Le opinioni superbe . SUPERBIA
Sette volte Moka sul piccolo schermo
In 11 Gennaio 2026 da Fabio MuzzioQuando si raccontano le prime nozioni di design si parte dalla considerazione che questo nasce dalla convergenza dell’innovazione tecnologica, della cultura e della creatività.
L’innovazione tecnologica è il materiale nuovo che, preso da produzioni industriali e utilizzi differenti, diventano oggetti: dalla plastica alla gomma poliuretanica, dal nylon all’acrilonitrile butadiene stirene (abs) e se vi state chiedendo che materiale sia posso farvi tre esempi: i mattoncini della Lego, la citroen mehari e il flauto dolce, croce e delizia degli anni delle medie.
Se la cultura è ciò che il creativo porta dentro nella sua idea, la cultura è quella che poi recepisce gli oggetti di design: dice nulla la poltrona Sacco resa celebre da Fracchia e Fantozzi? Oppure la sedia Thonet presente in tantissimi film; Totò, in Miseria e nobiltà, ci scrive le lettere per gli analfabeti del quartiere.
La creatività è ciò che scaturisce dall’intelletto, per dirla alla Platone da quello che non c’era a quello che c’è.
Bruno Munari scriveva in Artista e designer del 1971: «Il sogno dell’artista è comunque quello di arrivare al Museo, mentre il sogno del designer è quello di arrivare ai mercati rionali».
Oppure: «Un giorno sono andato in una fabbrica di calze per vedere se mi potevano fare una lampada. – Noi non facciamo lampade, signore. – Vedrete che le farete. E così fu.» Nasceva così l’idea della Lampada Falkland del 1964 della Dainese.
Giorgetto Giugiaro della Panda disse: «Ho sempre detto di aver disegnato un… frigorifero» e «Non pensate che sia stato semplice: è più difficile disegnare una Panda di una Ferrari»
Arriviamo però all’oggetto di questa OpinioneSuperba e alla Moka Bialetti, che si deve al genio di Alfonso Bialetti e al suo brevetto del 1933: guarda una lavatrice per ipotizzare il funzionamento, la moglie Ada per la silhouette che dovrà avere la macchinetta per il caffé; e i materiali?

Moka Bialetti del 1933, fonte bialetti.com
L’alluminio, un materiale “povero” ma efficace per la caffettiera mentre per il beccuccio e il manico sceglie un materiale leggero e resistente al calore, ottenuto dalla condensazione del fenolo e della formaldeide: la bachelite. L’innovazione tecnologica è il sistema di risalita dell’acqua con tanto di valvola e imbuto dove il caffé riceve l’acqua in risalita.
Nasceva la Moka della Bialetti, esposta anche alla Triennale Design Museum di Milano e al MoMA di New York.

Moka del 1933 esposta al Moma
La Moka, che portava una bevanda così diffusa nel nostro costume dal caffè pubblico al salotto di casa, diventava un oggetto alla portata di tutti e nelle case di tutti: l’omino con i baffi, seppur ne fosse provvisto anche Alfonso, è in realtà il primogenito Renato, che nel 1946 prende la guida dell’azienda e il fumettista Paul Campani lo rappresenta così; l’omino finisce sulle caffettiere e Carosello, con l’avvento della TV, aveva uno dei personaggi più conosciuti e ricordarti di quell’epoca.
L’azienda è stata rilevata dalla cinese UO Octagonnel 2025 ma il design e la storicità italiana rimangono intatti.
In questi anni Bialetti ha “declinato” la moka in diverse versioni ispirate a serie TV, per esempio Bridgerton, omaggiando i nostri Alpini, oppure lasciando alla creatività del disegno esterno al mondo della moda, come nel caso di Dolce e Gabbana.
Ma le serie tv che rapporto hanno con la moka? E la si intravede solo in produzioni italiane? Assolutamente no: ne ho rintracciate sette e ve le propongo qui sotto.
Il Commissario Montalbano, 1999-2021

