Dialoghi surreali alla National Gallery

Il racconto secondo classificato di FrammentiAvari#1 – Paul Cézanne
di Paola Orsini

«Perché grandi, poi?».

«Forse perché siamo abbastanza in carne? Hai visto come ci ha fatto? Vado fiera soltanto dei miei capelli biondi e fluenti! Tu minimizzi e ti credo! Sei l’unica ad avere due tette ancora di moda nel XXI secolo! Ma noi?».

«Zitte tutte e due! Ecco come vedono me: una donna seduta e di spalle! Neanche Robespierre si vede… s’intuisce!».

«Io ho il viso macchiato! Vi rendete conto? Guardo sempre e solo te da più di cent’anni!».

«Io sono senza tette! Solo un misero accenno! Almeno sono pettinata!».

«Siete sempre le solite! Noi siamo belle qui, in questo tempo e in questo luogo. Ci vogliono esattamente così… loro! Se poi non vi piace Londra, potreste sempre andare a Philadelphia!».

 

 

 

Debora Borgognoni

Debora Borgognoni

Non si è ancora del tutto abituata a ossigeno e forza di gravità, ma non demorde. Morbosamente polemica, reagisce male agli sgrammaticati.

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