Una bugia tira l’altra al Martinitt



INTERNO A CINQUE STELLE, BUGIE DI LUSSO

Il cast di Una bugia tira l’altra

Non esiste miglior scenografia di un interno casa. Come se fra quattro mura la vita vera si sviluppasse prendendo una piega sempre più intima, giù, in profondità, fino allo svelamento dei misteri dell’animo umano. Se poi l’interno è quello di una suite cinque stelle, allora si è anche legittimati a voler svelare gli altarini più segreti di tutti noi.

E in quell’interno a scandire i tempi sono una finestra dalla quale si esce e si entra per evitare scomodi incontri – e che interrompe le azioni condizionandole -, e un armadio dove nascondere i segreti riprendendo così il meccanismo collaudato e sempre divertente che la commedia all’italiana ci ha tramandato.

Una bugia tira l’altra, commedia nata dalla penna di Ray Cooney, in scena al Teatro Martinitt di Milano fino al 13 ottobre 2019, è un vero e proprio climax.

A partire dai personaggi, che si svelano e trionfano nella propria originalità e comicità pian piano.

E così l’Onorevole che ha cambiato tre Partiti ed è approdato al Movimento 5 Stelle senza troppa convinzione è inizialmente lo stereotipo dell’uomo medio italiano (e recita all’amante frasi da manuale come: “Sei la prima con cui tradisco mia moglie” oppure: “Lo faccio solo per il tuo bene”), e pur di non perdere la propria posizione privilegiata si arrampica su bugie sempre più articolate fino a negare di essere un bugiardo.

Il timido portaborse Giorgio, che entra quasi in punta di piedi nella vicenda, e in punta di piedi vorrebbe anche immediatamente uscirne, è il vero personaggio che funge da protagonista della politica (e della vita?): sempre laterale, sempre osservatore, fa lui il lavoro sporco, anche quando si tratta di andare a letto con la moglie dell’onorevole, e cambia all’occorrenza identità perché tanto nessuno riconosce il suo volto.

Il climax vive anche nelle vicende, iniziate con un classicone – un tradimento extraconiugale piuttosto maldestro – e sviluppate con una tradimento tout court: il tradimento al popolo, al Partito, alle regole dell’albergo, alla propria indole…

Mentre si consuma una probabile crisi alla Camera, una serie di altrettante crisi da risolvere, tra bugie e sotterfugi, vanno in scena nella suite 648. Alla segretaria di Renzi invaghita dell’Onorevole Cinque Stelle, in un rapporto apparentemente assurdo a livello politico, si contrappone la signora Di Mitri, che sembra ingenua ma è pronta a cogliere le occasioni. C’è poi il cameriere cinese, che ricorda per parlata e movenze il Ciu Ci Ciao di Tomas Miliam, ed è il più furbo a saper cogliere le opportunità di guadagno. Il che è un paradosso, se pensiamo che è l’unico che si comporta da vero politico!

Completano la scena il marito tradito (non vi ricorda l’elettore italiano?), che controlla ma viene mandato ovunque venendo gabbato ogni volta; la direttrice dell’hotel che propugna la morale e la serietà e che dovrebbe essere la garante del buon funzionamento del tutto (ma non disdegnerebbe una notte con l’Onorevole) e l’infermiera che ha un segreto. A chiudere, il “cadavere”, colui che scatena tutti i giochi e che saprà complicare tutta la vicenda.

Nella rappresentazione dei vizi capitali, in cui la chiamata in causa degli inciuci politici è fin troppo facile, gli uomini e le donne della nostra società sanno giocare con parole e occasioni per non cadere mai. Ma anche per farci divertire come pazzi.

Una bugia tira l’altra è tratto dalla commedia di Ray Cooney e diretto da Matteo Vacca. Con Matteo Vacca (Giorgio Franchetti), Marco Morandi (marito tradito/cameriere cinese), Manuela Bisanti (segretaria di Matteo Renzi), Marco Fiorini (onorevole De Mitri), Giancarlo Porcari (cadavere/detective privato), Valeria Sandulli (infermiera), Annalisa Amodio (moglie di De Mitri) e Veronica Pinelli (direttrice Grand Hotel)). Produzione Politeama. Aiuto regia Laura De Angelis, adattamento Matteo Vacca, Traduzione Maria Teresa Petruzzi, Fonica e Luci Gianmarco Cacciani, Scene Giovanni Di Mascolo.

Info: Teatro Martinitt, un teatro entusiasta, che crede davvero nei nuovi talenti di casa nostra. Via R. Pitter, 58 – Milano; info@teatromartinitt.it; 02 – 36580010

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Debora Borgognoni

Debora Borgognoni

Non si è ancora del tutto abituata a ossigeno e forza di gravità, ma non demorde. Morbosamente polemica, reagisce male agli sgrammaticati.

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