LA MAREGGIATA IN UN BARATTOLO

romanzo di Chiara Menardo – Harper Collins Italia, collana eLit, 2019

La mareggiata che si agita dentro non si calma ma riesce, respirando, a chiuderla dentro un barattolo e a metterla via, insieme a centinaia di altre mareggiate allineate e costrette sugli scaffali della coscienza, sotto controllo.

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Emozioni, rabbie, dolori. Vite rinchiuse in tanti barattoli, per scelta oppure perché il destino, o altri, hanno deciso così. Esistenze come vasi di vetro che sembra debbano restare chiusi per sempre. Che vorresti rompere, ma le pareti sono infrangibili. Oppure fragili e pieni di crepe, che si possono frantumare in un attimo in mille pezzi da rimettere poi, con cautela, insieme.

I barattoli della vita di Martina hanno tutti la stessa etichetta: Giorgio. E sono scanditi dai numeri delle sue scappatelle. Quelli di Giorgio non hanno nome, per lui si tratta solo di un po’ di sesso e via. Tranne uno, che il nome ce l’ha scritto sopra ma lui non riesce a leggerlo, come se l’etichetta fosse voltata dall’altra parte. Umberto spera che i suoi barattoli non si rompano mai. Emma vorrebbe che lui li rompesse. Cristina sa che ne romperà più di uno ma che, forse, riuscirà ad aggiustare qualcosa. Simonetta non ha barattoli. O almeno è quello che crede lei.

Nell’alternarsi delle ore, dei giorni e dei mesi, scanditi con metodica precisione, il lettore scopre una trama che si dipana come la tela intrecciata da un ragno velenoso, mentre in un crescendo di tensione psicologica l’autrice sapientemente apre, a ogni pagina, uno spiraglio sulle vite dei protagonisti.

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