Vasco e il racconto di una sera di pioggia

Cammino per strada in questa città stranamente deserta, e ad ogni passo canto un verso di canzone. Mi vengono in mente le donne di Vasco Rossi. Le donne in senso figurato, come incarnazione della figura femminile. La prima è Sally. È automatico pensare a questa donna che, come me, non si accorge del sole che viene mangiato dai palazzi e delle strade che si fanno buie improvvisamente. Ed ecco la voce di Vasco.

Sally cammina per la strada senza nemmeno guardare per terra, Sally è una donna che non ha più voglia di fare la guerra. Sally ha patito troppo, Sally ha già visto che cosa ti può crollare addosso, Sally è già stata punita per ogni sua distrazione o debolezza, per ogni candida carezza data per non sentire l’amarezza.

Sally la disillusa, Sally la donna che ha vissuto di un’effimera lussuria, che ha visto il mondo per com’è, che non ha emozioni. Me la immagino mentre cammina sui ciottoli di una città che non la vede, che non si accorge di lei, seppure man mano che la canzone continua, lei cresce.

Sally cammina per la strada sicura senza pensare a niente; ormai guarda la gente con aria indifferente. Sono lontani quei momenti quando uno sguardo provocava turbamenti, quando la vita era più facile e si potevano mangiare anche le fragole. Perché la vita è un brivido che vola via, è tutto un equilibrio sopra la follia. Sopra la follia.

E mentre davvero i lampioni si accendono, mentre davvero qui fuori piove e «tutta la gente corre a casa davanti ai televisori», penso all’uomo dietro a quella finestra, una a caso tra le tante che si affacciano curiose su questa strada, che osserva le gocce di pioggia nuova e che distrattamente mi guarda camminare.

Anche lui è disilluso come Sally. Ma è più cinico, è più arrabbiato. Forse perché è ancora innamorato e non lo sa. Innamorato della vita, non dell’amore, non della donna, ma di questo mondo che cambia con un solo acquazzone e poi torna uguale. Canticchio Stupendo.

È nei ritagli ormai del tempo che penso a quando tu eri qui, era difficile ricordo bene ma era fantastico provarci insieme. Ed ora che non mi consolo guardando una fotografia mi rendo conto che il tempo vola e che la vita poi è una sola…

Lei è una scusa per pensare. I ricordi sono sbiaditi. Ma man mano tornano. Guarda Sally camminare e pensa a lei.

E mi ricordo chi voleva al potere la fantasia. Erano giorni di grandi sogni, sai, erano vere anche le utopie. Ma non ricordo se chi c’era aveva queste queste facce qui: non mi dire che è proprio così, non mi dire che son quelli lì!

Forse lui preferisce ricordarla ragazza. Si versa un po’ di whisky liscio in un tumbler old fashioned, le pareti del suo corpo bruciano di quelle piccole particelle di rassicurante veleno. E lei si trasforma in quel desiderio non consumato. In quella sensazione durata poco, lo spazio di una luna, di un Quanti anni hai.

Quanti anni hai stasera? Quanti me ne dai bambina? Quanti non ne vuoi più dire? Forse non li vuoi capire. Ti ho pensato, sai, stasera. Ti ho pensato; poi, la sfiga! Mi ha telefonato lei per prima. Non ho saputo dir di no, lo sai che storia c’era. Dopo dove vai stasera? Sai che non lo so, bambina. Certo che però non sei la prima, e di certo, no, non sei la più serena…

Ha telefonato l’altra, quella cui non si può dire di no. Quella Brava, quella che sembrava «nata per fare l’amore».

Ti sei accorta di me quasi per caso, quasi per caso hai deciso poi di commettere un piccolo peccato. E quando sei riuscita a farmi cadere con la tua logica di calze nere ti sei voluta prender gioco di me, ti sei voluta divertire. Ed hai voluto vedere fino a che punto potevi arrivare, fino a che punto mi potevi umiliare, fino a che punto mi avresti potuto anche cambiare. E sei riuscita a farmi credere che tu fossi pulita, mentre in realtà giocavi solamente. Spero che ti sia divertita.

Lui non c’è più, la finestra è rimasta chiusa e le gocce di pioggia sono solo mie. Lascio al buio di questa città, alla «notte che non è più sicura e nemmeno più sincera» le quattro storie che sono nate in un istante.

Domani è il sessantaquattresimo compleanno di Vasco. Auguri Komandante!

… Stupendo – album Gli Spari Sopra, 1993, EMI 

Vasco Rossi – Stupendo (testo)

Quanti anni hai – album Canzoni Per Me, 1998, EMI

Vasco Rossi – Quanti Anni Hai

Sally – album Nessun Pericolo…Per Te, 1996, EMI

Vasco Rossi – Sally

Brava – album Siamo Solo Noi, 1981, Targa Italiana, TAL 1004

VASCO ROSSI – BRAVA

Debora Borgognoni

Debora Borgognoni

Non si è ancora del tutto abituata a ossigeno e forza di gravità, ma non demorde. Morbosamente polemica, reagisce male agli sgrammaticati.

Leave a Comment

Copy Protected by Chetan's WP-Copyprotect.