IL Commissario Montalbano, locandina, fonte IMDB
Dal 1999, inizio della produzione (inizialmente su RAI2) a oggi non credo vi sia stata produzione televisiva italiana di maggiore successo. Le numerose repliche che periodicamente RAI1, che l’aveva subito portata nel proprio palinsesto al termine della prima stagione, propone de Il Commissario Montalbano lo testimoniano: i libri di Andrea Camilleri portati sul piccolo schermo sono diventati un successo internazionale con tanto di aggiunta del prequel e una versione più giovane del Commissario e interpretata da Michele Riondino; indubbio per tutti, però, resterà sempre Luca Zingaretti l’attore leggendario.
Quindici stagioni e trentasette episodi finiscono per non stancare mai, per l’alchimia, per la solidità dei personaggi, per le sfumature che ogni volta si possono cogliere. Di Salvo Montalbano vi ho parlato ormai anni fa per una (delle tantissime e possibili ricette) pasta alla norma cucinata da Beba, la moglie del “femminaro” e vice Mimì Augello. Ve ne ho parlato a proposito delle automobili di alcuni degli investigatori della nostra TV e la Tipo (in realtà due modelli diversi) rappresentano uno degli elementi più riconoscibili del Capo del Commissariato di Vigata; ma non solo, quando vi ho raccontato un altro grande Commissario che dalla carta è approdato alla tv (e un pezzetto di cinema) e ha tenuto incollati fan ovunque nel mondo vi ho detto, cosa arcinota, di quanto Camilleri amasse Maigret e le ricostruzioni dei diversi casi che ne fa George Simenon.
La Moka è presente diverse volte nella sceneggiatura, tuttavia l’ho ripresa dall’episodio Come voleva la prassi, il numero trenta rilasciato nel 2017, dove il confronto personale, tema forte e costante della narrazione, è questa volte con il giudice in pensione Leonardo Attard, ossessionato dagli errori che può aver commesso durante la sua carriera e su un caso in particolare.

Il Commissario Montalbano, episodio Come voleva la prassi (Fonte YouTube)
Proprio qui compare la Moka: Montalbano è incuriosito da un signore anziano, distinto e con un Fedora bianco, che tutte le mattine passeggia sulla spiaggia passando sotto il terrazzo della sua casa di Marinella. Dalla curiosità all’invito, dall’invito alle quattro chiacchiere, dal desiderio di conoscere l’animo di un uomo così tormentato al suggerimento per risolvere l’efferato caso che si trova ad affrontare.
The Americans, 2013-2018

The Americans locandina, fonte imdb.com
Le diverse ricette che sono presenti in The Americans mi hanno dato l’opportunità di raccontavi tanti aspetti e la contestualizzazione storica e geopolitica in cui si svolgono le vidende di questa serie di sei stagioni e 75 episodi iniziata nel 2013 e conclusa nel 2018.
Ambientata negli anni Ottanta racconta la presenza sotto copertura di due agenti del KGB inseriti nella struttura del Direttorato S: Philipp ed Elisabeth Jennings (Matthew Rhys e Keri Russell). Sopra vi ho linkato la prima ricetta con cui potrete non solo ricostruire questa serie ma ottenere suggerimenti su piatti e cocktail.

The Americans, episodio Contagio – Experimental Prototype City of Tomorrow (Fonte YouTube)
E la Moka? Compare nel terzo episodio Contagio – Experimental Prototype City of Tomorrow del 2016 quando Philipp ed Elisabeth consegnano a Gabriel Petrovich Beloszoksy (Frank Langella), il capo della cellula di Washington una fiala contente un’arma batteriologica di una laboratorio statunitense che sono riusciti a ottenere con il loro lavoro di infiltarti. La nostra caffettiera si trova sul tavolo di una casa minimal e che somiglia moltissimo a quelle viste rappresentate quando si parla di Unione Sovietica.
War of the Worlds, 2019-2022

War of the Worlds, locandina, fonte IMDB
La guerra dei mondi è un libro di Herbert George Wells del 1897, uscito tra l’aprile e il dicembre in nove puntate sul Pearson’s Magazine in edicola dal 1896 al 1939 nell’edizione inglese.
Ne ho parlato in occasione di una ricetta: il Pad Thai, per cui mi concentro sull’oggetto e non sulla trama: Sofia e Jonathan, una francese e un inglese si incrociano a Parigi per sfuggire agli alieni dopo il loro arrivo devastante e decidono di incamminarsi per un tratto di strada tutto a piedi; Sofia per raggiungere il figlio nei dintorni della natia Amiens, Jonathan per arrivare a Calais e raggiungere a Londra la famiglia. Arrivati a casa, oltre al figlio Sacha, Sofia ritrova il fratello Noah. Non aggiungo altro per non svelare quale segreto li leghi e troviamo nel secondo episodio della prima stagione Sopravvivere una moka con la quale Noah prepara il caffé.

War of the Worlds, episodio Sopravvivere (Fonte YouTube)
Nella serie compare un’altra volta, sempre nella prima stagione ma questa volta nel settimo episodio Ipotesi: ancora Sofia, che ha raggiunto la sorella Catherine Durand nella stazione di studi astronomici sulle Alpi orientali: vediamo Sofia bere il caffé.

War of the Worlds, episodio Ipotesi (Fonte YouTube)
Imma Tataranni Sostituto procuratore, 2019-

Imma Tataranni – Sostituo procuratore, locandina, fonte IMDB
I romanzi di Mariolina Venezi nel 2019 sono diventati una trasposizione sul piccolo schermo: Imma Tataranni, il Sostituto procuratore di Matera è diventata una serie di successo suddivisa in quattro stagione, anche se in realtà è stata la quarta a essere spezzata per la messa in onda. In 22 episodi, si preannuncia l’uscita dell’ultima mentre scrivo, abbiamo conosciuto una donna tutta di un pezzo, definita la Marescialla.
A interpretarla è stata chiamata Vanessa Scalera (e non è mistero che non corra buon sangue con l’autrice del personaggio) e vi ho raccontato molto della produzione quando avevo preparato un viaggio tra le auto degli investigatori (già citato e lo sarà ancora più sotto).

