Un amore di bambino

 

«Ciccio, li hai finiti?»

«Finiti cosa?»

«I compiti.»

«Ancora questa storia?»

«Sono preoccupata.»

«Preoccupati di preparami da mangiare qualcosa di meno schifoso del solito.»

«Ma amore, se non farai i compiti, ripeterai anche quest’anno!»

«Allora te lo spiego di nuovo» disse Ciccio parlando lentamente, sillabando le parole, guardando negli occhi la madre con quell’inquietante sguardo senza battimenti di palpebre «Io ho già fatto tutti i compiti di quest’anno e tutti quelli del prossimo anno e tutti gli stramaledetti compiti dei prossimi cento anni e tu non mi devi più rompere chiedendomelo. Mai più. Hai capito? Mai più!»

Ciccio si allungò sul divano fino ad appoggiare i piedi sul tavolino davanti a lui. Dalle nauseabonde scarpe di ginnastica, calzate slacciate, si staccarono pezzetti di terra che si spalmarono sul candido centrino, ricamato al tombolo, lasciato in eredità dalla nonna. Bevve al collo dalla bottiglietta di birra, ruttò, l’appoggiò malamente facendo fuoriuscire un poco della bevanda che macchiò, una volta di più, il martoriato tappeto. Poi sintonizzò la tivù sul canale che trasmetteva il grande fratello.

Era così preso dal voyeuristico interesse per le banalità proferite dagli ospiti della casa, che non si accorse della mamma che, dopo essersi allontanata, era ritornata impugnando un grosso coltellaccio.

 

 

venisti al mondo,

in un giorno di festa –

eri un amore

 

 



Giovanni Odino

Giovanni Odino

Pilota di elicotteri in pensione, spigolatore errante in campi reali o immaginari della vita, dipinge e scrive storie, poesie, haiku e favole.

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