GOLA . RicetteColte
L’Harvey Wallbanger di Sandra ed Elisabeth
In 27 Agosto 2025 da Fabio MuzzioSandra: Galliano? Ha un suono così europeo… mi piace questo: è il mio amante italiano Galliano.
Sandra quando Elisabeth le elenca gli ingredienti del cocktail

The Americans, ep. Guerra segreta (Fonte YouTube)
The Americans è una serie strutturata su sei stagioni e 75 episodi: iniziata nel 2013 sì è conclusa nel 2018.
Ambientata negli anni Ottanta si sviluppa nel corso dei due mandati di Ronald Reagan, il 40° Presidente degli Stati Uniti, in carica dal 1981 al 1989 (mentre in U.R.S.S. si succedono Leoníd Il’íč Bréžnev, Jurij Vladimirovič Andropov, Konstantin Ustinovič Černenko e Michail Gorbačëv. Sono gli anni che portano alla fine della Guerra fredda, alla caduta del Muro di Berlino, il pontificato di Karol Woytila e alla conclusione dopo due anni di quello che Eric J. Hobsbawm definirà Il secolo breve. Il decennio dell’edonismo è stato difficile, contrassegnato da aspro confronto, della guerra in Afghanistan e dai conseguenti boicottaggi olimpici ma anche di grandi speranze poi disattese se non del tutto almeno in parte.
Philipp ed Elisabeth Jennings (Matthew Rhys e Keri Russell) sono imprenditori nel settore del turismo con un’agenzia di viaggi, la Dupont Circle Travel, e la coppia perfetta che abita a Washington D.C.: due figli, Page e Henry, casa con giardino, due automobili. Ma questo è solo in apparenza: Misha e Nadezhda, come si chiamano in realtà, sono due spie del KGB inserite nel programma Direttorato S e agiscono per recuperare informazioni, arruolare e “convertire” alla causa sovietica i cittadini statunitensi operanti in luoghi sensibili, ottenere documenti, sventare operazioni della CIA o eliminare chi si mette sulla loro strada. Idealisti e senza scrupoli, votati alla causa senza limiti di azione, passano da un omicidio a una prestazione sessuale per arrivare a compiere la missione ricevuta. E così attraverso i travestimenti entrano in azione fingendosi di volta in volta chi non sono, come parte di una fitta rete di agenti che fanno capo alla Residentura, l’ambasciata sovietica nella capitale USA.

The Americans, ep. Guerra segreta (Fonte YouTube)

The Americans, ep. Guerra segreta (Fonte YouTube)
Il tutto si complica quando Stan e Sandra Beeman (Noah Emmerich e Susan Misner) insieme al figlio Matthew diventano i nuovi vicini di casa: Stan è, infatti, un agente dell’FBI impegnato nel controspionaggio. L’amicizia che nasce porta le due coppie a frequentarsi e a cenare spesso raccontandosi vite che non corrispondono sempre al vero, anche se non mancano sospetti soprattutto all’inizio da parte di Stan, il cui fiuto investigativo è davvero notevole.

The Americans, ep. Guerra segreta (Fonte YouTube)
Il numero di personaggi che si muovono, dai diversi agenti delle due parti che si confrontano, dai vertici ai dipendenti della Residentura e dell’FBI, fino alle “vittime” che vengono sedotte, ricattate, rapite, torturate o uccise porterebbe a un racconto davvero lungo e che finirebbe per spolirare troppo. Cito solo Nina Sergeevna Krilova (Annet Mahendru), perché risulta essere una coprotagonista.
Questo post è il primo di sei ricette che ho trovato all’interno della produzione che, se siete appassionati del genere, non potrà che coinvolgervi e tenervi attaccati un episodio dopo l’altro: c’è azione ma anche personaggi ben costruiti. La ricostruzione degli eventi realmente accaduti, dall’attentato a Reagan alle lotte interne per ostacolare Gorbačëv è precisa insieme a canzoni, film e prodotti di quel decennio che aiutano a contestualizzare l’anno.

The Americans, ep. Guerra segreta (Fonte YouTube)
Le coppie non attraversano sempre momenti felici e se Philipp ed Elisabeth vivono tra alti e bassi un matrimonio deciso dal KGB ma nel tempo si trasforma in amore seppur contrastato, tra Stan e Sandra le cose non vanno bene dopo il periodo in cui l’agente dell’FBI è stato un infiltrato in un gruppo neonazista rendendolo chiuso e silenzioso.
Una sera Elisabeth e Sandra si concedono un’uscita tra amiche: tra confidenze e confronto sulla vita e gli amori vissuti spunta un cocktail: l’Harvey Wallbanger, che ha un ingrediente caratterizzante: il liquore Galliano.
Come anticipato, le altre ricette daranno modo di aggiungere qualche particolare in più soprattutto per “intrigare” chi non avesse mai visto The Americans.
Intanto iniziamo da questo, tratto dall’episodio undici della prima stagione: Guerra segreta (Covert War).

