Truman Capote

Irving Penn, Truman Capote nel 1948

È stato soprattutto Irving Penn a segnarne inesorabilmente il tempo. L’ha fotografato dalla fine degli anni ’40 a poco prima della morte. Trent’anni di Truman Capote, trent’anni di scrittore, giocando con quel voyeurismo di cui lui stesso era stato accusato e che si lasciava compiere addosso attraverso gli scatti che hanno mostrato il percorso della sua malattia. Giocando con una certa indubbia vanità, anzi, con un narcisismo piuttosto plateale. Ma come biasimarlo: gli scrittori sono sempre un metro sopra gli altri, e da lì osservano, giudicano, fanno congetture, e creano. In quasi sessant’anni lascia alcuni capolavori, che verranno considerati dalla critica “classici della letteratura americana“. Truman Capote viene canonizzato, anche lui, e non a torto. Soprattutto perché in quel suo ultimo romanzo, il true crime A sangue freddo (In cold Blood, 1966), ci mette tutto se stesso, è deciso a dare una svolta alla sua arte, ad addentrarsi di più nel dolore, nel mostro. E chi lo sa se davvero si innamora di uno dei protagonisti assassini, Perry Edward Smith. E chi lo sa se davvero sceglie di scrivere il suo capolavoro invece di salvare Smith dalla pena di morte. In fondo l’arte rimane oltre le nostre esistenze, e lo stesso Capote, una volta terminato quel suo ultimo vero romanzo, lo suggerisce: Si versano più lacrime per le preghiere esaudite che per quelle non accolte. (Preghiere esaudite, pubblicato postumo, 1986).

Irving Penn, Truman Capote nel 1965

Il vero coccodrillo

Irving Penn, Truman Capote negli anni ’80

Muore oggi, sabato 25 agosto 1984, a poco più da un mese dal suo sessantesimo compleanno, lo scrittore, sceneggiatore, drammaturgo e attore statunitense Truman Streckfus Persons, in arte Truman Capote. Era malato da tempo di cirrosi epatica, e al momento della morte si trovava a Bel Air, ospite dell’amica Joanne Carson. Lascia capolavori della letteratura americana come Colazione da TiffanyAltre voci, altre stanze e il true crime A sangue freddo. Rimane invece inconcluso il romanzo ispirato al jet set newyorkese, che gli è costato l’amicizia con molti dei suoi fedeli di un tempo, Preghiere esaudite. Uno dei quotidiani minori di New York, pochi mesi fa, riportando un’intervista allo scrittore, titolava “Sono un alcolizzato. Sono un tossicomane. Sono un omosessuale. Sono un genio”. 

Il corpo verrà cremato e le ceneri saranno divise, per volontà dello scrittore, tra l’amica Joanne Carson e il compagno Jack Dunphy.


Il Viaggiatore

Il Viaggiatore

Viene da Kepler 452 e racconta storie di un nostalgico passato. Passionale, scrupoloso, missione: giornalismo. Casa alternativa: Seven Blog.

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