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guerra

La testimone

«Non c’è animale più crudele di un uomo nel branco». Il pezzo del DiarioXY rubato a Abasa Mensur. Una donna musulmana.

L’ultima storia

Il 5 ottobre dell’assegnazione del Premio Nobel per la Pace a Nadia Murad e Denis Mukwege: oggi Attilia Patri riflette su crimine collettivo (la guerra) e crimine privato (lo stupro) con riferimenti a “La ciociara” di Moravia.

Tu non sai le colline

Io so quei ragazzi che corrono come lepri rincorse dai cani, le camicie gonfie nel vento […] Per molti di loro, il nome è tutto quel che rimane. Nel mese di nascita di Cesare Pavese, un pezzo di DiarioXY dalla donna che aspetta sulle colline.

Festa a Ganesh

È una festa, non è la guerra: quando l’innocenza incontra la realtà. Gianluca Pisani con Festa a Ganesh si aggiudica l’ottavo posto a FrammentiAvari#4 – Steve McCurry.

Siria, 2018

Il suono onomatopeico della morte? Pam!, ed è uno sparo. Con Siria, 2018, Massimo Coccia si aggiudica il sesto posto ex aequo del concorso letterario FrammentiAvari#4 – Steve McCurry.

In memoriam. Un giradischi e una pipa

Come si può spiegare la guerra? E come può farlo un nonno davanti a un giradischi, con i cocci tutt’intorno, con il cielo grigio e fumoso che entra dalla finestra? Si può spiegare in due modi: uno l’ha trovato Joseph Eid, autore dello scatto ad Aleppo. L’altro prende vita attraverso le parole di Chiara Menardo.

La dormeuse

Il 18 marzo 1980 moriva Tamara de Lempicka: la ricordiamo oggi con un frammentovaro di un soldato che pensa alla propria donna dormiente.

Piano regolatore prossimo venturo

I racconti da Kepler oggi non sono firmati dal Viaggiatore ma dall’eclettico Gianfranco Monaca. E Kepler si trasforma in una spettrale città-simbolo dai cento nomi, Mostar Sarajevo Pristina Dubrovnik Mogadiscio Hebron Mosca Mosul. Nel 1994 erano queste. Oggi hanno altri nomi. Ma quel “piano regolatore” non cambia. Una poesia di un forte impatto narrativo, che trascina simboli e segni immortali nella distruzione.

Hitler (and Eva) dead

«Il 30 aprile 1945 il Fürher si è suicidato, abbandonando così nel peggiore dei momenti coloro che credevano in lui». In questo modo avrà inizio l’annuncio del generale Helmuth Weidling, fra due giorni, mercoledì 2 maggio 1945. (Articolo di Debora Borgognoni già apparso su Asterischi.it)

ken-oosterbroek bang bang club

Bang Bang – Omaggio a Ken Oosterbroek

Oggi sarebbe il compleanno di Ken Oosterbroek, avrebbe 53 anni. Invece è morto a 31, fotografando. Era uno del Bang Bang Club, insieme a Kevin Carter, João Silva e Greg Marinovich. Fotoreporter spericolati, che vogliono testimoniare la guerra e l’Apartheid. Kevin Carter vince il Pulitzer appena prima di suicidarsi. Bang Bang è un omaggio a Ken e a tutti gli altri, in un racconto che parla di vita e dei suoi odori, di rabbia perché questi mancano. E di guerra.

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