The Americans, ep. Guerra segreta (Fonte YouTube)
INGREDIENTI PER IL COCKTAIL
- Vodka 4,5 cl
- Succo di arancia 9 cl
- Galliano 1,5 cl
- Fetta di arancia
- Ciliegia al maraschino
- Ghiaccio
PROCEDIMENTO
In un bicchiere “highball” versa qualche cubetto di ghiaccio, la vodka e il succo di arancia.
Mescola con un cucchiaio da cocktail e aggiungi solo adesso il Galliano; guarnisci con una fetta di arancio e una ciliegia al maraschino.
Come sempre due buoni consigli: intanto bere responsabilmente e sempre in compagnia, quindi raddoppia la dose.
Quindi al via le confidenze ma non posso certificare l’autenticità di chi parla con te.

The Americans, ep. Guerra segreta (Fonte YouTube)
COME NASCE UN COCKTAIL
L’Harvey Wallbanger come i cocktail famosi si porta dietro il mistero della sua invenzione: chi dice grazie begli anni Cinquanta prendendo il nome da un surfista, chi da un conosciuto bartender nel decennio successivo rielaborando una ricetta già esistente. Compare ufficialmente nel 1969 in concomitanza con la diffusione del brand Galliano negli U.S.A.. Di Galliano vi parlo qualche riga più sotto ma di certo questo cocktail tra un coniglio mascotte e il guidatore ubriaco a testimonianza di quanta sia alta la gradazione deriva dallo Screwdriver, a cui manca proprio il liquore inventato in Italia e che abbiamo visto bere a Ordell Robbie in Jackie Brown.
IL GALLIANO, IL LIQUORE ISPIRATO A UN TENENTE COLONNELLO
L’invenzione del Liquore Galliano risale al 1896 e la si deve a un produttore livornese: Antonio Vaccari.
Vaccari contatta la Maraschi (Maraschi & Quirici), che produce vini aromatici e vermouth in Piemonte e viene creata la ricetta per un liquore particolare e molto dolce: nasce dalla distillazione di diverse erbe, tra cui anice, ginepro, menta piperita, cabìnnella, lavanda, vaniglia e liquirizia, molte delle quali si trovano proprio ai piedi delle Alpi.

Manifesto pubblicitario del 1900.
Con i suoi oltre 42 gradi non è certo ingrediente per cocktail leggeri: se poi unito alla vodka la miscela non è certo per tutti e tutte, seppur vediamo Elisabeth e Sandra non subire troppo le conseguenze, seppur quest’ultima si lascia andare a confidenze interessanti.
La Vaccari produce altri distillati, tra cui l’amaro Salus e la Crema cioccolato gianduia, il liquore Cavallotti, la Supermenta, l’Anisetta di Bordeaux e il Ponce al Mandarino ma il Liquore Galliano rimane il pù diffuso.
Le aziende nel corso della loro vita si trasformano e cambiano proprietà e in questo caso, seppur la produzione del liquore sia ancora alla Maraschi & Quirici) che conservano i preziosi alambicchi, la Vaccari di Livorno ha ceduto il marchio alla Rémy Cointreau che nel 2006 lo ha venduto all’olandese Lucas Bols B.V.
Se il nome del liquore la si deve alla celebrazione del Tenente Colonello Giuseppe Galliano (tra poco un piccolo riassunto su di lui) per quanto riguarda la bottiglia, invece, l’ispirazione deriva dalla forma delle colonne, alte e slanciate, dei templi dell’antica Roma.
IL TENENTE GIUSEPPE GALLIANO

Giuseppe Galliano (Fonte Wikipedia)
Il liquore della Vaccari esce dagli alambicchi proprio nell’anno in cui il Tenente Colonnello Giuseppe Galliano muore nella battaglia di Adua, una delle battaglie storiche del primo tentativo dell’Italia di diventare (o tornare a essere in versione leggermente più contenuta) un Impero. L’unificazione italiana aveva riportato, tra pregi, difetti e casse non certo floride, tra i principali attori della politica internazionale seppur non paragonabile ad altre potenze. Tuttavia la necessità anche strategica di acquisire territori anche in Africa ci ha portato a conquistare o tentare di farlo Paesi come la Libia, Eritrea ed Etiopia (o Abissinia per ricordare il vecchio nome).
Giuseppe Galliano (1846-1896), cuneese di Vicoforte, figura eroica e stratega militare, sicuramente eroico al pari degli uomini che guidava viene ricordato per la sua presenza in operazioni belliche ma, soprattutto, per due eventi: la difesa del forte di Macallé dall’assedio durato due mesi tra la fine del 1895 e l’inizio del 1896 da parte delle truppe di Menelik II e conclusasi con un trattato di pace e per la battaglia di Adua, sempre nel 1896, dove è caduto in battaglia il 1° marzo nell’estremo tentativo di fermare l’esercito di Menelik II.
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