Imma Tataranni – Sostituto procuratore, ep. Liberaci dal male (Fonte YouTube)
La Moka compare durante una colazione tra Pietro e e Valentina, marito e figlia della magistrata ed è tratta dal secondo episodio della terza stagione, Liberaci del male.
Makàri, 2021-

Makàri, locandina, fonte IMDB
Makàri mentre scrivo è giunta alla quarta stagione e a quindici episodi complessivi: il finale e il successo fanno intuire che le avventure dello scrittore Saverio Lamanna e tratte dai libri di Gaetano Savatteri sono destinate a proseguire.
Di questa produzione, che ha fatto conoscere questa frazione di San Vito Lo Capo e la sua spiaggia meravigliosa, ve l’avevo raccontata quando avevo raccontato le sette automobili degli investigatori italiani della TV, perché Lamanna guida una Citroën Méhari. Aggiungo, qualche particolarità della quarta stagione, dove compare una presunta figlia avuta in una relazione di quindici anni prima: il personaggio di Arianna porta alla riflessione della paternità mai avuta e scoperta tardi, a un rapporto da costruire e al buonismo dei sentimenti che pervade troppo spesso la nostra fiction: quattro episodi gradevoli, ci mancherebbe, nelle quale il “pepe” è la contesa tra due amori, quello per Suleima e Michela. In fondo, a funzionare, è sempre la coppia tra Salvatore e Piccionello, il tuttofare, amico e aiutante dalle improbabili magliette e le rituali infradito.

Makàri, episodio Ferragosto è capo d’inverno (Fonte YouTube)
Veniamo alla Moka, che compare nel primo episodio della per ora ultima stagione mandata in onda: Ferragosto è capo d’inverno; la “nostra” compare sulla tavola di una colazione che Piccionello ha preparato per Salvatore.
Entrevías, 2022-2024

Entrevías, locandina, fonte IMDB
Il quartiere di Entrevías di Madrid si chiama così perché chiuso dai binari: la serie tv omonima si avvale di trenta episodi in quattro stagioni e racconta quel piccolo mondo tra spagnoli e immigrati, in un mondo che sta cambiando. Entrevías è luogo di criminalità con bande che cercano di controllare il territorio con la polizia che indaga ma talvolta è corrotta.
Della serie ve ne avevo parlato in occasione di una ricetta povera, un aperitivo che viene servito anche al bar La Muralla: i torreznos. Un bar che esiste anche nella realtà e uno dei luoghi dove si incrociano i personaggi, a partire da Tirso Abantos, il protagonista su cui ruota la storia.
Se volete un racconto un po’ più completo, sapete che per scelta tendo a non spoilerare, non esitate a cliccare sulla ricetta.
Arriviamo alla nostra Moka, anche se ho la sensazione che non sia originale, mettiamo che potrebbe essere uno degli esampi di versione simile che è stata realizzata: la ritroviamo in due episodi, il quarto e il quinto della quarta e ultima stagione che per la versione italiana non sono stati tradotti ma in originale sono Pactar con el diablo e Mudanzas.
Will Trent, 2023-
Will Trent ha per ora collezionato quarantuno episodi e tre stagioni che promettono di proseguire e raccontarci ancora le indagini ispirate dai romanzi di Karin Slaughter e che dal 2023 dell’agente speciale del GBI (Georgia Bureau of Investigation) interpretato da Ramón Rodríguez.
Di lui vi ho già parlato in occasione di due ricette, quella della Peach Cobbler e del pane alle banane, che vi daranno la possibilità di conoscere meglio una produzione dal successo meritato.
La nostra caffettiera compare due volte e in due stagioni differenti: nell’episodio nove della seconda, Residente o Visitante e nel primo della terza, Me Llamo Will Trent, quelli nei quali il protagonista sta ricercando le proprie origini e inizia a ricostruire il proprio passato, già molto doloroso per essere cresciuto in orfanotrofio e in famiglie affidatarie non troppo affettuose.

Will Trent, episodio Residente o Visitante (Fonte YouTube)

Will Trent, episodio Me Llamo Will Trent (Fonte YouTube)
Nel primo vediamo Will versare il caffè nella sua casa di Atlanta allo zio Antonio Miranda, nel secondo nella sua dimora a Puerto Rico (Paese anche dell’attore Ramón Rodríguez): è un po’ sfocata ma la si intuisce in basso a destra.
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