ACCIDIA . Monológos
L’amore da quarantenni
In 20 Aprile 2026 da Fabio MuzzioI quarant’anni sono davvero l’età spartiacque, quella che volenti o meno conducono ai primi veri bilanci, a iniziare a prendere in considerazione gli errori e a rivedere le prospettive sul proprio futuro. Teoricamente introducono in quella fase di maturità e fase discendente della vita, nella quale la saggezza dovrebbe iniziare a essere la migliore consigliera.
Se ripenso ai monologhi legati ai quarant’anni non ho trovato solo quello sotto forma di lettera di Diana che vi propongo in questo post ma ricondo anche “Baygon” uno degli amici convocati per incontrare le ragazze conosciute a Rimini in una vacanza che aveva segnato tutti loro nel 1980: sto parlando di Da zero a dieci di Luciano Ligabue. Se lì Baygon lamentava l’assoluto disinteresse nei confronti della sua generazione (allora in quell’età) con il fulminante “A Rimini il sole tramonta sulle case“, vi porto invece alla visione femminile tratta da Younger, che mi ha offerto anche alcune ricette interessanti.
Diana Trout, single non per scelta ma non disperata per questo, incontra Enzo De Salvo, dopo alcune relazioni deludenti: idraulico di origini italiane rappresenta l’opposto di quello che è lei, direttrice marketing di una casa editrice, un po’ snob e amante di ambienti colti e raffinati sicuramente lontani, per così dire, da un contesto familiare rumoroso e “alla buona”, come abbiamo visto quando cerca di preparare il sugo di anguilla in una sorta di presentazione ufficiale foriera di una iniziale fuga e ripensamento del rapporto.
Quando Diana “rompe” quindi con Enzo, per paura di una relazione con un uomo che non rappresenta il suo ideale, seppur, a onor del vero stiamo parlando di un imprenditore, sì operativo tra spurghi e impianti, ma pur sempre ricco con casa a Manhattan, riflette sulle aspettative ed esperienze maturate nella sua vita fino a quel momento e si risponde, alla fine, su chi potrebbe donarle quell’equilibrio sempre ricercato magari non in modo razionale. E così, per riconciliarsi e chiedere perdono a Enzo, Diana sceglie una lettera pubblicata sul New York Times: le sue parole riassumono bene ciò che è stato, cosa è e, alla fine, cosa si si sceglie per il futuro.
Penso ai sogni che fai da piccolo, quelli che riponi in una valigia che porti al college e che magari riapri nel tuo primo appartamento, chi incontrerai, dove lavorerai, di chi ti nnamorerai… e quando tutto ti sembra già scritto… allora la vita ti soprende: una grande immaginazione osa più di quanto avrei osato io solo un anno fa, che attraversavo i quarant’anni aggrappata a vecchie convinzioni.
E se le vecchie convinzioni devono essere archiviate il momento che si prospetta da poter cogliere ti dona quel che cercavi…
La vita ti dà più di quanto immagini, magari non nella forma in cui te l’aspettavi…
Il monologo è tratto dall’episodio Flush Whit Love – Scarico con amore, secondo della sesta stagione.
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