Lector In Invidia

La stampa non è più così un mistero se ad analizzarla c’è la nostra redattrice Attilia Patri. L’attualità, invidiosa al punto giusto, non è mai stata così interessante.

Le buone intenzioni

I tanti orfani che ci circondano: malgrado le buone intenzioni sono vite fragili che vivono nell’indifferenza della società.

Quando basta un click

I dipendenti non sono numeri, non sono un click.

Sui piatti della bilancia

Davanti a un fatto di cronaca c’è sempre una bilancia di pensiero e a ognuno vengono offerti i piatti da far oscillare.

Arance Manduriane

La vicenda di Manduria può ricordare Arancia meccanica ma questa volta si tratta di una storia ancora peggiore: il fallimento di un’intera cittadinanza.

Prego, accomodati!

Tra Roma e Milano si consumano fiumi di parole: da un Disegno di legge al Fuorisalone. Una riflessione sulla donna di Attilia Patri.

Preferisco una terrazza

Il XIII Congresso Mondiale delle Famiglie di Verona appare un ritorno al Medioevo e all’oscurantismo dove la negazione di diritti che dovrebbero essere ormai assodati diventando la nuova piazza nazionale del buio illuminato dai roghi sui quali arroventare i soliti, quelli ritenuti diversi, negando parità e promuovendo, di fatto, discriminazione e razzismo.

Naufragando sotto la tempesta

Una recente sentenza che ha avuto l’attenuante della “Tempesta emotiva” diventa una sorta di refugium peccatorum. La riflessione inizia da “Un delitto di onore” di Giovanni Arpino, prosegue con alcuni capolavori del nostro cinema e ricorda l’abolizione del 1981.

Perché Sanremo è Sanr. Ah no!

Dal sessantanovesimo Festival di Sanremo all’esorcismo. Attilia Patri documenta passaggi importanti per arrivare ai giorni nostri.

Oggi e i filamenti di ieri

Il lungo percorso di emancipazione e conquiste da parte delle donne viene messo in discussione dai comportamenti della società civile, come evidenziano sondaggi, cartelloni pubblicitari e vulgata comune. Una ricostruzione storica che si aggancia all’attualità di Attilia Patri.

Il tempo di un giorno

Se Giorno della Memoria dev’essere che sia una memoria non solo di forni, di fosse comuni, che sia qualcosa di più della visione di un essere ridotto a scheletro avvolto in una coperta straccia; che sia memoria, soprattutto, di una certa politica, di una esaltazione, di una umanità svenduta al miglior offerente.

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