questa convivenza forzata, segnata dalla rivelazione di tante verità, li ha resi più umani e più maturi. Di certo, hanno imparato a essere più veritieri e a cogliere a pieno tutto quello che la vita ha in serbo per loro. Hanno soprattutto compreso che sopravvivere non fa per loro. Vogliono vivere davvero, anche se ciò comporta soffrire, non smettendo mai di lottare per ciò che per loro è importante come l’amore e i loro sogni non ordinari al di là dei ruoli sociali, delle convenzioni, delle aspettative e dei giudizi altrui e di quelli delle proprie famiglie di origine.
7. La storia d’amore tra Merida e Orlando è descritta, almeno nei flashback, come un amore sincero e puro, capace di suscitare in entrambi emozioni forti e profonde. Tuttavia, nel corso della lettura, muta continuamente tra rimandi al passato e imprevisti del presente. Quale pensi sia la ragione per cui, in realtà, l’amore tra i due non è destinato a durare per sempre?
L’amore tra Merida e Orlando non è destinato a durare per sempre perché le vere “anime elette” in questa storia sono altre. Per “anime elette” intendo quelle affini, quelle che non possono fare a meno di cercarsi e incontrarsi nonostante le distanze e le esperienze della vita. Sono legate da un filo rosso destinato a non spezzarsi mai. Leggendo La verità non è figlia unica capirete a chi mi riferisco!
Trovi il libro qui
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