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La sacralità del ‘ndruppeche
In 30 Settembre 2026 da Fabio MuzzioTommaso: Allora, l’intruppata ci penso io, la mischio io l’intruppata: tu non ti devi preoccupare di niente. Domani non vieni al lavoro e ferie pagate. Va bene ferie pagate?
Ivano: Uè, amico mio, un po’ di rispetto si chiama ‘ndruppeche: va girato ogni quindici minuti se no si attacca e se si attacca mo t’attacco a te… te lascio le chiavi sotto ‘o zerbino e domani la giornata me la paghi doppia.
Tommaso: va bene ‘ndruppeche mischio e…
Ivano: strunzu
La trattativa tra imprenditore (Tommaso) e dipendente (Ivano)

Un bel giorno, Fabio de Luigi, 2026 (Fonte YouTube)
Un bel giorno è una commedia uscita nel 2026, che vede come protagonisti Fabio de Luigi e, che ne firma anche la sceneggiatura e la regia, e Virginia Raffaele.
Il film, sicuramente gradevole, seppur sorretto da una sceneggiatura comunque lineare e prevedibile, si regge soprattutto grazie ai due interpreti che evidenziano un’intesa che funziona.

Un bel giorno, Fabio de Luigi, 2026 (Fonte YouTube)
Tommaso è il proprietario di un’azienda di serramenti con un solo dipendente, Ivano, tutto capannone e casa, dove trova quattro figlie, Vittoria, Sara, Matilde ed Elena, molto diverse da loro ma unite dall’obiettivo di farlo uscire dalla solitudine dopo essere rimasto vedovo.
Lara, invece, è funzionaria di banca dove eroga mutui e ha a sua volta tre figli, due gemelli, Marco e Ivan e Andrea, neurodivergente e per questo sempre sotto controllo da tutti a paritre dalla nonna Maddalena.

Un bel giorno, Fabio de Luigi, 2026 (Fonte YouTube)
L’incontro all’apparenza fortutito ma combinato in realtà dalle figlie di Tommaso porta all’incontro con Lara e all’inizio di una storia con qualche bugia soprattutto sulle rispettive situazioni familiari (niente figli ma solo rispettivamente una cagna, Panda, lui, e un gatto, lei).
La difficoltà di ricominciare a vivere di Tommaso e la diffidenza di Lara, lasciata dal marito, portano a equivoci, contrattempi e all’episodio che unirà una famiglia a quel punto numerosa strizzando l’occhio, poco, ad Appuntamento sotto il letto del 1968 (ma lì i figli erano ben 18).
Per la ricetta entra in scena Ivano, il dipendente di Tommaso che installa i serramenti: sempre alla caccia di avventure con le donne, seppur abbia poi la casa piena di giornaletti, si trova a dover gestire una richiesta del proprio capo, con il quale ha un rapporto tutt’altro che da subordinato, vale a dire concedere la casa in prestito, perché Tommaso non vuole portare Lara subito nel suo appartamento.
E così, strappando ferie, aumenti di stipendio e altre concessioni, la nuova coppia può iniziare ad approfondire la conoscenza con una necessità: gestire un pentolone di ‘ndruppeche sul fuoco, che, oltre all’odore di carne e di aglio che rilascia, deve essere mescolato ogni quindici minuti. La scena è tra le più azzeccate e divertenti del film, soprattutto per Virginia Raffaele e i suoi tempi comici.

Un bel giorno, Fabio de Luigi, 2026 (Fonte YouTube)
Eccoci, quindi, alla ricetta, la prima delle due che ho trovato in questo film.
INGREDIENTI PER UN ‘NDRUPPECHE
- Salame pezzente 200g
- Manzo bocconcini 200g
- Agnello spalla 100g
- Coniglio cosce e sella 100g
- Pollo petto 100g
- Passata di pomodoro 1l
- Peperonicini secchi 3
- Aglio spicchi 4
- Vino rosso 1/2 bicchiere
- Olio E.V.O.
- Sale

Un bel giorno, Fabio de Luigi, 2026 (Fonte YouTube)
PROCEDIMENTO
Il ragù tipico della Basilicata prevede l’utilizzo di diverse carni e aglio con la pala che serve a sgrassare come dice Ivano: per questo motivo vi suggerisco quelle che elenca, perché altrimenti ci può essere il vitello oppure il pollo.
Un ingrediente costante, invece, è il salame pezzente, tipico della zona anche calabrese che veniva ricavato con gli scarti della lavorazione delle parti più nobili a cui venivano mescolate per esempio le frattaglie aromatizzando con aglio, peperoncino e altre spezie utili alla conservazione. Pur mantenendo la vocazione a insaccato “povero” seppur riconosciuto e tutelato dalla tradizione, oggi viene realizzato con scarti della lavorazione del prosciutto e di altre parti più grasse.
In una pentola molto capiente, stiamo preprando un quantità di ‘ndruppeche per una buona tavolata, versa un bel giro di olio extra vergine di oliva e inizia a scaldare il fondo. Non appena la temperatura lo permette metti l’aglio: Ivano abbonda, io ti propongo almeno quattro spicchi grandi che, se preferisci, puoi privare dell’anima. Non appena inizia a sfrigolare metti la carne che avrai precedentemente tagliato o a fette non troppo sottili o a dadi non troppo piccoli: il manzo, l’agnello, il coniglio (per gli ultimi due nell’elenco degli ingredienti ho indicato le parti migliori per un ragù) il pollo e il salame pezzente. Mescola senza bruciare l’aglio a fuoco medio e fai insaporire la carne. Appena prende colore versa il vino rosso (se vuoi optare per un vino della Basilicata da portare in tavola completi l’esperienza culinaria), alza la fiamma e fallo evaporare.
Aggiungi un giro di sale, mescola, e versa la passata di pomodoro.

Un bel giorno, Fabio de Luigi, 2026 (Fonte YouTube)
Come indica Ivano e come dovranno fare Tommaso e Lara mentre sono impegnati in ben altre faccende, mescolalo spesso e cuocilo a fuoco basso, perché, mi prendo in prestito un termine napoletano, il tuo ragù deve pippiare per almeno un 4 ore. Nel caso si asciughi aggiungi un bicchiere di acqua all’occorrenza.
Il modo migliore per accompagnarlo è con la pasta fresca, come, per esempio i ferriccelli o gli strascinati.
Abbiamo capito che lo ‘ndruppeche non è un piatto leggero e, soprattutto, inonderà la casa con il suo profumo/odore (magistrale Virginia Raffaele nella scena quando entra in casa).

Un bel giorno, Fabio de Luigi, 2026 (Fonte YouTube)
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